Edizione numero venticinque per Monumenti Aperti, un progetto unico in Sardegna che coinvolge decine di Comuni, anche extra isolani, un’imponente numero di scuole, studenti e volontari, per far visitare a residenti e turisti luoghi di interesse storico, artistico e archeologico, di cui l’Isola è ricca. E si realizzerà ancora una volta, in tutta la Sardegna e oltre, un percorso articolato alla scoperta della bellezza e della storia delle città e dei più piccoli paesi, nelle coste e nell’entroterra.
L’appuntamento di quest’anno con Monumenti Aperti sarà nei fine settimana dal 23/24 ottobre, date in cui sarà presente anche il capoluogo isolano, al 4/5 dicembre, secondo una “formula mista”: con la realizzazione di materiali digitali e, se sarà consentito, lo svolgimento tradizionale in presenza.
“Un progetto – spiegano gli organizzatori – Monumenti Aperti, che oggi guarda al futuro sia nella direzione di un allargamento del fronte nazionale, anche sulla scia di un crescente interesse da parte di sempre maggiori realtà regionali, ma anche creando occasioni di messa in rete di esperienze e competenze con altri soggetti che operano nel campo della gestione e valorizzazione del patrimonio culturale in Italia e in Europa”.
Nel 2022 Monumenti Aperti compirà un quarto di secolo. E l’edizione 2021 sarà un percorso di avvicinamento a un traguardo così significativo per questa grande rete di turismo culturale, partecipata e diffusa nel territorio, dai numeri importanti: dal 1997 (nelle prime 23 edizioni in presenza) oltre quattro milioni di visite guidate condotte da 160.000 studenti e oltre 60.000 volontari che hanno raccontato e custodito quasi 1.700 monumenti in oltre 160 comuni, prima della sola Sardegna, poi anche in Piemonte, Emilia-Romagna, Puglia e Lombardia.
Tra i tanti riconoscimenti istituzionali andati a Monumenti Aperti, Premio dell’Unione Europea per il Patrimonio Culturale/Europa Nostra Awards, assegnato nel 2018 a Berlino, su 160 candidature presentate da organizzazioni provenienti da 31 paesi di tutta Europa, per gli eccezionali risultati conseguiti nella categoria “Conservazione, Ricerca, Contributi esemplari e Istruzione, Formazione e Sensibilizzazione”.

“Nei rapporti quotidiani che abbiamo con i Comuni abbiamo intercettato una grande voglia di ripresa – spiega Massimiliano Messina presidente di Imago Mundi e tra gli ideatori della manifestazione nel lontano 1997. “Ci sono delle criticità, ma stiamo andando avanti. Il nostro atteggiamento è sempre stato anticipare le cose, i progetti e poi fare in modo che le istituzioni si avvicinino a noi. È una progettazione dal basso, poi nel corso degli anni il rapporto con le istituzioni è diventato sempre più imprescindibile. Ad esempio, per facilitare l’organizzazione delle visite guidate dei siti e monumenti di decine di Comuni, sottoscriviamo un protocollo d’intesa con l’Anci Regionale e l’Anci Giovani regionale”.
Non a caso, Monumenti Aperti fa parte, dal 2019, degli Stati generali della gestione dal basso del patrimonio culturale. Sempre sulla scia del progettare “dal basso”, è paradigmatica la storia della nascita della manifestazione, raccontata da Massimiliano Messina: “Eravano cinque ragazzi, Vito Biolchini, Giuseppe Crubu, Massimiliano Rais, Armando Serri ed io. L’allora assessore comunale alla Cultura, Gianni Filippini, ci definiva ‘giovani intellettuali’ della Cagliari di quegli anni e continua a chiamarci così. Già nel 1993 riuscimmo ad accedere alla Cripta di Santa Restituta per sgomberare i cunicoli da detriti che vi si erano accumulati. Nel ’94 nacque l’associazione Ipogeo e avviammo le prime visite guidate alla Chiesa di Santa Restituta. Eravamo circa 70 soci e riuscivamo ad organizzarci con turni mensili”.
Nel 1997 la prima edizione di Monumenti Aperti “coinvolse tutto il mondo dell’associazionismo per far visitare trenta monumenti, compresa la Torre di San Pancrazio, chiusa da una quindicina d’anni”. Nel 1999 il passaggio di testimone da Ipogeo ad Imago Mundi. “Negli ultimi anni la manifestazione è stata oggetto di studio da parte di parlamentari europei e amministratori di vari Peasi europei, ricorda Messina. “Durante un soggiorno di formazione promosso in collaborazione con l’Università di Cagliari, una politica dell’ Ile de France, Béatrice Lecouturier, che fu candidata sindaca di Parigi, ci disse che Monumenti Aperti aveva delle potenzialità incredibili e di voler esportare il progetto nel 16ᵉ arrondissement della capitale francese”.
Un’esperienza da replicare, dunque, Monumenti Aperti, con un futuro di relazioni che guarda oltre il mare. Ciò nonostante è tra i progetti tagliati lo scorso anno dai contributi ex Legge regionale n.7 del 1955 per le grandi manifestazioni di interesse turistico e la motivazione è la decisione da parte dell’assessorato regionale del Turismo di un sistema con “click day” per l’assegnazione di contributi. E l’asserita urgenza di un’assegnazione rapida delle somme (ormai ad ottobre inoltrato) ha travolto la responsabilità di compiere una scelta, ponderata in base ai criteri di premialità inclusi nel bando.

Monumenti Aperti, Tortolì, 2017, foto Eugenio Schirru 
Monumenti Aperti, Cagliari, 2019, foto Giuseppe Ungari 
Monumenti Aperti, Cagliari, 2017, Cittadella dei musei. 
Monumenti Aperti 2017, Cagliari, Viale Poetto










