Un centro d’ascolto aperto da lunedì a venerdì per fornire aiuto e supporto alle vittime della violenza di genere. E poi sostegno alla genitorialità, consulenza legale, aiuto antistalking a chi si sente in pericolo. E’ il progetto della neonata associazione antiviolenza femminista Liberas che venerdì mattina si è presentata alla stampa con una conferenza ospitata nell’aula consiliare della Municipalità di Pirri alla presenza di Emanuela Falqui, vicepresidente dell’associazione, Maria Laura Manca, presidente della Municipalità di Pirri, Valentino Pusceddu, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Pirri 1 – 2 e Ilaria Todde, attivista lesbica e advocacy director del network europeo EL*C.
“Nel Centro saranno operative 22 attiviste militanti che in questi mesi si sono formate grazie alla rete dei centri antiviolenza – ha sottolineato Falqui – e con la formazione continua del centro Ondarosa di Nuoro. La violenza di genere non è un’emergenza di questi giorni ma un fenomeno strutturale basato su una cultura maschilista e patriarcale. Non si tratta di parole ma di numeri: per Amnesty International in tutto il mondo una donna su tre subisce una forma di violenza nella sua vita; in Italia ogni tre giorni viene uccisa una donna, e l’80% delle violenze avviene tra le mura domestiche. Non solo femminicidi, nel campo della violenza di genere esiste anche quella verso le persone trans e le donne lesbiche. La nostra associazione Liberas vuole offrire una risposta a questo fenomeno drammatico e contribuire al cambiamento: le nostre pratiche valorizzano l’autodeterminazione e la consapevolezza di chi ha vissuto esperienze di violenza e ha bisogno di riprendere il controllo della propria vita, nessun vissuto viene giudicato e ogni decisione viene presa nel rispetto di desideri e volontà di chi ci chiede sostegno”.
Il progetto di Liberas, realizzato grazie al co-finanziamento dell’Unione Europea attraverso un bando del network internazionale ELC (Eurocentralasian Lesbian Community), prevede un centro antiviolenza nel territorio di Pirri, il primo in Sardegna pensato non solo per donne e loro figlie e figli, ma anche lesbiche, persone trans e non binarie. “La Sardegna – ha spiegato Ilaria Todde, attivista lesbica e advocacy director di EL*C – è una delle zone con maggior disagio economico dell’Unione Europea e per noi è fondamentale portare i temi della lesbofobia, dei diritti Lgbt e dei diritti delle donne anche nei piccoli centri e nelle isole. Vogliamo valorizzare le iniziative che nascono in realtà considerate marginali, perché possano essere d’esempio anche per quelle più conosciute che si sviluppano con maggiore facilità nei grandi centri e nelle capitali”.
Oltre al centro, il cui indirizzo non viene diffuso per rispetto della privacy e della sicurezza di chi chiederà aiuto, esiste già a Pirri da qualche mese un punto informativo nei locali dell’Istituto Comprensivo: “La conoscenza e la prevenzione della violenza in generale e nello specifico di genere è un aspetto fondamentale nel contesto educativo, ha dichiarato Valentino Pusceddu. – La collaborazione con l’associazione Lìberas nasce dall’intenzione di sviluppare attività che coinvolgano studentesse e studenti e si inserisce nell’ambito del patto educativo di comunità firmato dalla scuola con enti pubblici e realtà del terzo settore. In questo contesto nasce il progetto della ‘scuola gentile’, che ha come obiettivo quello di educare a vivere in una società basata sul rispetto e sulle relazioni positive”.
Soddisfatta la presidente della Municipalità di Pirri: “Progetti come questi sono necessari – ha sottolineato Maria Laura Manca – perché, anche se talvolta non sembra, la parità di genere nei fatti non è stata raggiunta, soprattutto tra le giovani generazioni. È stata volontà della municipalità in questi ultimi cinque anni, e lo è ancora, sostenere progetti che portano avanti messaggi chiari sui diritti umani e civili e contro la violenza di genere, che continua a essere un’emergenza sociale in Sardegna come a Cagliari. Vogliamo collaborare con associazioni, terzo settore e professioniste rafforzando e accompagnando questi e altri progetti, per agire in maniera più capillare. Il nostro obiettivo è riuscire a sensibilizzare le famiglie, perché è dentro le mura domestiche che si verifica la maggior parte delle violenze fisiche e psicologiche, che rappresentano comunque un abuso anche se non sfociano nel femminicidio”.
Lo sportello di ascolto e le linee telefoniche del Centro Antiviolenza sono già attive: è possibile chiamare al 3770466853 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18; fuori da questi giorni e orari si può lasciare un messaggio in segreteria o mandare un sms per essere ricontattate. Oltre al Centro, grazie a un bando di innovazione sociale del Comune di Cagliari, Liberas sarà presente nei mercati rionali di Pirri e Sant’Elia per un lavoro ancora più radicato nel territorio.
“Non vogliamo più essere rappresentate come vittime – conclude Emanuela Falqui – puntiamo sulla forza delle donne, sull’autodeterminazione e sulle relazioni per cambiare la cultura e liberarci dalla violenza”.










