Cos’è l’ingiustizia? E’ una terra ricchissima e antica mortificata dalle grandi industrie. E’ una famiglia in lotta contro imprenditori potenti. E’ un uomo solo che cerca di fermare una grande macchina che sparge veleni nell’aria. Tutto perfettamente in regola e secondo la legge, ma ingiusto. E’ questo il senso ultimo di “Pesticidio”, la nuova produzione della storica compagnia cagliaritana Cada Die Teatro presentata venerdì 25 settembre alla Vetreria di Cagliari in anteprima nazionale.
“Pesticidio” racconta il dramma di una famiglia del Campidano che rifiuta di vendere la propria terra e la casa costruita in una vita di lavoro a una grande azienda dedita alle coltivazioni intensive. E lo fa attraverso la voce di Bachisio, magistralmente interpretato da Pierpaolo Piludu, unico attore in scena, contadino come il padre e il nonno. Tutta la sua vita è stata dedicata all’amore per la terra, coltivata da generazioni con metodi tradizionali e rigenerata grazie ai suggerimenti del figlio Michelangelo, fresco di laurea in scienze agronomiche. Suggerimenti che non fanno altro che riprendere gli usi antichi e renderli contemporanei grazie alla tecnologia e agli studi sulla luce e sui materiali. E così la famiglia, grazie a un progetto pensato da Michelangelo insieme ad alcuni colleghi, ristruttura la casa e ne fa un eccellente modello di bioedilizia mentre i campi sono curati con accorgimenti per arricchire le coltivazioni e raccogliere l’acqua. Un piccolo gioiello nella campagna ammirato da tutti, dove Bachisio e la sua sposa Maria Grazia (ne sentiamo la voce interpretata da Lia Careddu) amano passeggiare tra melograni e vitigni. Il dramma arriva quando l’azienda Bentulare, che di sardo ha solo il nome rubato a un antico detto di contadini, inizia a offrire soldi per acquistare case e terreni.

La vicenda raccontata da Bachisio/Pierpaolo è una storia di invenzione, ma è una storia che conosciamo bene: sono migliaia i lavoratori sardi che negli ultimi decenni sono stati invitati, spesso con la prepotenza, a lasciare le terre con il miraggio di una vita comoda e un po’ di soldi da parte. Ce lo ricorda Ottana, dove il polo industriale ha scalzato campi e pascoli per lasciare un deserto di disoccupazione, ce lo ricordano continuamente le migliaia di ettari di terra abbandonati a se stessi dove incombono come fantasmi grandi stabilimenti oggi chiusi. Invece Bachisio e la sua famiglia difendono la casa e la terra e combattono con i loro deboli mezzi la potente azienda che avvelena campi, acqua e aria con il grande atomizzatore che sparge pesticidi.
Una riflessione preziosa, quella di Cada Die Teatro, soprattutto in un momento come questo in cui si fa sempre più pressante l’esigenza di guardare a nuovi modelli di vita sani e sostenibili e in cui è sempre più pressante la minaccia delle grandi produzioni intensive sull’economia isolana. Un miraggio di benessere, appunto, che ci ha fatto dimenticare per troppo tempo che il patrimonio più prezioso è quello che abbiamo avuto in eredità da chi ci ha preceduto: l’aria, l’ambiente, il paesaggio, la bellezza.
“Pesticidio”, scritto da Pierpaolo Piludu e Andrea Serra e diretto da Alessandro Mascia con le luci di Giovanni Schirru e le realizzazioni sceniche di Marilena Pittiu e Mario Madeddu, andrà in scena ancora oggi sabato 26 settembre alla Vetreria, e poi martedì 29 e mercoledì 30 settembre alle 19 all’Orto Botanico di Cagliari.
(la foto è di Dietrich Steinmetz)








