Con ben 17 centri coinvolti, sabato 10 e domenica 11 maggio si terrà il secondo appuntamento di Monumenti Aperti, manifestazione culturale che quest’anno, per la prima volta in modo sistematico, oltrepassa i confini della Sardegna per abbracciare il resto d’Italia: saranno 87 le città partecipanti, distribuite in 19 regioni, per un totale di 800 monumenti tra storia, arte, natura e tradizioni.
In questo fine settimana i riflettori si accenderanno su sei comuni del Campidano: Samassi, San Gavino Monreale, Gonnosfanadiga, Pabillonis e, solamente domenica, Lunamatrona e Sanluri. A completare il quadro ci saranno Alghero, Carbonia, Dorgali, Escalaplano, Ovodda, Ploaghe, Quartu Sant’Elena, Sestu, Terralba, Villasimius e Benevento, in Campania. Scolaresche, volontarie e volontari daranno voce ai luoghi e alle memorie, accompagnando visitatori e visitatrici alla scoperte delle bellezze locali.
Samassi, tra terra cruda e tradizione agricola
Samassi, piccolo centro pianeggiante nel cuore della pianura del Medio Campidano, alla sua seconda partecipazione a Monumenti Aperti, si presenta al pubblico con sette siti, tra i quali spiccano due splendidi esempi di architettura tradizionale campidanese in terra cruda: Casa Pau, risalente al 1923, e Casa Pittau, realizzata tra la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento. Quest’ultima è stata inserita nel Catalogo Generale dei Beni Culturali della Regione Sardegna per l’eccezionale integrità degli elementi architettonici tipici delle abitazioni storiche locali. Entrambe rappresentano una preziosa testimonianza dell’assetto edilizio e urbanistico in voga fino agli anni Cinquanta. Al centro di questa tradizione costruttiva vi è il Flumini Mannu, da cui si estraeva su ladri, un impasto naturale di fango e paglia che modellato in mattoni e lasciato essiccare al sole, veniva impiegato per edificare case sui toni caldi del giallo, dell’ocra e del beige. La configurazione architettonica delle dimore si basa su un impianto ben preciso e ancora riconoscibile: un ampio portale introduceva a sa pratza, il cortile interno, attorno al quale si articolava il nucleo abitativo. A ridosso delle mura perimetrali si trovavano i magazzini, che ancora oggi custodiscono attrezzi agricoli del passato come aratri, erpici, rastrelli, pale e forconi. Proprio attraverso questi oggetti si rivela la profonda vocazione agricola del paese, che ancora oggi si riflette in un’economia fortemente legata alla terra.
Sanluri, tra fortificazioni militari e memoria bellica
Situato a metà tra Cagliari e Oristano, Sanluri si distingue per una posizione geografica privilegiata, che nel corso dei secoli ha assunto un ruolo cruciale sia da un punto di vista economico che storico-militare. Testimone illustre di questo passato è il Castello Giudicale, l’unica fortezza medievale rimasta integra e visitabile in Sardegna, protagonista anche quest’anno della manifestazione insieme ad altri 11 siti. L’imponente struttura venne edificata a partire dal 27 luglio del 1355 dal sovrano catalano Pietro IV, come attestato nel libro-mastro dell’Archivio della Corona d’Aragona di Barcellona. Ancora oggi, il castello, di proprietà dei Conti Villasanta, rappresenta uno dei principali poli d’attrazione culturale e artistica del territorio. Al suo interno ospita varie sezioni e collezioni museali, tra cui spicca quella dedicata al Risorgimento e alla Prima Guerra Mondiale. Le tracce del vissuto storico-militare ritornano anche a pochi passi dal maniero, dove si trova il Rifugio antiaereo, costruito durante la Seconda Guerra mondiale, quando il castello venne occupato dal Comando della Divisione ‘Nembo‘, (oggi ‘Folgore’). Nelle giornate di sabato e domenica, al suo interno, sarà presente un’esposizione di foto, di documenti e di cimeli di quegli anni.
San Gavino, tra spazi di cultura e cittadinanza
Conosciuto come la “capitale dello zafferano” e apprezzato per i suoi murales che colorano le vie del paese, San Gavino Monreale si racconta attraverso 14 siti che riflettono l’identità storica, artistica e sociale della comunità. In particolare, si distingue per l’attenzione riservata agli spazi culturali che svolgono un ruolo attivo nella costruzione del senso civico e dell’inclusione. Tra questi emerge la Galleria Civis, inaugurata nel 2011 come spazio espositivo a supporto delle attività informative, sociali e culturali promosse dall’amministrazione comunale e da tutto il mondo dell’associazionismo sangavinese. La scelta del nome sottolinea la vocazione di struttura incentrata sul coinvolgimento comunitario e sul rafforzamento del senso civico. C’è poi Il C’ENTRO, sede operativa dell’associazione Skizzo, cuore pulsante della creatività urbana e della promozione culturale (ce ne parla qui Francesca Cinus). Nato nel 2014 come spazio polifunzionale, accoglie laboratori, incontri, mostre, attività educative e artistiche. Anche il Teatro comunale, moderno e accogliente, si conferma come punto di riferimento per la programmazione artistica e teatrale. La sua attività si estende anche alla stagione estiva, quando gli spettacoli si trasferiscono nell’Anfiteatro all’aperto, situato sul retro dell’edificio, offrendo ulteriori occasioni di condivisione e partecipazione.
Sentieri nuragici, un viaggio nei tesori archeologici del Campidano
Quest’anno i comuni di Gonnosfanadiga, Lunamatrona e Pabillonis saranno protagonisti, insieme a Carbonia e Alghero, di un progetto speciale inserito per la prima volta nel circuito di Monumenti Aperti: si tratta di ‘Sentieri Nuragici’, un affascinante viaggio alla scoperta dei tesori della civiltà nuragica isolana, con visite gratuite a oltre 30 siti distribuiti in 21 comuni. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Imago Mundi e l’associazione Sardegna verso l’Unesco, impegnata nel riconoscimento dei monumenti nuragici come bene iscritto nella World Heritage List. Sono sei i tesori nuragici campidanesi in mostra: a Gonnosfanadiga protagonista è la tomba dei Giganti di San Cosimo, nota anche come Sa Grutta de Santu Giuanni, risalente al Bronzo Medio. Situata nella valle del fiume Terra Maistus, è circondata da numerosi resti di insediamenti nuragici, tra cui una tomba miniaturistica, una seconda tomba megalitica, Sa Grutt’e s’Orcu, i nuraghi San Cosimo I e II, non molto lontani dai ruderi della chiesa di San Cosimo. A Pabillonis, i tre siti inclusi nel Parco Archeologico Pabillonis, istituito nel 2018 testimoniano la civiltà nuragica: il Nuraghe Santu Sciori, situato un’ansa del Flumini Mannu, utilizzato come area sepolcrale durante il Medioevo; il Nuraxi Fenu, riportato alla luce circa vent’anni fa e dichiarato Bene culturale archeologico il 15 gennaio 2015. Poco distante da quest’ultimo si trova S’ena e su Zimini, un insediamento con annessa tomba nuragica. A chiudere il cerchio il complesso nuragico di Pitzu Cummu, a Lunamatrona, risalente all’età del Bronzo, e la tomba dei Giganti Su Cuaddu ‘e Nixas, probabilmente destinata alla sepoltura collettiva degli abitanti dei vicini protonuraghi di Trobas o di Pitzu Cummu.
Istituzioni aderenti
Monumenti Aperti riceve dal 2008 la Medaglia di Rappresentanza della Presidenza della Repubblica Italiana. L’edizione 2025 si svolge con il patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, del Ministero della Cultura, del Ministero del Turismo, della Regione Sardegna e di Anci Nazionale. Per il quarto anno, gode anche del patrocinio del Parlamento Europeo. Il progetto è finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Direzione Generale del Terzo Settore e della Responsabilità Sociale delle Imprese (Avviso n. 2/2023). In Sardegna, è sostenuto dalla Fondazione di Sardegna e da numerose amministrazioni comunali.
Tutte le informazioni e il calendario regionale e nazionale sono consultabili nel sito https://monumentiaperti.com/it/edizioni/2025










