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Sardegna Ricerche e CRS4 insieme per abbattere le barriere: una nuova piattaforma tecnologica per l’inclusione sociale delle persone sorde

Di Gianfranca Orunesu
08/03/2025
in scienza e innovazione
Tempo di lettura: 4 minuti
Sardegna Ricerche e CRS4 insieme per abbattere le barriere: una nuova piattaforma tecnologica per l’inclusione sociale delle persone sorde

Novità importanti segnano una svolta significativa sul fronte dell’innovazione isolana, dove Sardegna Ricerche e CRS4 hanno annunciato l’imminente attivazione di una piattaforma tecnologica inclusiva. L’iniziativa è improntata alla riduzione delle barriere comunicative tra le persone sorde e gli uffici pubblici, rendendo più semplice l’interazione grazie alla traduzione in tempo reale della LIS (la Lingua dei segni italiana) in testo o voce.

Dalle parole di Francesco Olla, storico presidente dell’Ente nazionale sordi di Cagliari, traspare l’importanza dell’idea: “La battaglia per i Sordi – spiega – è quella di essere sempre presenti nella vita sociale, di essere presenti direttamente, per abituare il mondo udente a parlare con i Sordi”. E la scelta di utilizzare la S maiuscola non è di certo un caso: sottolinea il rilievo di un’invenzione destinata a cambiare in positivo la vita delle circa 40 mila persone che, in Sardegna, affrontano gravi disabilità legate all’udito.

Nella recente presentazione del progetto ‘Innovare, informare, partecipare – Nuove metodologie per la comunicazione delle persone con ipoacusia’ – tenutasi alla Manifattura Tabacchi di Cagliari – sono stati svelati i dettagli della piattaforma, che entrerà in funzione nei prossimi mesi e avrà a disposizione un dataset di circa mille segni corrispondenti a centinaia di vocaboli della lingua italiana. “Si tratta di una piattaforma software che entrerà in funzione tra un paio di mesi: permetterà di ridurre le barriere comunicative negli uffici della pubblica amministrazione” racconta Piero Pili, responsabile del CRS4.

Nato grazie alla collaborazione tra Regione (direzione generale delle Politiche sociali), Sardegna Ricerche e CRS4 (Centro di ricerca, sviluppo e studi superiori), il progetto è finanziato dalla presidenza del Consiglio dei ministri con oltre 700 mila euro complessivi tra prima e seconda edizione, e rappresenta un passo significativo verso l’inclusione sociale. Secondo Carmen Atzori, direttrice generale di Sardegna Ricerche, “Questa piattaforma rappresenta un esempio concreto di come la tecnologia possa essere messa al servizio delle persone e dei territori”. Parole che siglano l’impegno di “continuare a investire in progetti che favoriscano l’inclusione sociale e l’innovazione, creando modelli replicabili anche a livello nazionale. Crediamo che questa iniziativa possa diventare un riferimento per tutte le realtà che vogliono abbattere le barriere e garantire pari opportunità a tutti i cittadini”.

L’iniziativa ‘Innovare, informare, partecipare – Nuove metodologie per la comunicazione delle persone con ipoacusia’ mira a portare la Sardegna in una nuova dimensione dove la tecnologia si fa alleata delle persone sorde coinvolgendole attivamente. L’obiettivo della seconda fase, come spiegato da Pili, è portare il progetto a un livello superiore e sviluppare, con il supporto di esperti, un vocabolario che possa costituire la base per uno strumento automatico di riconoscimento della lingua dei segni, con l’auspicio di implementarlo negli uffici pubblici entro la primavera.

Il nucleo si avvale di tecnologie all’avanguardia, come modelli di deep learning caratterizzati da architetture di reti neurali artificiali complesse per facilitare la traduzione dei segni. Niente è improvvisato e dietro questa creatura innovativa ci sono sperimentazioni, pianificazioni e un decennio di studi. La piattaforma, progettata per essere user-friendly, richiederà che la persona che conosce la LIS si posizioni davanti a una webcam per registrare il segno; quest’ultimo verrà poi tradotto in forma testuale o vocale. L’approccio per l’elaborazione dei dati di input è chiamato ‘skeleton based’ e prevede l’estrazione della figura del segnante dal video durante l’esecuzione del segno, ignorando il contesto di sfondo. In questo modo, alla rete vengono fornite le coordinate di un numero limitato di punti, individuati sul corpo del segnante, che rappresentano il segno in modo adeguato con notevoli vantaggi grazie alla diminuzione dello sforzo computazionale.

Marina Masala di Sardegna Ricerche evidenzia l’importanza di questa iniziativa, con particolare riferimento al contatto empatico basato sulla tecnologia e sull’intelligenza artificiale: “Per le persone sorde – afferma – sarà un aiuto concreto nella comunicazione, da sfruttare nella vita di tutti i giorni. Per esempio: quando vanno a prenotare una visita medica o si recano in ospedale per qualsiasi ragione; o più in generale, quando interagiscono con la pubblica amministrazione”.

La sperimentazione è considerata unica anche a livello nazionale e questa seconda edizione rappresenta un momento cruciale per il futuro del progetto. Marika Batzella (assessorato dell’Igiene e sanità della Regione) mette in risalto l’importanza della collaborazione con la comunità sorda per meglio comprenderne le esigenze. “Vogliamo creare un’interazione – racconta – e rivolgerci direttamente alle persone interessate. Il nostro sarà un lavoro lungo, senza dubbio impegnativo, che necessiterà della collaborazione di tutti i soggetti coinvolti. Ognuno farà la sua parte per dare concretezza a questa opportunità che la presidenza del Consiglio dei ministri ci sta dando. Si tratta di una tecnologia in continua evoluzione, dunque non abbiamo una soluzione in tasca. Tuttavia, ci impegneremo al massimo”.

Ad esprimere fiducia nell’iniziativa evidenziando, al contempo, l’importanza di trovare risposte alle difficoltà quotidiane legate alla comunicazione è Gianfranco Cappai dell’Ente nazionale sordi: “Tra le maggiori difficoltà che affrontiamo quotidianamente – queste le sue parole – vi è la scrittura dell’italiano, senza dubbio. Sicuramente grazie a questo progetto potremmo individuare delle soluzioni. Anche perché non sempre le persone udenti ci comprendono, quindi abbiamo bisogno di un interprete per abbattere le barriere. Riponiamo davvero molte aspettative su questa novità”.

Nel futuro prossimo si guarda pure alla penisola italiana: “Vogliamo coinvolgere anche la politica – chiosa Pili – affinché questo strumento possa servire anche al di fuori della Sardegna”. Gli studi proseguiranno, con l’obiettivo di velocizzare il processo di conversione segno-testo-voce e massimizzare l’accuratezza nel riconoscimento dei segni.

Con queste premesse, l’Isola si conferma un modello di inclusione sociale che impiega la tecnologia per abbattere le barriere e garantire pari opportunità a tutti i cittadini.

LEGGI ANCHE: Rivoluzione tecnologica, grazie al Cagliari Calcio l’esperienza della partita diventa inclusiva con Touch2see

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