“Sono sempre stato portato a parteggiare per gli sconfitti”. È una frase breve questa, secca, e che soprattutto racchiude appieno il percorso umano e artistico di una delle personalità più significative del panorama culturale sardo ovvero Michele Atzori, cagliaritano classe 1967 noto ai più come Dr. Drer voce storica del rap isolano insieme alla CRC Posse ma anche come Su Dotori, che ha pubblicato il suo nuovo libro – il secondo a distanza di quattro anni da ‘’Giornata avara’’ (Francesca Mulas ne aveva parlato qui) – intitolato ‘’Ponitì a una party’’, costituito da 20 capitoli per un totale di 161 pagine.
Il titolo richiama al vivace confronto che ci fu, durante una tribuna politica su Videolina in occasione delle regionali del 2009, con Giorgio La Spisa del Pdl, un confronto diventato negli anni virale ma che sarebbe erroneo, e parecchio superficiale, definire come esemplificativo di ciò che è contenuto nel libro. Un libro, pubblicato da indipendente e narrato in prima persona, che va ben al di là di tutto questo, caratterizzandosi per schiettezza, polemiche graffianti e quell’ironia arguta che ha sempre contraddistinto l’autore.
Michele comincia la sua narrazione con i cortei degli anni Ottanta, i primi a cui prese parte. Si va poi agli anni Novanta, esattamente al 12 dicembre giorno in cui partecipò al suo primo sciopero da lavoratore dipendente con il primo striscione fatto interamente con materiali di riciclo. Tra i momenti più significativi, spicca la manifestazione a Roma in piazza San Giovanni nei primi anni Duemila, contro la guerra del Golfo, occasione in cui sventolarono un iconico bandierone con scritto A Foras sa Nato. Immancabili le stilettate ai parecchi esponenti della sinistra che, con l’arrivo di Berlusconi in politica, “a furia di ruotare persero un po’ la bussola”. Non mancano anche attestati di stima verso esponenti di rilievo della cultura sarda come, ad esempio, il regista Marco Antonio Pani.
Vengono ricordate, in maniera nitida, le occupazioni al magistero, le proteste per la par condicio, il nonno antifascista, persino il movimento studentesco dell’85 seppur in questo caso con sarcasmo. Si va poi all’analisi del G8 di Genova, una delle parti più rilevanti dell’opera, giornate che come afferma l’autore resteranno impresse a lungo nella sua memoria. Tante le tematiche affrontate tra cui la sovranità alimentare, le guerre umanitarie, l’inquinamento incontrollato da parte delle multinazionali, lo sfruttamento a fini speculativi delle risorse naturali, la cancellazione delle culture locali. tra i ricordi più significativi spicca, a proposito delle giornate del G8 di Genova, l’uccisione di Carlo Giuliani e un altro slogan storico ideato proprio in quei frangenti che diceva: “sa perda arrubullada, no s’est mai frimada: sardus, sardus, sardus block!”.
Tanti gli istanti rievocati, come i giorni trascorsi al Magistero a Sa Duchessa, alla fine degli anni Novanta e nei primi anni Duemila, le feste a Margine Rosso e a Sinnai in grandi case con giardino affittate per l’occasione. Ci sono anche aneddoti esilaranti come quello in cui l’autore, durante uno dei suoi compleanni, suonò al campanello della casa del presidente della Regione Sardegna dell’epoca ovvero Renato Soru per invitarlo a prendere parte ai festeggiamenti nelle scalinate di Bonaria. Si arriva al 2006 e, nello specifico, al mese di aprile e allo spoglio per le elezioni politiche vinte da Prodi: durante quella circostanza, dopo essere stato in un bar in viale Sant’Avendrace, Michele vede una grande folle mentre rientra a casa dirigersi verso viale Bonaria e decide di seguirla, incontrando anche l’attuale sindaco di Cagliari Massimo Zedda con cui si conoscono da adolescenti vivendo a poca distanza l’uno dall’altro. La notte a Bonaria è carica di entusiasmo, si gioca a sa murra, si improvvisano versi e viene intonato lo storico canto di Angelo Caria ‘’O Sardigna Patria Nostra’’.
Doveroso anche l’elogio ai bar popolari, con particolare riferimento al Roxy Bar, definiti “zone franche, luoghi di decompressione dagli impegni quotidiani in cui puoi trovare tranquillamente degli estremi opposti seduti vicini’’. Verso la metà del libro si parla di un momento particolarmente importante ovvero quello delle elezioni regionale del 2009 a cui l’autore prese parte con Unidade Indipendentista. La campagna elettorale viene fatta tramite l’ausilio del web e di Facebook ai suoi esordi, con quell’immancabile spirito definito con orgoglio da “idealisti incalliti”. Ebbene sì, idealisti incalliti consapevoli che “le idee di libertà, una volta seminate, un giorno o l’altro fioriranno”. Ci si sofferma anche sul legame con la propria terra, la Sardegna, che va oltre il semplice senso di appartenenza e a spiegarlo con risolutezza è lo stesso autore con parole che restano impresse: “è arrivato un momento in cui non mi è bastato più soltanto sentirmi sardo ma ho sentito anche la responsabilità di esserlo”. Poco dopo, Michele afferma di essere indipendentista, distinguendo nettamente l’indipendentismo dall’autonomismo, dichiarando anche che una volta presa questa decisione non si torna indietro.
Uno dei capitoli principali del libro è quello intitolato ‘’Delirium’’ in cui si parla del noto dibattito televisivo andato in scena a Videolina, con la conduzione del giornalista Andrea Frailis. Un contesto che per l’autore era decisamente nuovo, fatto che fu motivo di tensione. Non manca la consueta ironia, che permette a Michele di scherzare e riprendere su se stesso, paragonando il suo look a quello di Ivano Fossati a Sanremo nel 1972 proprio con il gruppo dei Delirium. Paragona il suo stato d’animo in quell’occasione a una sorta di via di mezzo tra l’ansia di un giovane studente durante un’interrogazione e quella di un concorrente di un quiz televisivo e di un pugile appena salito sul ring. Si parla, in occasione del dibattito su Videolina, del G8 a La Maddalena che l’autore definì pubblicamente senza mezzi termini come “l’incontro degli otto peggiori criminali del pianeta’’. Parole sferzanti rivolte anche agli altri candidati dell’epoca definiti “sei manichini in stile regimental”. Fu un momento che destò un certo clamore e che in tantissimi ricordano ancora oggi. Michele non nega di aver provato fastidio nell’essere stato fermato spesso da persone che facevano continui riferimenti al suo litigio con La Spisa.
Oltre ai riferimenti legati alla politica, non poteva mancare un accenno anche alla sua attività musicale che è andata ad incrementarsi con lo sviluppo del web e del caricamento dei brani su youtube, fattore che ha portato a una grande diffusione di quanto fatto negli anni e a numerosi concerti fuori dalla Sardegna, ribattezzati affettuosamente come ‘’trasfertone’’, di cui la prima fu a Bologna occasione in cui condivisero il palco con un artista del calibro di Claudio Lolli. Viene ricordata con emozione anche la data a Cagliari al Terrapieno nel mese di agosto con i Massilia Sound System. Dal 2009 si passa al 2014, anno di altre elezioni regionali a cui Michele decise nuovamente di prendere parte, supportando Sardegna Possibile della scrittrice Michela Murgia che incontrò ad Arborea durante la campagna elettorale, entrando subito in sintonia.
Il ricordo delle elezioni del 2014, offre lo spunto per sottolineare la necessità di fare una continua campagna di informazione tramite parole che suonano come un ammonimento di cui fare tesoro: “qui da noi abbiamo una buona cognizione di quel che succede in Italia ma non sappiamo nulla di quel che succede veramente in Sardegna, al di là dei normali fatti di cronaca. E anzi ci manca proprio la percezione che qui in Sardegna accada qualcosa”. Lo sguardo si focalizza nuovamente sul movimento contro l’occupazione militare, si precisa inoltre che il turismo non è assolutamente la sola risorsa della Sardegna, bensì una delle tante possibili, si cita la Birra Sadile bevuta con gusto durante i free drink di autofinanziamento del primo A Foras e dei festival del primo maggio. Michele non risparmia critiche alla multinazionale Ichnusa e a coloro che danno della Sardegna un’immagine fasulla e stereotipata di luogo in cui la modernità non è ancora arrivata.
Tanti anche i riferimenti preziosi alla storia sarda come la rivoluzione del 1794 contro il dominio sabaudo nell’Isola, i moti di Buggerru del 1904, senza dimenticare alcune tra le personalità più influenti come Grazie Deledda, Antonio Gramsci così come Ninetta Bartoli prima sindaca eletta in Italia a Borutta nel 1946 oppure la dottoressa Adelasia Cocco Floris prima donna medico condotto d’Italia nel 1914 nonché la prima donna in Sardegna a prendere la patente nel 1919. C’è tempo anche per un accenno all’esperienza felice come attore nel film del 2019 ‘’L’agnello’’ di Mario Piredda, per un’analisi del luoghi preferiti a Parigi, in cui l’autore si è trasferito per lavoro insieme alla sua compagna, tra cui il bar pizzeria Le Mercure che viene paragonato al locale cagliaritano la Baracca Rossa noto come ‘’Da Lello’’ e per il processo di lavorazione della sua prima opera letteraria ‘’Giornata avara’’ scritta durante la pandemia mentre si trovava in una casa in affitto al mare nel Sinis.
Particolarmente sentita la riflessione sulla valorizzazione della lingua sarda, espressa con parole che lasciano il segno: “una lingua non è semplicemente l’insieme di lessico, morfologia, sintassi e grammatica, è anche il modo con il quale gli appartenenti ad una comunità guardano se stessi. È il nostro modo di percepire la realtà, il nostro sguardo sul mondo”. Uno sguardo sul mondo che Michele Atzori, in ogni ruolo che si trova a ricoprire che sia quello di musicista, di attivista o di scrittore, mantiene lucido, profondamente distante dai cliché e dalle frasi fatte, contraddistinto da sempre da quell’indole da bastian contrario in direzione ostinata e contraria, diventata punto di forza e scudo contro un mondo ripiegato su se stesso, troppo spesso sordo alle reali esigenze di chi lo abita.
Elenco dei punti vendita in cui poter acquistare la copia fisica del libro:
Abbasanta: Oasi Losa
Arbus: cartolibreria Giampaolo Pusceddu , edicola Lampis
Assemini: edicola Lecis
Baunei: edicola Barca
Carbonia: Centro della Cultura del Carbone
Cagliari: libreria Muscas, edicola Farci, edicola Durzu, edicola Mura (Pirri)
Selargius: edicola Ledda, edicola Marilisa Saddi
Dorgali: cartolibreria Sotgia
Iglesias: libreria Mura
Lanusei: ‘’Non solo fumo’’ a Lanusei
Macomer: libreria Emmepi
Muravera: libreria ‘’Lo Scrigno’’
Portoscuso: cartoleria Scintu
Pula: cartoleria Lo Scolaro
Sanluri: edicola Murgia
Siliqua: libreria La Giraffa
Siniscola: ‘’Cose di Carta”
Tortolì: libreria del Corso
Oristano: libreria Canu










