Monumenti Aperti riscopre lo spirito originario della manifestazione. Dopo un anno di sosta a causa della pandemia, in questa edizione 2021 si rivede il coinvolgimento delle scuole anche a Cagliari: bambine e bambini, ragazze e ragazzi faranno da ciceroni ai siti della città. Non a caso, lo slogan scelto è “Scuola di libertà“, utile a celebrare i venticinque anni di un progetto culturale che ha saputo superare i confini e che ha invaso, con gioia e nel tempo, buona parte dell’Italia.
Cagliari, nel fine settimana la 25esima edizione di Monumenti Aperti: la città punta sugli itinerari
Nel capoluogo sardo sono venti i siti proposti, affiancati da cinque itinerari, per un racconto della città da varie angolazioni effettuato da ventinove scuole e ventitré associazioni coinvolte. Un’edizione che ancora risente delle limitazioni imposte dalla pandemia e che si presenta in una versione “ridotta” ma che finalmente ritorna in presenza. Per poter visitare i monumenti o partecipare agli itinerari sarà richiesta la prenotazione dal sito ufficiale di Monumenti Aperti.
Un patrimonio culturale nelle mani dei giovani
Il patrimonio culturale è inteso come scuola di libertà essenziale per la costruzione di un giudizio di cui abbiamo bisogno. L’immagine comunicativa della manifestazione vede due bambini che ammirano un’opera d’arte e la commentano. L’interazione tra i due giovani studenti e l’opera che ammirano rende possibile la nascita di un pensiero critico utile ad orientarsi nel presente e nella costruzione del futuro. Il senso di libertà che Monumenti Aperti vuole comunicare in questo anno post pandemico si riferisce al sentimento di riappropriazione creativa del patrimonio culturale, garantendone un’esperienza diretta e un’immediata interpretazione in chiave moderna da parte degli studenti.

Massimiliano Messina, presidente di Imago Mundi, racconta così il ritorno delle scuole nel progetto: “Per noi è una vittoria salutare il ritorno in presenza, per la gran parte degli eventi in programma, dei ragazzi, degli studenti, il cuore fondante del nostro progetto, a fare da ciceroni nei monumenti. È un segnale forte di speranza. E di voglia di ripresa, come testimoniano gli ingressi di nuovi comuni nella rete della manifestazione e la conferma, con ritorni e significative presenze, della dimensione nazionale raggiunta da Monumenti Aperti”.
Il coinvolgimento dell’Università
Non manca anche il coinvolgimento dell’Università. Tra le novità dell’edizione 2021 ci sono due nuovi itinerari: il Giardino della Facoltà di Scienze Economiche e il MUACC – Museo Universitario delle Arti e delle Culture Contemporanee. Il primo è l’edificio che ora ospita la Facoltà di Scienze Economiche, Giuridiche e Politiche, nato come Istituto per l’Educazione dei Sordomuti, nella seconda metà del XIX. La direzione dell’Istituto, sin dall’inizio, fu affidata al teologo Argiolas sacerdote ed insegnante elementare, al cui nome è legata in gran parte la storia del complesso didattico per sordomuti di Cagliari. All’interno del Giardino della Facoltà trova collocazione un’installazione permanente dell’artista olbiese Giovanni Campus, intitolata Sequenze di tempo, progetto ideato e curato della storica dell’arte Maria Dolores Picciau. Un’opera che sposa l’arte con l’ambiente e che dello spazio all’aperto diventa una naturale prosecuzione. Le tre sculture sono disposte tra gli alberi e in mezzo al verde e sono in totale armonia con la natura stessa del giardino.
Il MUACC è invece una nuova istituzione culturale fondata in seno all’Università degli Studi Cagliari. Il Museo ha come finalità principali la conservazione, la promozione e la valorizzazione del patrimonio storico-artistico dell’Ateneo di età contemporanea. Il nucleo storico della collezione è costituito dalle opere raccolte dallo storico dell’arte Corrado Maltese a Cagliari tra la seconda metà degli anni Cinquanta e gli anni Sessanta. Gli spazi espositivi del Museo occupano il piano terra e il primo piano di un edificio di pregio in pieno centro storico, il Palazzo dei Marchesi di Quirra, denominato anche Palazzo Nieddu o Palazzo Cugia. Attualmente sono allestite negli spazi del Museo le opere donate all’Università degli Studi di Cagliari da Italo Antico, protagonista del rinnovamento artistico in Sardegna nel secondo Novecento.










