Un anno all’insegna delle storie: i dodici mesi appena trascorsi di Nemesis Magazine hanno premiato il racconto di persone e fatti curiosi e originali, momenti che ci hanno regalato bellezza e conforto e vicende poco conosciute ma preziose nel nostro passato e presente. E questo non può che renderci felici: il nostro settimanale on line di cultura è nato proprio per dare voce alla bellezza, che si tratti di arte, fotografia, musica, sport, memoria.
Al 31 dicembre, aspettando il nuovo anno, facciamo un piccolo bilancio delle storie più lette e condivise. Al primo posto ci sono le donne partigiane che Maurizio Pretta ha raccontato il 25 aprile in occasione della Festa di Liberazione: una vicenda poco nota, dato che la Storia spesso ha relegato le figure femminili in secondo piano rispetto agli uomini (ce lo ricorda anche il partigiano Nino Garau nel suo diario, ne parliamo su Nemesis Magazine qui), ed è per questo che è stato importante per noi dare spazio e voce a chi finora è rimasta nell’ombra.
Al secondo posto c’è l’articolo di Simone Spada con i calciatori sardi convocati in nazionale dal ct Roberto Mancini per gli Europei: “Per la prima volta nella storia dell’Europeo, sono ben due i giocatori made in Sardegna convocati dalla nazionale azzurra”, il centrocampista Nicolò Barella e il portiere Salvatore Sirigu. Prima di loro solo il campione Gianfranco Zola aveva militato nella nazionale agli Europei.
Tra i pezzi più letti di Nemesis Magazine nel 2021 c’è il ricordo commosso che Ester Cois ha scritto per Stefano Asili, graphic designer cagliaritano scomparso il 30 aprile a 58 anni: “Stefano Asili possedeva un’aura potente, che ti catturava all’istante – scrive Ester – prima ancora che l’impressione di fascino e creatività inusuale che emanava venisse confermata dall’apprendimento delle sue competenze multiformi, che spaziavano in ogni ambito in cui la mente umana desidera spingersi”. Una scomparsa che ha lasciato la nostra Isola un po’ più poveri, se pensiamo alle sue idee creative contro il razzismo e l’intolleranza, e al suo costante e gentile impegno per difendere la bellezza e la poesia.
Ancora sport tra le notizie più condivise: Mario Gottardi ha incontrato Yara Espis, atleta di Quartu Sant’Elena, classe 1999, campionessa mondiale di apnea a soli 19 anni: ha percorso 173,30 metri in 3 minuti e 40 secondi. “L’apnea non è per superuomini o superdonne, è per tutti – ha raccontato Yara – Con l’apnea impari a conoscerti, a guardarti dentro. E più ti conosci, più ti ‘senti’ e più impari ad aumentare il tempo senza respirare. Per la performance in realtà non so come si faccia, so quello che faccio io. Ognuno si crea un percorso mentale che permette di trascorrere quel tempo in maniera progressivamente più confortevole. Mi piace molto sentire le sensazioni fisiche dell’acqua, l’abbraccio dell’acqua”.
Il quinto articolo più letto è la storia malinconica di “Rigoletto”, un bambino cagliaritano vissuto ai primi del Novecento, uno dei tanti che popolava la schiera dei picioccus de crobi, ragazzini per lo più orfani che vivevano in strada. Come racconta Maurizio Pretta la vicenda del piccolo, il cui nome era Angelo Farris, si intrecciò per caso con quella di Paola Lombroso, figlia del più famoso Cesare, che nel 1898 arrivò a Cagliari al seguito del marito Mario Carrara che aveva ottenuto la cattedra di Medicina legale all’Università. Paola si interessò di quei giovani scalzi e malnutriti che gironzolavano attorno al mercato e alla stazione per portare ceste e bagagli dei signori, e riuscendo a vincere la loro diffidenza ne fotografò diversi. L’immagine di Rigoletto, insieme alle notizie sulle visite mediche che Carrara fece a lui e agli altri ragazzini, è conservata al Museo di Antropologia di Torino.
Grande attenzione attorno a una storia che lega la Sardegna con l’Argentina: Magdalena Perdighe ha affidato il drammatico racconto della sua famiglia a Maurizio Pretta. I suoi nonni, originari di Samugheo, emigrarono in Argentina negli anni Quaranta, e qui nacquero due figli, Graziano e Ana Maria Rita. Nel 1976 Graziano e sua moglie Graziela vengono fatti sparire dal feroce regime militare instaurato da Videla, che mirava ad annientare tutti gli oppositori. Magdalena scoprirà tardi la verità sulla sorte dei genitori, sorte comune a quella delle migliaia di Desaparecidos argentini rapiti, uccisi e sepolti in fosse comuni.
Chiudiamo questa piccola rassegna una storia che sa di resistenza e rinascita raccontata da Mario Gottardi: Michela Calledda, animatrice culturale e amante dei libri, poche settimane fa ha aperto una libreria a Siliqua, piccolo comune del Sulcis. E’ la prima libreria in paese: parliamo di questa scelta come un “atto politico”, dato che portare libri e storie in una zona martoriata nei decenni dalla povertà e dalla disoccupazione è per noi una scelta forte e consapevole.










