Fa parte della memoria collettiva della città sin dagli anni Cinquanta del secolo scorso con il suo profilo unico e maestoso: il Padiglione Nervi, grande struttura disegnata dall’ingegner Pierluigi Nervi a compendio della salina di Molentargius, è uno dei simboli più suggestivi del paesaggio cagliaritano, esempio di architettura industriale in via di riqualificazione. Insieme al Giardino della Facoltà di Scienze economiche e al Museo universitario delle Arti e delle Culture contemporanee, il Parco Nervi con il suo Padiglione è la novità di Monumenti aperti, manifestazione alla sua 25esima edizione che oggi e domenica aprirà le porte di venti siti culturali a Cagliari. Monumenti aperti, evento organizzato dall’associazione Imago Mundi e realizzato col patrocinio e il contributo del Comune di Cagliari, del Miur, della Regione Sardegna e della Fondazione di Sardegna, coinvolge oggi 29 scuole e 23 associazioni che garantiranno le visite guidate in circa venti siti culturali cittadini.

Il Parco Nervi

Il nostro percorso tra i siti visitabili per la prima volta per Monumenti aperti inizia proprio dal grande Parco Nervi, a cui si accede dalla zona portuale di Su Siccu: è un’area verde attorno al Padiglione, per ora chiuso alle visite e dalla futura destinazione ancora incerta, realizzata di recente dall’Autorità del Sistema portuale del Mare di Sardegna con percorsi naturalistici, ciclabili e pedonali. Il Parco sfrutta una posizione straordinaria con vista sul Golfo di Cagliari e il canale La Palma: fino a qualche decennio fa qui si muovevano tonnellate di sale proveniente dalle saline di Molentargius, il sistema di vasche utilizzato per la produzione di sale da cucina; grazie all’aumento della produzione si ritenne indispensabile, intorno agli anni Cinquanta del Novecento, la creazione di una struttura per lo stoccaggio, il carico e il trasporto. L’area, fino a qualche mese fa totalmente inaccessibile, ora è aperta al pubblico e permette di osservare da vicino il grande edificio a pianta rettangolare sostenuto da volte paraboliche in cemento armato, capace di contenere fino a 10 mila tonnellate di sale. Le visite guidate sulla Storia del Padiglione e del Parco, a cura degli studenti del liceo scientifico L. B. Alberti, dell’associazione Bambini Cerebrolesi Sardegna e dell’associazione Ingegneri Cultura e Sport, saranno sabato e domenica dalle 9 alle 16, per turni di venti persone e dureranno circa venti minuti.
(La foto in evidenza è di Giacomo Pisano)
Il Muacc

Dal mare al Castello: il Muacc, Museo universitario delle Arti e delle Culture contemporanee, è uno spazio espositivo di proprietà dell’Università di Cagliari in via Santa Croce 63 all’interno di un palazzo storico, il Palazzo dei Marchesi di Quirra, noto nei documenti d’archivio sin dal 1598. E’ stato immaginato come un punto di incontro tra l’Ateneo cagliaritano e la città che dialogano proprio grazie al patrimonio storico-artistico dell’Università.
La collezione permanente comprende le opere acquisite a partire dall’iniziativa di Corrado Maltese, che insegnò storia dell’arte a Cagliari negli anni Sessanta, custodite finora dal Dipartimento di Lettere.


Oggi ospita un percorso tra 49 opere donate all’Università da Italo Antico, scultore e insegnante cagliaritano oggi 83enne protagonista del rinnovamento artistico in Sardegna nel secondo Novecento. Le opere, realizzate tra il 1958 e il 2017, raccontano un percorso di ricerca e sperimentazione che parte dalla pittura e tocca design e scultura attraverso l’uso sapiente di materiali diversi, dall’acciaio all’argento al polistirolo fino a tessuti e gioielli. Il Muacc può essere visitato per Monumenti aperti sabato e domenica dalle 9 alle 18 con visite ogni 30 minuti. Le guide sono a cura degli studenti e delle studentesse del Liceo classico G.M. Dettori.
Il Giardino della Facoltà di Scienze economiche
Si trova nel cuore della città, tra viale Merello, l’Orto dei Cappuccini e via Sant’Ignazio, ma la maggior parte dei cagliaritani ne ignora l’esistenza: il Giardino è infatti accessibile solo agli studenti della Facoltà di Scienze economiche, che possono accedervi dall’ingresso di via Sant’Ignazio. L’edificio della Facoltà, costruito nella seconda metà del XIX secolo, ospitava un tempo l’Istituto per l’Educazione dei Sordomuti, ma l’attività è terminata prima del 1980. Oggi vediamo un percorso verde tra alberi, arbusti, vecchie cisterne e cave romane per l’estrazione della pietra, zone di sosta e attrezzi per la ginnastica, un tempo l’area faceva parte di un grande compendio verde adibito a orto e appartenente ai Cappuccini che già dal 1595 avevano fondato sulla collina a ovest dell’Anfiteatro romano il loro primo anfiteatro. Il terreno dei Cappuccini si estendeva tra l’attuale piazza D’Armi, viale Buoncammino, viale Merello e via Don Bosco. All’interno del giardino si vede un’installazione dell’artista olbiese Giovanni Campus inserita nel paesaggio naturale. Le visite a cura del gruppo speleologico Centro Studi Ipogei Specus, saranno sabato e domenica alle 9.30, alle 10.30, alle 12.30 e alle 15. Il Giardino e tutti i siti inseriti nel programma di Monumenti aperti potranno essere visitati su prenotazione al sito ufficiale di Monumenti Aperti.











Peccato che questa pandemia, unita all’insipienza dei tanti no-vax e ora anche il tempo inclemente, abbiano impedito a tanti di vedere questi tesori della città. L’augurio è che si possa riprendere nella sua pienezza, nella prossima primavera questa meravigliosa opportunità che Cagliari ci offre d anni.
La nostra città è ricchissima di tesori, maltempo a parte torneremo a visitare gli spazi della cultura.