Si è appena conclusa la terza edizione di How to Film the World, l’appuntamento biennale del Carbonia Film Festival: quattro intense giornate, organizzate dal Centro Servizi Culturali Carbonia della Società Umanitaria, che da giovedì a domenica scorsi hanno animato la cittadina sulcitana, tra cinema, musica, spettacolo e fotografia.
Anteprime, approfondimenti, masterclass e incontri, come quello con un documentarista del calibro di Alexander Nanau, che ha presentato a Carbonia Collective, il film d’inchiesta sulla malasanità e la corruzione nel suo Paese: la Romania. Due le candidature agli Oscar 2021 come “Miglior film internazionale” e “Miglior documentario”.

E ancora, si è parlato di migrazioni, il tema portante della rassegna, insieme a quello del lavoro, con i registi Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman, con il loro Californie, film rivelazione alle Giornate degli Autori all’ultimo festival di Venezia, e con Suranga D. Katugampala, regista originario dello Sri Lanka e cresciuto in Italia; si è esplorato il mix tra realtà e finzione nel cinema della regista Federica Di Giacomo, arrivata a Carbonia dopo la partecipazione alle Giornate degli autori a Venezia con il film “Il palazzo”, realizzato nel 2021.
Uno sguardo è stato rivolto al lavoro e all’ambiente con il teaser di CHEMICAL BROs, il nuovo lavoro di Massimiliano Mazzotta sulle conseguenze della produzione e dell’utilizzo del fluoro a livello industriale. Un racconto che coinvolge l’impatto della Fluorsid sul territorio sardo e non solo.

Questi e altri autori, come i registi sardi Stefano Cau e Daniele Arca, la disegnatrice e animatrice Eleonora Gambula e la background designer Sarah Mazzetti, illustratrice e autrice del poster di How to Film the World, hanno tenuto banco nelle serate tra La Fabbrica del Cinema e il Cine-Teatro Centrale.
Non solo cinema ma anche musica d’autore con Vasco Brondi, protagonista di un recital speciale tra canzoni e letture alla Grande Miniera di Serbariu, e con Max Collini, a Carbonia con il suo spettacolo post teatrale Hai paura dell’indie?.
How to Film the World ha rivolto, poi, uno sguardo d’insieme sui temi migrazioni, lavoro e identità attraverso la mostra fotografica “Sguardi Plurali sull’Italia Plurale”, alla Biblioteca Comunale di Carbonia: 58 scatti realizzati da giovani immigrati o nati in Italia da almeno un genitore di origine straniera, di età inferiore ai 35 anni. Promossa da FIERI – Forum Internazionale ed Europeo di Ricerche sull’Immigrazione insieme al Centro Servizi Culturali-Carbonia della Società Umanitaria, e in collaborazione con CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, la ha ricevuto anche il patrocinio di Rai per il Sociale.
Infine, il programma di formazione che la manifestazione del Centro Servizi Culturali Carbonia della Società Umanitaria sviluppa da alcuni anni: Carbonia Cinema Giovani, che ha coinvolto un gruppo di studentesse e studenti, filmaker, operatori e operatrici culturali, di età compresa tra i 19 e i 30 anni, in una serie di masterclass con i registi Suranga Katugampala, Alexander Nanau e Federica Di Giacomo.
Traccia un bilancio sulle quattro giornate, il direttore artistico di How to Film the World, Francesco Giai Via, intervistato da Francesca Mulas.










