Oltre 200 mila visitatori, 700 monumenti aperti, 59 itinerari di visita e 17.226 volontari, provenienti da 205 associazioni e 359 istituti scolastici – dalle scuole dell’infanzia fino alle superiori – insieme a due Università. Sono numeri che parlano da soli quelli della fase primaverile di Monumenti Aperti 2025, la storica manifestazione dedicata alla valorizzazione del patrimonio culturale e alla cittadinanza attiva. Un progetto che, giunto alla sua ventinovesima edizione, non solo conferma il proprio radicamento in Sardegna ma conquista sempre più territori anche nel resto della penisola: lo dimostra l’adesione di 67 comuni, di cui 60 sardi e 7 nella penisola, un’espansione significativa che testimonia la crescente attrattività della manifestazione.
A distinguersi in questa edizione alcune città sarde che hanno registrato un’affluenza straordinaria: in cima alla classifica c’è Cagliari, che il 17 e il 18 maggio ha accolto quasi 80 mila persone, con 58 monumenti in mostra e numerosi percorsi per esplorare la città (ne parliamo qui). Tra i più apprezzati, l‘Orto Botanico, il sito più visitato con 4823 presenze, seguito dai sotterranei dell’Ospedale San Giovanni di Dio (3.440 presenze), dalla casa Massonica (2.529 presenze), da Palazzo Regio (2.400 presenze) e, infine, dalla Scuola all’aperto Mereu, tra le novità di quest’anno insieme alla Scala di Ferro (ce ne parla qui Maurizio Pretta), con 2.171 visitatori e visitatrici. Al secondo posto c’è Sassari, tra i protagonisti del primo fine settimana di Monumenti aperti (3 e 4 maggio), che ha totalizzato 31781 visitatori, a cui si aggiungono quelli della Rete Thàmus del comune, includendo altri 5267 visitatori e visitatrici. Al vertice dei 47 siti in mostra il Museo storico della Brigata Sassari con 1813 firme, a cui segue il museo dei Dimonios con 1734 visitatori e visitatrici. Nella lista anche Casa Cugurra (1154 presenze), il Palazzo Quesada di San Sebastiano (1131 presenze), i due villini sant’Elia (1103 presenze) e Ricci (1097), il Palazzo ducale con le cantine e le stanze del Duca (1031), il Palazzo d’Usini che ospita la biblioteca comunale (1031 presenze), il Palazzo Giordano Apostoli (1019 presenze) e la biblioteca universitaria (1060 presenze). Anche Alghero ha registrato numeri importanti: circa 25 mila visitatori e visitatrici che nelle giornate del 10 e 11 maggio hanno avuto modo di scoprire 33 tesori della città. Il record delle visite spetta alle Cantine Sella e Mosca, con 1.473 presenze, seguita di poco dalla Casa di Reclusione Giuseppe Tommasiello ( 1.468 presenze), dal Museo del Corallo ( 1.362 presenze ) e, infine, dal Teatro Civico (1.271 presenze). Infine, Oristano ha accolto almeno 10.000 visitatori nell’ultimo weekend della fase primaverile, il 31 maggio e il 1 giugno. Meta preferita l’ex Reggia giudicale, con oltre mille presenze. Molto apprezzati anche la Torre di Mariano (835 presenze), la Torre di Portixedda (310 presenze), Palazzo Arcais (490 presenze), le Tombe Bizantine (495 presenze), il Centro di Documentazione sulla Sartiglia (400 presenze), il Palazzo Arcivescovile (405 presenze) e il Palazzo Campus Colonna (360 presenze).
“Oserei definire esaltanti gli esiti, di certo non soltanto numerici, della tranche primaverile di Monumenti Aperti 2025 – afferma con orgoglio Massimiliano Messina, presidente di Imago Mundi – Il nostro progetto si conferma vincente, una gioiosa festa di comunità, un’officina culturale permanente, in continuo fermento, un laboratorio creativo di idee e opportunità, un grande spazio di valorizzazione, aperto, inclusivo, del ricchissimo patrimonio del nostro paese. Il consolidamento in Sardegna e l’affaccio decisivo nella penisola, mai così massivo e capillarizzato, ci emozionano e inorgogliscono. E ci predispongono al meglio per affrontare l’ampia e nutrita finestra autunnale di quest’anno e lo speciale anniversario del 2026, quello, fondamentale, della 30esima edizione».
Uno sguardo all’autunno: il viaggio di Monumenti Aperti continua
Dopo il successo di questa prima fase, Monumenti Aperti 2025 tornerà a partire da settembre, con l’avvio del calendario autunnale che attraverserà tutta l’Italia. Primo appuntamento nel fine settimana del 27 e 28 settembre con Perugia, per poi proseguire a Olbia ed Elmas (con date ancora da definire). A seguire le tappe a Frosolone (Isernia), Latronico (Potenza), Neoneli, Siddi e Siracusa, in programma per l’11 e il 12 ottobre, mentre il fine settimana successivo (18 e 19 ottobre) vedrà un ampio coinvolgimento di comuni: Capoterra, Ferrara, Mantova, Palermo, Savona, Torino, Treviso e Venezia. L’itinerario culturale proseguirà il 25 e 26 ottobre con le tappe di Montefano (Macerata), Ozieri, Trieste, Vado Ligure (Savona) e Volano (Trento), per concludersi l’8 e 9 novembre con gli appuntamenti a Bitonto (Bari) e Campi Bisenzio (Firenze).










