È iniziato il 24 aprile S’Ard, il festival dei “danzatori delle stelle” promosso dall’Associazione Culturale S’ardmusic con il contributo della Fondazione Sardegna, il Comune di Cagliari e l’Assessorato alla Pubblica Istruzione della Regione Sardegna.
Il concerto di apertura
L’apertura di questa quarta edizione, il 24 aprile, ha portato in scena i nomi di alcuni dei musicisti più accreditati e stimati nel mondo della musica popolare: Riccardo Tesi, Elena Ledda, Lucilla Galeazzi, Gabriella Aiello, Nando Citarella, Maurizio Geri, Marzio Del Testa e Claudio Carboni nello spettacolo ‘50 anni di Bella Ciao’, ideato dal musicologo e musicista Franco Fabbri, uno dei pionieri della ‘popular music.
Il programma completo
Il cartellone ha proposto il 13 maggio il concerto di Francesca Corrias con i Sunflower che hanno presentato il loro ultimo lavoro discografico dal titolo ‘De Diora’. Francesca Corrias è sulla scena musicale da oramai molti anni, la sua vocazione jazz e soul ha educato una voce bellissima, raffinata, versatile e agile che in questo disco si esprime prevalentemente in campidanese, con sonorità molto vicine all’acid jazz e miste a colori mediterranei e saudade do Brasil.

Sempre il 13 maggio, come secondo set della serata, sono saliti sul palcoscenico del Teatro Massimo una delle più importanti pianiste jazz contemporanee, Rita Marcotulli, e Bebo Ferra, di certo tra i più eclettici chitarristi del panorama musicale nazionale.
Sabato 14 si volta pagina con l’incontro tra il live performer Arrogalla e l’organettista Pierpaolo Vacca, significativi innovatori della world music mediterranea. Conclude la serata, il set dedicato ad Ambra Pintore con il recital “Terre del Ritorno”, un lavoro che in questi anni si è arricchito di atmosfere raffinate e preziosi compagni di viaggio.
I prossimi appuntamenti sono previsti per venerdì 20 maggio, con Mauro Sigura 4et in ‘Terra Vetro’, fortunata produzione del 2020 che continua a raccogliere grandi consensi in tutta Europa, un album dove le sonorità del trio, di chiara matrice jazzistica incontrano le sonorità arabe dell’oud.
Nella seconda parte della serata, un trio di vere e proprie starcomposto dal Gabriele Mirabassi, Roberto Taufic e Cristina Renzetti (nella foto in evidenza) che presentano ‘Agreste’, album col quale ci fanno compiere un viaggio tra quel repertorio dimenticato dei più grandi autori brasiliani con qualche fuga nella musica popolare italiana.

Sabato 21 maggio, il protagonista della prima serata è il cantautore Andrea Andrillo e il suo ‘Prolagus, musica e parole per non morire’, un disco scritto e cantato quasi totalmente in sardo, un invito alla resilienza ma anche una preghiera per non estinguerci. Il secondo set è uno tra i momenti più attesi di tutto il festival: la presentazione in prima assoluta di ‘Inghirios’, il nuovo disco de Le Balentes. Un progetto raffinato di world music dove ogni brano è una narrazione, un grande intreccio di leggende e tradizioni popolari cantate in barbaricino, campidanese e tabarchino.

Il concerto finale di chiusura è previsto per mercoledì 1 giugno con Marcello Peghin, pluripremiato chitarrista e compositore, conosciuto ed apprezzato a livello internazionale. Il secondo set ha come baricentro l’incontro in musica tra Sardegna e Portogallo firmato dalla cantautrice Stefania Secci Rosa, che presenta il suo ultimo album intitolato ‘Sola’. Un progetto nato pensando in sardo e suonando in portoghese, e che vedrà la partecipazione sul palco del Teatro Massimo di Ana Leins, considerata tra le voci più originali del nuovo fado. Il Festival S’Ard premia gli sforzi che da quasi due decenni l’omonima etichetta discografica rivolge ai pregiati musicisti che hanno legato la loro produzione musicale ai suoni e alla lingua della Sardegna, abbracciando anche quelli del bacino del mediterraneo. Questo è un vero e proprio manifesto artistico che ha permesso di creare un catalogo di circa cinquanta produzioni musicali, caratterizzate tutte dall’estrema cura nei suoni e nella produzione artistica affidata al suo ideatore e direttore Michele Palmas.










