Dopo il successo di ‘Abstraction’ ed i meritatissimi ripetuti ascolti in redazione, in Nemesis non ci siamo accontentati di recensire l’album (qui) e non potevamo non fare qualche domanda agli Schonwald, duo ravennate formato nel 2007 da Alessandra Gismondi e Luca Bandini con cinque album in curriculum.
Alessandra e Luca, gentilissimi, ci hanno omaggiato di un bellissimo scambio di opinioni e curiosità.
Raccontateci qualcosa di voi.
Ale: Il nostro progetto nasce dalla necessità di sperimentare nuove sonorità di derivazione new wave e post-punk con una forte impronta elettronica. Proprio per questa fusione a noi molto congeniale abbiamo realizzato cinque album a partire dal 2009 anno della nostra prima pubblicazione.
Partiamo subito da ‘Abstraction’, è un lavoro che, come avete notato non solo dal nostro feedback, è piaciuto veramente tanto. Quando avete iniziato a scriverlo? con quali idee? Cosa pensate sia evoluto rispetto ai lavori del passato? Sia perché intenzionalmente oppure perché ve ne siete accorti a posteriori
Luca: Abbiamo iniziato a scriverlo nell’estate del 2019 e ha avuto una lunga gestazione dovuto al fatto che durante le registrazioni Ale si è ammalata e ci sono voluti mesi prima che la voce tornasse ad essere pronta per le registrazioni delle parti vocali. È stato quindi un lavoro un po’ sofferto da un lato ma molto soddisfacente già dalla prima parte della stesura perché ci siamo molto concentrati a differenza degli album precedenti su ogni singola partitura partendo da uno strumento alla volta e non scrivendo le partiture dalle chitarre e basso come eravamo soliti ad iniziare ad imbastire le melodie. È stato un processo molto spontaneo e non studiato perché avevamo voglia di concentrarci su ogni singolo strumento e suono. Avevamo però le idee ben chiare per il suono da ricercare ed è stato molto bello alla fine aver avuto il risultato che speravamo ottenere.
Siete dei professionisti con una lunga esperienza, cosa vedete / sentite nella scena italiana? Prima di tutto se secondo voi esiste veramente, quali sono le differenze che più avete notato pensando alle decadi 80/90/2000 e ora. Vi sentite parte di una scena italiana, la vedete oppure non vi interessa e vi sentite più cosmopoliti? Ci sono band con cui vi sentite molto vicini, avete lavorato insieme o vorreste lavorare insieme?
Ale: Non ci siamo mai sentiti dei professionisti nel senso stretto del termine, certamente per l’impegno è come se lo “fossimo” paradossalmente perché dedicare la maggior parte della nostra vita alla musica fa di questo una grande passione. Siamo una coppia sia nella vita che sul palco e questo avvantaggia molto le cose. Per quanto riguarda la scena italiana dark wave è solida viva e con gruppi di rilievo e fama internazionale che ammiriamo molto. Non esiste però un circuito di club ben strutturato come negli altri paesi europei per questo motivo siamo costretti per la maggior parte dei nostri concerti a suonare all’estero. Anche se ci sono realtà ben solide che tengono bene il passo con i club europei e questo è merito dei promoter che a partire dagli anni Ottanta hanno educato il proprio pubblico a concerti di livello e per questo motivo la scena dark wave post-punk vive ancora di rendita. Noi ci sentiamo parte sia della scena dei gruppi che apprezziamo ma nello stesso tempo cosmopoliti perché amiamo confrontaci con le nuove realtà. Per questo motivo sono sempre nate delle belle collaborazioni. Stiamo lavorando con progetti che ci legano ad altre bands: i berlinesi Bleib Modern, gli svedesi Agent side grinder, il newyorkese Curses.
Come dividete i progetti Schonwald e Shad Shadows? Vi capita di lavorare contemporaneamente ad entrambi i progetti oppure tenete tutto nettamente separato? Avete mai partecipato ad un festival con entrambi i progetti?
Luca: Fino a poco tempo fa, prima dell’avvento della pandemia mondiale eravamo molto più propensi a concentrarci ad un progetto per volta per seguire bene sia la realizzazione del disco che la promozione e successivamente il tour. Da un anno a questa parte le cose sono cambiate non essendoci più la possibilità di esibirsi dal vivo quindi avendo molto tempo libero abbiamo deciso di pubblicare entrambi gli albums dei nostri due progetti, uno a settembre e l’altro a novembre. Abbiamo fatto il primo concerto di Shad Shadows ad un festival in Germania dove eravamo head liner con Schonwald ma non lo stesso giorno per fortuna!
Quali sono le vostre principali ispirazioni, non solo lato musicale?
Ale: Per quanto mi riguarda l’arte in generale ma entrando nello specifico potrei dirti la poesia, il cinema e la danza altra mia grande passione dato che ho danzato come ballerina classica sui palcoscenici fino a 28 anni e poi mi sono dedicata all’insegnamento e ho deciso di calcare i palchi con la veste di cantante e musicista. Poi altra fonte di ispirazione dominante è l’amore. Per quanto riguarda Luca essendo pittore e scultore mi ha trasmesso un grande interesse per queste meravigliose arti.
Come pensate possano in questo periodo i live esistere, essere interessanti al pubblico? Ci sono soluzioni che vedete fattibili?
Luca: A ottobre 2020 abbiamo avuto la fortuna di esibirci all’Astro Club di Pordenone e al Bronson di Ravenna. Entrambi i live sono stati organizzati seguendo le rigide linee guida per la sicurezza del pubblico partecipante e possiamo confermare che questa opzione era fattibile ed avrebbe dato modo ai promoters di proseguire la propria programmazione con entusiasmo ed in piena sicurezza dato che i luoghi dove avvengono gli spettacoli sono decisamente più ampi, areati e sanificati rispetto i mezzi di trasporto pubblico. Nonostante abbiamo partecipato e parteciperemo ad esibizioni in live streaming ritengo che questi non potranno mai sostituire le performance con il pubblico di fronte, un’emozione ed un coinvolgimento imprescindibile per l’artista e lo spettatore.
Aneddoti particolari della vostra carriera?
Luca: In tour accadono spesso delle situazioni ed esperienze da ricordare per la bellezza dei luoghi visitati, le persone conosciute e le emozioni vissute su e giù dal palco. Un aneddoto che mi diverte ricordare risale a qualche anno fa durante un tour in Germania. Dopo uno show, alle 5 di mattina, abbiamo fatto scattare accidentalmente l’allarme antincendio dell’hotel in quanto sprovvisto di vetro di protezione ed essendoci ritrovati al buio è stato scambiato per un interruttore della luce causando il panico di tutti gli assonnati ospiti.
Siete di Ravenna, se non sbaglio, se doveste decidere però di trasferirvi, dove andreste?
Ale: senza ombra di dubbio Parigi, una delle città più belle al mondo! Ma in generale amiamo tutte le capitali europee che abbiamo avuto modo di visitare in questi tanti anni in particolare Lisbona, Lipsia, Amsterdam e Londra.
Una band / artista che adorate e che ci consigliate di ascoltare?
Luca: Ovviamente gli artisti con i quali stiamo collaborando Bleib Modern, Agent side grinder, Curses ma anche Alice Gift un duo di Berlino molto ma molto interessante.
Prossimi progetti?
Luca: Come Shad Shadows stiamo lavorando alla pubblicazione estesa del nostro ultimo album ‘Toxic Behaviours’. Dopo il vinile e la cassetta come supporto fisico uscirà una versione in cd con 3 remix come bonus tracks, mentre come Schonwald stiamo registrando un EP che uscirà in primavera.
Eccoci qua alla fine dell’intervista, Nemesis vi ringrazia per la vostra disponibilità! Un caro saluto ed in bocca al lupo per la vostra carriera e spero che vi farà piacere continuare a leggerci.
Perfetto! In effetti anche noi ne approfittiamo dei saluti per chiudere l’intervista. Ringraziandoti per il tuo gentilissimo supporto e per la bella panoramica sulla nostra musica che hai sviluppato prima con la recensione del disco e successivamente con questa intervista.












