• Accedi
  • Aiuto
Sito nemesismagazine.it
  • Home
  • Articoli
  • Rubriche
  • Editoriali
  • Interviste
  • Podcast
    • Creattiva
    • L’isola sconosciuta
    • Vamp
  • Chi siamo
  • Sostienici
  • Newsletter
Nessun risultato trovato
Vedi tutti i risultati
Sito nemesismagazine.it
  • Home
  • Articoli
  • Rubriche
  • Editoriali
  • Interviste
  • Podcast
    • Creattiva
    • L’isola sconosciuta
    • Vamp
  • Chi siamo
  • Sostienici
  • Newsletter
Nessun risultato trovato
Vedi tutti i risultati
Sito nemesismagazine.it
Nessun risultato trovato
Vedi tutti i risultati

How to Film the World a Carbonia, si chiude. Max Collini non ha paura dell’indie (anzi ce lo racconta)

Di Simone Spada
10/10/2021
in Musica e spettacolo
Tempo di lettura: 5 minuti
How to Film the World a Carbonia, si chiude. Max Collini non ha paura dell’indie (anzi ce lo racconta)

La musica indie italiana ha smesso da diversi anni i suoi panni e si è trasformata nel nuovo pop italiano, arrivando a dominare le classifiche, presenziare in tv e diventare il punto di riferimento di una intera generazione. Max Collini è stato per quasi undici anni voce narrante e autore dei testi degli Offlaga Disco Pax, band che ha fatto parte dell’ondata indie dei primi anni anni zero.

Con “Hai paura dell’Indie?“, Collini prova a spiegare con esilarante serietà come si sia arrivati a questa esplosione commerciale in un viaggio tra parole, ironia, invidia e in certi casi ammirazione. Domenica 10 ottobre, lo spettacolo chiuderà l’edizione 2021 della rassegna How to Film the World all’interno del Carbonia Film Festival. Collini ci ha raccontato com’è nato questo progetto e che differenze ha trovato, in corso d’opera, tra la sua generazione indie e quella attuale.

Stai portando in giro per l’Italia da due anni lo spettacolo “Hai paura dell’Indie?”. Quando e come nasce?

Nasce nell’estate del 2019 quando venni invitato a fare lo stesso tipo di spettacolo in due località diverse. Mi avevano chiesto un reading che avesse un argomento particolare. Ho avuto dunque questa intuizione di fare un reading coi testi delle canzoni indie che andavano allora per la maggiore. Pensavo potesse essere una cosa estemporanea e invece mi sono accorto che il pubblico era basito, ma anche incuriosito e divertito. Ho capito che questa poteva diventare una cosa teatrale, leggera ma con dei contenuti. Penso sia la cosa più leggera e più ironica io abbia fatto nella mia carriera. Mi è piaciuto scoprire una parte di me che non credevo di avere, quella dell’intrattenimento.

Qual è stato il risultato di formare e portare avanti questo spettacolo?

In realtà, l’ho detto, doveva essere una cosa temporanea. Poi è diventato il mio lavoro degli ultimi due anni, con risultati stupefacenti. Sono andato in televisione, sui giornali, in radio. Insomma, mi ha permesso di fare cose che normalmente non avrei fatto. Devo dire che sono contento di aver scoperto questa parte di me, ma soprattutto che questa parte di me piaccia anche al pubblico. Un pubblico anche nuovo, che non necessariamente ha conosciuto il mio percorso precedente.

Hai fatto parte di una generazione indie ben diversa. Che tipo di indie racconti?

Arrivo a raccontare un mondo musicale italiano che è arrivato a diventare il nuovo pop. Il mondo che ho frequentato io negli anni zero era un mondo di autoproduzioni, di piccoli club, di appassionati. Il mondo di oggi è pop, costruito però dal basso. I Coez, i Cani, i Brunori, i Calcutta, i Tommaso Paradiso, questo mondo comunque molto sfaccettato e diverso. Lo dimostro con il brano “Completamente” dei The Giornalisti, che è un po’ il singolo del tour e che è l’unico momento dello spettacolo in cui canto. Le case discografiche sono arrivate dopo: poi in pochissimo tempo hanno conquistato Sanremo. Una cosa inimmaginabile. Pensa a due comprimari come Colapesce e DiMartino che vanno a Sanremo e sbancano tutto. Credo però che questa scena abbia un linguaggio suo ma manchi di sperimentazione, qualcosa che cambi lo stato di cose esistente. E’ una scena molto conservatrice e conformista.

Come mai questa scena indie ha avuto così tanto successo rispetto alla precedente?

Credo abbiano conquistato un nuovo pubblico. C’è tanta musica pessima nel pop ma ci sono anche cose molto interessanti. La nuova generazione non vedeva l’ora di identificarsi con un nuovo gruppo di artisti non imposti dal sistema. Uno come Calcutta non è un personaggio che puoi imporre come icona pop, ma è talmente forte che può mettere sul piatto degli aspetti di contenuto che ricordano il Vasco Rossi giovane. Calcutta è un artista che è stato così dirompente che ora è un punto di riferimento della scena. C’è un pubblico che si identifica nelle sue canzoni e in quel tipo di linguaggio che lo rappresenta più, magari, della Amoroso – con tutto il rispetto per lei.

Sei passato dalla vita sul palco con una band ad uno spettacolo da solo: com’è stato?

I luoghi in cui porto questo spettacolo sono diversi dalla mia esperienza con gli Offlaga Disco Pax e con Spartiti. Il contenuto fa il luogo, chi mi cerca, cerca una proposta adatta alla sua realtà. E’ un monologo che dura poco più di un’ora e che si adatta ovunque: teatri, il classico circuito della musica indipendente, e poi appuntamenti come quello del Carbonia Film Festival dove il mio spettacolo si inserisce perché ha dei contenuti, divertenti e leggeri – ma non soltanto. Viene ritenuto compatibile con quel tipo di pubblico e di contesto. Lo trovo molto bello. Ho fatto una cinquantina di date che durante il Covid sono davvero tante. Sono molto contento di questo. Ho iniziato a calcare i palchi nel 2005, ho sempre avuto timore, ma ora mi trovo molto a mio agio in questo ruolo. Non vuol dire che non voglia fare altre cose, però ho scoperto una parte di me che è molto in pace col palco.

Max Collini ha paura dell’Indie?

Un po’ sì. E anche un po’ invidia (ride, nda). Ci sono dei numeri che sono inimmaginabili per uno della mia generazione e per uno che ha fatto il mio percorso. Quindi un po’ mi fa paura e un po’ mi domando cosa sarebbe successo se “Socialismo Tascabile” (primo album degli Offlaga Disco Pax) fosse uscito oggi coi social e tutti gli strumenti che ci sono ora. Uscito oggi probabilmente sarebbe in grado di imporsi. Ogni lavoro però è figlio del suo tempo, probabilmente ora non scriverei un disco così. Allora avevo poco più di 30 anni, oggi ne ho 54. E’ cambiato il mondo rispetto ad allora. Però devo dire che questa scena indie produce qualche schifezza ma anche cose molto interessanti. Da osservatore e da appassionato riconosco che molti sono bravi. Nello spettacolo segnalo diversi artisti che mi piacciono, tanto che dopo che lo finisco qualcuno si ferma a parlare con me e mi chiede informazioni.

CondividiTweetInviaCondividiCondividi

Post correlati

Ecco Nemesis Magazine. Nell’anno della paura la bellezza ci salverà
Cultura

Un arrivederci

18/10/2025
La storia di un’amicizia, di un sodalizio artistico, di un impegno mai venuto meno con la cultura, in due parole: Lucido Sottile
Cultura

La storia di un’amicizia, di un sodalizio artistico, di un impegno mai venuto meno con la cultura, in due parole: Lucido Sottile

03/10/2025
Post successivo
“Il palazzo” al Carbonia Film Festival, Federica Di Giacomo racconta le solitudini del nostro tempo

"Il palazzo" al Carbonia Film Festival, Federica Di Giacomo racconta le solitudini del nostro tempo

Sabato e domenica di musica e cinema con ‘How to Film the World’ a Carbonia, in arrivo Federica Di Giacomo e Max Collini

"Californie" di Cassigoli e Kauffman, al Carbonia Film Festival il sogno di Jamila e di una generazione vulnerabile

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sono d'accordo con la Privacy Policy.




Enter Captcha Here :

Sostieni Nemesis Magazine

I contenuti di Nemesis Magazine sono gratuiti e accessibili a tutti e tutte. Potete sostenere il nostro lavoro con un una donazione. Grazie!
Fai una donazione

This Station Is Non-Operational
as heard on radio nemesis

This Station Is Non-Operational

Di GianLuca
18/10/2025
0

The Last One

Leggi l'articolo
Perché quando la cultura perde spazi sparisce anche la sua voce

Perché quando la cultura perde spazi sparisce anche la sua voce

18/10/2025
Quei posti, dove abbandonarsi ancora ai sogni di sempre

Quei posti, dove abbandonarsi ancora ai sogni di sempre

18/10/2025
Arrivederci Nemesis Magazine, una palestra di sogni, parole e responsabilità

Arrivederci Nemesis Magazine, una palestra di sogni, parole e responsabilità

18/10/2025
Casa Famiglia Killia, apre a Selargius la struttura per bambini disabili orfani o di famiglie in povertà socio economica

Casa Famiglia Killia, apre a Selargius la struttura per bambini disabili orfani o di famiglie in povertà socio economica

18/10/2025
LA VITA VA COSÌ V. Raffaele, G.I.Loi @Claudio Iannone

“La vita va così”, nel nuovo film di Riccardo Milani la storia del pastore del Sulcis che non volle vendere la sua terra agli speculatori edilizi

18/10/2025

Articoli recenti

  • This Station Is Non-Operational
  • Perché quando la cultura perde spazi sparisce anche la sua voce
  • Quei posti, dove abbandonarsi ancora ai sogni di sempre
  • Arrivederci Nemesis Magazine, una palestra di sogni, parole e responsabilità
  • Casa Famiglia Killia, apre a Selargius la struttura per bambini disabili orfani o di famiglie in povertà socio economica

Commenti recenti

  • Anonimo su Sindaco si muore. Il sangue degli amministratori locali nella Sardegna dell’Ottocento
  • Anna Licia Melis su Cagliari perde uno degli ultimi intellettuali. Si è spento Gianluca Floris
  • Marianna Peddio su Giornata della Memoria. Dalla Barbagia a Mauthausen e Auschwitz, la marcia della morte di Antonio Moi
  • .. su Le luci sul porto (Dietrich Steimetz)
  • Anonimo su Porto Canale in bianco e nero (Dietrich Steinmetz)

Sostieni Nemesis Magazine

I contenuti di Nemesis Magazine sono gratuiti e accessibili a tutti e tutte. Potete sostenere il nostro lavoro con un una donazione. Grazie!
Fai una donazione

Info

Direttrice: Francesca Mulas
Nemesis Magazine è registrato al pubblico registro della stampa con decreto del Tribunale di Cagliari n. 14/2020
Editrice: Associazione culturale Terra Atra
Sede legale: Via del Sestante 5, 09126 Cagliari

Email: info@nemesismagazine.it

Hosting

Hosting: Tophost srl
Piazza della Libertà 10, Roma
P.Iva 08163681003
Rea 1077898
Iscrizione alla camera di Roma del 01/10/2004

La testata usufruisce del contributo della Regione Sardegna, Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport. Legge regionale 13 aprile 2017 n. 5, art. 8 comma 13

Newsletter

    • Arte
    • Cinema
    • Comunicazione e società
    • Cultura
    • Fotografia
    • Interviste
    • Libri
    • Moda
    • Musica e spettacolo
    • Privacy Policy

    Benvenuto!

    Accedi al tuo account!

    Ho dimenticato la password

    Recupera la tua password

    Inserisci il tuo nome utente o la tua email per recuperare la password!

    Accedi
    • Accedi
    Nessun risultato trovato
    Vedi tutti i risultati
    • Home
    • Articoli
    • Rubriche
    • Editoriali
    • Interviste
    • Podcast
      • Creattiva
      • L’isola sconosciuta
      • Vamp
    • Chi siamo
    • Sostienici
    • Newsletter
    • Aiuto


    Direttrice: Francesca Mulas
    Nemesis Magazine è registrato al pubblico registro della stampa con decreto del Tribunale di Cagliari n. 14/2020
    Editrice: Associazione culturale Terra Atra
    Sede legale: Via del Sestante 5, 09126 Cagliari

    Email: info@nemesismagazine.it

    Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, al fine di migliorare i servizi offerti e l'esperienza di navigazione dei lettori. Se prosegui nella navigazione o se chiudi questo banner acconsenti all’uso dei cookie. Privacy e Cookie.