Negli ultimi nove anni, il paesaggio di San Gavino Monreale si è trasformato muro dopo muro, grazie all’associazione culturale Skizzo che dal 2014 con “Non solo murales” porta nel paese del Medio Campidano opere di grandi e grandissime dimensioni firmate da muralisti di tutto il mondo (qui un esempio raccontato per Nemesis Magazine dal nostro Giacomo Pisano).
Con Riccardo Pinna, tra i soci fondatori dell’associazione, abbiamo parlato delle origini di quello che lui definisce un “non progetto”, della relazione tra creativi e abitanti, della costruzione del senso di comunità, del connubio tra arte e turismo lento e della promozione dei mestieri creativi come professioni, con un occhio di riguardo al futuro delle nuove generazioni; lo abbiamo fatto in occasione dell’inaugurazione di “C’entro”, spazio in via Santa Croce nato con lo scopo di promuovere la diffusione di progetti creativi, artistici, culturali, turistici e sostenibili.
Il “non progetto” che ha trasformato San Gavino Monreale in un paese di artisti
Pinna ci ha raccontato che dietro l’associazione Skizzo c’è quello che si potrebbe definire un “non progetto”, nato a San Gavino nel 2013 in seguito alla morte di Simone Farci, in arte Skizzo che aveva colpito la comunità e, in particolare, un gruppo di amici (i soci fondatori dell’attuale associazione) promotore quell’anno di un memorial in ricordo del giovane; dal connubio tra musica e cucina della prima edizione, si passò l’anno seguente alla creazione di un murale insieme all’artista Giorgio Casu. La risposta del paese fu così forte e entusiastica che il gesto spontaneo di un gruppo di amici divenne la tradizione di un luogo che si è trasformato in un paese di artisti, centro per la street art a livello internazionale. A nove anni di distanza sono 70 i murales realizzati a San Gavino e l’associazione, che non si limita più al muralismo, fa parte della vita sociale del paese e dei territori vicini; diversi sono gli eventi promossi ogni anno e tante le collaborazioni con altre realtà locali, come la partecipazione al Carnevale Sangavinese e alle Strade dello Zafferano di Sardegna DOP.
Il “non progetto” va trasformandosi e l’associazione punta in alto, con la costruzione di un’identità sempre più definita e la scelta di produrre e veicolare esclusivamente arte contemporanea, con una selezione più attenta delle opere di street art.
“C’entro”, lo spazio appena nato in una posizione centrale di San Gavino, si prospetta come un naturale passo in avanti, un’avventura “dall’altro lato delle mura” e, come si legge nel manifesto condiviso sui social in occasione dell’inaugurazione, un incubatore di professionalità, esperienze, energie e valori sensibili all’ambiente; una fucina di talenti multidisciplinari, terreno fertile per lo sviluppo e la divulgazione di mestieri; un modello liquido, versatile e replicabile, che vive nel contemporaneo, sensibile al futuro e ispirato al passato e uno spazio per la cooperazione come strumento inclusivo e positivo che porti benefici per la rigenerazione sociale e urbana.
Turismo lento e esperienziale per il futuro del territorio
A San Gavino Monreale che, ci spiega Pinna, non è mai stato un paese turistico in senso classico, il turismo lento e il turismo esperienziale possono essere la chiave per costruire una vocazione turistica nuova, caratteristica della comunità sangavinese: arrivare in paese alla ricerca di murales, scoprirne la bellezza e, grazie all’interazione con i residenti, vivere un’esperienza unica, fatta di aneddoti “caldissimi” come li definisce Pinna, “raccontati da chi veramente è stato protagonista in questi anni di un progetto ancora in evoluzione” e visitare, con l’occasione, botteghe artigiane e enogastronomiche (è di recente realizzazione l’evento “Trekking urbano tra street art e botteghe del gusto” in collaborazione con Città della Terra Cruda).
Preziose sono le relazioni instaurate nel tempo tra creativi e abitanti della comunità: “I sangavinesi – racconta Pinna – ormai sono consapevoli di vivere in un ‘paese museo’, una galleria a cielo aperto. Ci si è resi conto di fare parte, tutti, di questo progetto, compreso chi non è mai venuto a dipingere. Tutti sanno dare indicazioni a un turista, sanno raccontare qualche aneddoto sui murales e hanno avuto modo di conoscere gli artisti, che vengono anche da fuori. C’è stato uno scambio sociale fortissimo tra chi, in questi anni di progetto, ha ruotato intorno ai murales e chi invece lo ha ‘subìto’ in maniera positiva”.

Promozione dei mestieri creativi per il futuro delle nuove generazioni
“C’entro” nasce anche con la volontà di restituire dignità ai mestieri creativi che spesso in Italia vengono visti come hobbies e non come professioni e così nel nuovo spazio sarà possibile incontrare artisti e artiste portatori di altre arti oltre al muralismo. “Con il nostro progetto – specifica Pinna – non salveremo il mondo, però pensiamo di avere già dato un input positivo a un paese, una zona e un territorio che soffrono di abbandono delle campagne e depressione post-industriale (a San Gavino ha appena chiuso la storica Fonderia). Quasi sempre si continua a guardare all’industria o al posto fisso ‘alla Checco Zalone’, mentre invece oggi sappiamo che tantissimi talenti di San Gavino sono in giro per il mondo a vivere di arte e cultura. Se noi riuscissimo anche minimamente a trasmettere questo, ad esempio alle nuove generazioni e se qualche ragazzo non abbandonasse la sua passione per l’arte ma capisse che grazie a questa può anche vivere, saremmo felicissimi di aver contribuito con la nostra fucina”.
Responsabili insieme
Sentirsi corresponsabili di qualcosa che riguarda tutti e tutte, per il “bene comune”; accogliere e guidare i visitatori in maniera spontanea, invitare a pranzo gli artisti, magari arrivati da luoghi lontani e partecipare con orgoglio alle varie iniziative promosse dalle realtà del paese: i sangavinesi hanno imparato a fare comunità.
Crediti foto: pagina Facebook “Non solo Murales di San Gavino Monreale Paese di Artisti”.










