Una mostra interattiva e multimediale, un’app per la realtà aumentata, uno spettacolo itinerante, un film documentario: sono gli strumenti che faranno rivivere uno dei luoghi simbolo di Cagliari, l’ex Manifattura tabacchi nella seconda edizione di “Storie di Manifattura”.
L’idea di animare la struttura, un gioiello di architettura industriale nel cuore della città, grazie all’arte, al teatro e alla tecnologia è di Impatto Teatro, compagnia teatrale fondata nel 2002: “Il progetto è nato per riportare in auge la vita della Manifattura Tabacchi – sottolinea il direttore artistico e fondatore di impatto Teatro Karim Galici – attraverso la memoria e il ricordo di chi ha vissuto e lavorato all’interno dell’ex fabbrica”.

Alla base di “Storie di Manifattura” (che si può sostenere tramite una donazione su Produzioni dal basso) c’è una lunga e minuziosa ricerca attraverso i racconti di chi ha conosciuto lo spazio, dove fino al 2001 era attiva la produzione di sigari e sigarette. La vita della fabbrica inizia da lontano, dai primi anni dell’Ottocento per l’esattezza, quando la Manifattura Tabacchi prese dimora nei locali restaurati di un vecchio convento e qui rimase fino a quando, vent’anni fa, l’Ente Tabacchi ne annunciò la chiusura a causa dei costi troppo alti a fronte dei minori guadagni. Finì così la storia di una fabbrica che diede lavoro a tantissimi uomini e donne di Cagliari e non solo, e finì anche quella stagione di importanti rivendicazioni sindacali e salariali che ai primi del Novecento ebbe nella Manifattura, che allora dava lavoro a seicento uomini e cinquecento donne, il suo centro propulsore. Nel maggio 1906 tre sigaraie avanzarono davanti all’allora sindaco della città Ottone Bacaredda alcune richieste per abbassare il costo dei beni di prima necessità, ma davanti al rifiuto si scatenarono proteste che coinvolsero operai, portuali, fornai, negozianti e fruttivendoli sfociate nella grande rivolta del 14 maggio con la città in stato d’assedio e due manifestanti uccisi dalle forze dell’ordine. Da Cagliari i moti contro il caro-vita si estesero poi a tutta l’Isola dove si contarono venti morti. A questa e altre storie, dunque, è dedicato il progetto di Impatto Teatro.

Si parte il 2 giugno, quando prenderà il via il laboratorio teatrale “Memoria e sensorialità in tempo di pandemia” (fino al 6 giugno) con Karim Galici, Andres Gutierrez e Massimo Melis; dall’11 al 13 giugno teatro, danza e canto con il secondo laboratorio a cura di Gloria Atzori, Karim Galici e Adriana Monteverde. (qui il link per i laboratori)
Dal 16 al 20 giugno la Manifattura diventerà un grande e suggestivo palcoscenico per “Cosa rimane?”, spettacolo itinerante site-specific per 14 spettatori in due repliche giornaliere (su prenotazione alla email storiedimanifattura@gmail.com), alle 20.30 e alle 22.15. La performance replica in parte quella già andata in scena un anno fa nella prima edizione di “Storie di Manifattura”, ma arricchita di testimonianze e memorie grazie nuove interviste. In scena Adriana Monteverde, Giuseppina Mannai, Emidio Porru, Giuseppe Martini, Monica Zuncheddu, Andres Gutierrez e con Angelica Adamo, Gloria Atzori, Anna Cardis, Chiara Cocco, Cristina Copez, Daniela Mormile, Gianluca Picciau, e i partecipanti ai laboratori. La coreografia è di Caterina Genta, la scenografia di Andrea Forges Davanzati insieme agli studenti del Liceo Artistico Foiso Fois di Cagliari (tutor Roberta Vanali).
Guarda il video promo dello spettacolo per Sardegna Ricerche

Il 20 giugno alle 19, infine, sarà inaugurata la mostra interattiva e immersiva che trasformerà la fabbrica di sigarette in un museo innovativo grazie all’app di realtà aumentata: un’idea sviluppata grazie all’ente Sardegna Ricerche e al Crs4 e con il contributo (di suoni, musica e grafiche) dei licei ‘Foiso Fois’ di Cagliari e ‘Brotzu’ di Quartu Sant’Elena.










