• Accedi
  • Aiuto
Sito nemesismagazine.it
  • Home
  • Articoli
  • Rubriche
  • Editoriali
  • Interviste
  • Podcast
    • Creattiva
    • L’isola sconosciuta
    • Vamp
  • Chi siamo
  • Sostienici
  • Newsletter
Nessun risultato trovato
Vedi tutti i risultati
Sito nemesismagazine.it
  • Home
  • Articoli
  • Rubriche
  • Editoriali
  • Interviste
  • Podcast
    • Creattiva
    • L’isola sconosciuta
    • Vamp
  • Chi siamo
  • Sostienici
  • Newsletter
Nessun risultato trovato
Vedi tutti i risultati
Sito nemesismagazine.it
Nessun risultato trovato
Vedi tutti i risultati

Scorie nucleari, dalla Sardegna un coro di no per il deposito nazionale

Di Francesca Mulas
09/01/2021
in Ambiente
Tempo di lettura: 4 minuti
Scorie nucleari, dalla Sardegna un coro di no per il deposito nazionale

Una procedura “partecipata e trasparente” che porterà “possibili benefici economici e di sviluppo territoriale”: ecco, in sintesi, com’è descritto sul sito del Ministero dell’Ambiente il processo per l’individuazione del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. La notizia è di strettissima attualità: martedì 5 gennaio la Sogin, la società di Stato responsabile del decommissioning degli impianti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi, ha pubblicato la Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee (Cnapi) dove stoccare per i prossimi 300 anni i rifiuti nucleari prodotti in Italia.

Nell’elenco ci sono 67 siti individuati in Piemonte, Toscana, Lazio, Basilicata, Puglia, Sicilia. E Sardegna: nell’Isola (qui la tavola in pdf) sono stati individuati i territori di Assolo, Villa Sant’Antonio, Albagiara, Usellus, Nuragus, Nurri, Genuri, Setzu, Turri, Pauli Arbarei, Ussaramanna, Las Plassas, Villamar, Mandas, Siurgus Donigala, Segariu, Guasila, Ortacesus tra le province di Oristano e Sud Sardegna. La buona notizia, si fa per dire, è che l’Isola tra le sette regioni italiane è classificata come ‘B’, meno idonea rispetto alle altre.

Cosa succederà ora? Le informazioni sul sito www.depositonazionale.it sembrano rassicuranti, a partire dal sottotitolo “scriviamo insieme un futuro più sicuro” e dall’aspetto grafico della pagina, dove predomina un tranquillizzante colore verde. Il processo è presentato come “partecipato e trasparente”: “Nei sessanta giorni successivi alla pubblicazione, le Regioni, gli Enti locali, nonché i soggetti portatori di interessi qualificati, possono formulare osservazioni e proposte tecniche”. Dopo questa consultazione ci sarà un seminario nazionale: “un dibattito pubblico vero e proprio – si legge sul sito del Ministero dell’Ambiente – che vedrà la partecipazione di enti locali, associazioni di categoria, sindacati, università ed enti di ricerca, durante il quale saranno approfonditi tutti gli aspetti, inclusi i possibili benefici economici e di sviluppo territoriale connessi alla realizzazione delle opere”. Sulla base delle osservazioni scaturite da questi lavori verrà pubblicata mesi la Cnai, ovvero la Carta nazionale delle aree idonee: “sarà una procedura fortemente partecipata e trasparente, condotta coinvolgendo gli amministratori e i cittadini tutti,  e al termine della quale potranno pervenire le candidature dei comuni”. Ma è davvero tutto così sicuro, trasparente, partecipato?

la collina artificiale

Il deposito nazionale e il parco tecnologico saranno costruiti con una spesa di 900 milioni di euro in un’area di circa 150 ettari (110 dedicati al deposito e 40 al parco tecnologico). Il deposito avrà 90 celle in calcestruzzo armato con moduli in calcestruzzo speciale che racchiuderanno a loro volta i contenitori metallici con i rifiuti radioattivi. Il tutto sarà poi coperto da terra e materiale inerte, in modo da creare una collina artificiale. Il sistema così progettato permetterà l’isolamento dei rifiuti radioattivi dall’ambiente per oltre 300 anni “fino al loro decadimento a livelli tali da risultare trascurabili per la salute dell’uomo e l’ambiente”.

la cella

Di quali scorie si tratta? “Circa 78 mila metri cubi di rifiuti a bassa e media attività – ancora sul sito del Ministero dell’Ambiente – dei rifiuti provenienti dal mondo civile e in special modo da quello medico e ospedaliero, dalle sostanze radioattive usate per la diagnosi clinica, per le terapie anti tumorali, ad esempio, da tutte quelle attività di medicina nucleare che costituiscono ormai il nostro quotidiano”.

Sappiamo però che i rifiuti radioattivi non arrivano solo dalla medicina nucleare, di cui ormai non possiamo fare a meno: la Sogin ha infatti il compito di smaltire i residui dell’attività elettronucleare italiana, attiva fino al 1987 quando con un referendum si decise per lo stop delle quattro centrali italiane, Trino (Vercelli), Caorso (Piacenza), Latina e Garigliano (Caserta) e l’impianto FN di Bosco Marengo (Alessandria), e in generale i rifiuti radioattivi temporaneamente sistemati dentro strutture provvisorie.

Immediato in Sardegna, subito dopo la pubblicazione del documento, il coro dei No, a partire dal comitati cittadini che si stanno mobilitando in questi giorni con incontri e manifestazioni, ai sindaci isolani e ai consigli comunali di tutta l’Isola e al Consiglio regionale, che ha rinnovato con un documento condiviso il No della Regione Sardegna al deposito nell’Isola. C’è poi, non secondario, il referendum consultivo del 2011: il 95% dei votanti si espresse contro le scorie nucleari nell’Isola.

LEGGI ANCHE: EDITORIALE. Il No alle scorie nucleari, l’emozione che spinge all’azione

Una delle motivazioni più forti è il fatto che la Sardegna abbia già rinunciato a una parte consistente del suo territorio, comprese zone costiere e territori a vocazione agricola e turistica, per le esigenze nazionali: ospitiamo il 60% delle servitù militari del paese, 35 mila ettari sono sotto servitù militari e 20 mila chilometri quadrati in mare sono interdetti ogni anno per diversi mesi alla pesca, alla navigazione e alla sosta per le esercitazioni dei poligoni militari. Abbiamo poi tantissime aree industriali e minerarie che necessitano di bonifiche. Un sito nazionale di stoccaggio sarebbe l’ennesima porzione di territorio sottratto alle comunità e a territori già provati dalla crisi, dallo spopolamento, da vecchie e nuove scelte politiche ed economiche non sempre felici. E ci verrebbe restituito, non sappiamo in quali condizioni, fra 300 anni.

Il futuro e lo sviluppo della Sardegna non passerebbero certo per un deposito di rifiuti radioattivi. Per non parlare del fatto che il trasporto, via mare prima e via terra poi, avrebbe rischi potenzialmente catastrofici per l’ambiente e la salute. Un pericolo non certo ‘trascurabile’.

CondividiTweetInviaCondividiCondividi

Post correlati

Perché quando la cultura perde spazi sparisce anche la sua voce
Cultura

Perché quando la cultura perde spazi sparisce anche la sua voce

18/10/2025
Arrivederci Nemesis Magazine, una palestra di sogni, parole e responsabilità
Cultura

Arrivederci Nemesis Magazine, una palestra di sogni, parole e responsabilità

18/10/2025
Post successivo
Lucia Dessy, da Cagliari a Versailles per creare profumi

Lucia Dessy, da Cagliari a Versailles per creare profumi

Compie trent’anni ‘Epica, Etica, Etnica, Pathos’, ultimo atto dei CCCP – Fedeli alla Linea.

Compie trent'anni 'Epica, Etica, Etnica, Pathos', ultimo atto dei CCCP - Fedeli alla Linea.

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sono d'accordo con la Privacy Policy.




Enter Captcha Here :

Sostieni Nemesis Magazine

I contenuti di Nemesis Magazine sono gratuiti e accessibili a tutti e tutte. Potete sostenere il nostro lavoro con un una donazione. Grazie!
Fai una donazione

This Station Is Non-Operational
as heard on radio nemesis

This Station Is Non-Operational

Di GianLuca
18/10/2025
0

The Last One

Leggi l'articolo
Perché quando la cultura perde spazi sparisce anche la sua voce

Perché quando la cultura perde spazi sparisce anche la sua voce

18/10/2025
Quei posti, dove abbandonarsi ancora ai sogni di sempre

Quei posti, dove abbandonarsi ancora ai sogni di sempre

18/10/2025
Arrivederci Nemesis Magazine, una palestra di sogni, parole e responsabilità

Arrivederci Nemesis Magazine, una palestra di sogni, parole e responsabilità

18/10/2025
Casa Famiglia Killia, apre a Selargius la struttura per bambini disabili orfani o di famiglie in povertà socio economica

Casa Famiglia Killia, apre a Selargius la struttura per bambini disabili orfani o di famiglie in povertà socio economica

18/10/2025
LA VITA VA COSÌ V. Raffaele, G.I.Loi @Claudio Iannone

“La vita va così”, nel nuovo film di Riccardo Milani la storia del pastore del Sulcis che non volle vendere la sua terra agli speculatori edilizi

18/10/2025

Articoli recenti

  • This Station Is Non-Operational
  • Perché quando la cultura perde spazi sparisce anche la sua voce
  • Quei posti, dove abbandonarsi ancora ai sogni di sempre
  • Arrivederci Nemesis Magazine, una palestra di sogni, parole e responsabilità
  • Casa Famiglia Killia, apre a Selargius la struttura per bambini disabili orfani o di famiglie in povertà socio economica

Commenti recenti

  • Anonimo su Sindaco si muore. Il sangue degli amministratori locali nella Sardegna dell’Ottocento
  • Anna Licia Melis su Cagliari perde uno degli ultimi intellettuali. Si è spento Gianluca Floris
  • Marianna Peddio su Giornata della Memoria. Dalla Barbagia a Mauthausen e Auschwitz, la marcia della morte di Antonio Moi
  • .. su Le luci sul porto (Dietrich Steimetz)
  • Anonimo su Porto Canale in bianco e nero (Dietrich Steinmetz)

Sostieni Nemesis Magazine

I contenuti di Nemesis Magazine sono gratuiti e accessibili a tutti e tutte. Potete sostenere il nostro lavoro con un una donazione. Grazie!
Fai una donazione

Info

Direttrice: Francesca Mulas
Nemesis Magazine è registrato al pubblico registro della stampa con decreto del Tribunale di Cagliari n. 14/2020
Editrice: Associazione culturale Terra Atra
Sede legale: Via del Sestante 5, 09126 Cagliari

Email: info@nemesismagazine.it

Hosting

Hosting: Tophost srl
Piazza della Libertà 10, Roma
P.Iva 08163681003
Rea 1077898
Iscrizione alla camera di Roma del 01/10/2004

La testata usufruisce del contributo della Regione Sardegna, Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport. Legge regionale 13 aprile 2017 n. 5, art. 8 comma 13

Newsletter

    • Arte
    • Cinema
    • Comunicazione e società
    • Cultura
    • Fotografia
    • Interviste
    • Libri
    • Moda
    • Musica e spettacolo
    • Privacy Policy

    Benvenuto!

    Accedi al tuo account!

    Ho dimenticato la password

    Recupera la tua password

    Inserisci il tuo nome utente o la tua email per recuperare la password!

    Accedi
    • Accedi
    Nessun risultato trovato
    Vedi tutti i risultati
    • Home
    • Articoli
    • Rubriche
    • Editoriali
    • Interviste
    • Podcast
      • Creattiva
      • L’isola sconosciuta
      • Vamp
    • Chi siamo
    • Sostienici
    • Newsletter
    • Aiuto


    Direttrice: Francesca Mulas
    Nemesis Magazine è registrato al pubblico registro della stampa con decreto del Tribunale di Cagliari n. 14/2020
    Editrice: Associazione culturale Terra Atra
    Sede legale: Via del Sestante 5, 09126 Cagliari

    Email: info@nemesismagazine.it

    Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, al fine di migliorare i servizi offerti e l'esperienza di navigazione dei lettori. Se prosegui nella navigazione o se chiudi questo banner acconsenti all’uso dei cookie. Privacy e Cookie.