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Contributi regionali, la scure del click day sulla cultura sarda

Di Francesca Mulas
05/12/2020
in Cultura
Tempo di lettura: 4 minuti
Contributi regionali, la scure del click day sulla cultura sarda

Tuttestorie festival della letteratura per ragazzi, Cagliari, 15esima edizione.

Time in Jazz, Berchidda e dintorni, 33esima edizione.

Find, festival internazionale nuova danza, Cagliari, 38esima edizione.

Musica sulle Bocche, nord Sardegna, 20esima edizione.

Cabudanne de sos poetas, Seneghe,16esima edizione

Dromos, Oristano, 23esima edizione.

Monumenti aperti, Sardegna, 24esima edizione.

Festival dei Tacchi, Jerzu, 22esima edizione.

Sono alcuni dei festival culturali e di spettacolo più amati, conosciuti e attesi in Sardegna. Si tratta di eventi che richiamano ogni anno artisti, scrittori, giornalisti, musicisti, fotografi di livello internazionale, che attirano migliaia e migliaia di spettatori in arrivo da tutto il mondo, che portano la Sardegna con i suoi borghi, monumenti, spiagge, piazze, paesaggi sulle vetrine della stampa mondiale molto più di qualsiasi campagna di promozione turistica. Che danno un lavoro a migliaia tra tecnici, artisti, sceneggiatori, fotografi, addetti stampa, amministrativi e creano un grande indotto economico sui territori. Nonostante il curriculum, la qualità, le immense ricadute di immagine ed economiche sul territorio sardo, gli eventi di cui sopra sono stati dichiarati inammissibili sull’ultimo bando per i contributi al Turismo della Regione Sardegna.

Il motivo? Non sono stati abbastanza veloci nel presentare la domanda. Proprio così: quest’anno la Regione ha deciso di attribuire cinque milioni di euro di contributi non più sulla base di criteri definiti e con una valutazione dei progetti da parte di specifiche commissioni, ma con un sistema ‘a sportello’ sino all’esaurimento delle risorse stanziate: chi consegna la domanda prima degli altri avrà il denaro, gli altri no.

Il bando 2020, diviso in quattro cartelloni, (spettacolo e cultura, manifestazioni folkloristiche e tradizionali, turismo enogastronomico, artigianato artistico tradizionale) è stato pubblicato il 6 ottobre scorso con l’avviso che le domande potevano essere presentate tramite posta elettronica dalle 8 del mattino di giovedì 22 ottobre fino alle 23 del 25 ottobre.

In pochi secondi il budget di 750 mila euro per il cartellone delle manifestazioni dello spettacolo e della cultura era già esaurito. Due secondi, per la precisione: nella graduatoria degli ammessi ci sono le associazioni che sono riuscite a inviare tra le 8 e le 8 e 2 secondi.

Le altre sono fuori: oltre a quelli già citati ci sono i festival Isola Teatri, Ethnos Music Festival, Calagonone Jazz, La Valigia dell’Attore, Pazza Idea, Nurarcheo Festival, Spaziomusica, Karel Music Expo, Abbabula. Cabudanne de sos poetas, Ai confini tra Sardegna e Jazz, Creuza de Ma’, Echi lontani, Premio Andrea Parodi, Narcao Blues Festival, Cagliari Festival Scienza, Passaggi d’Autore, giusto per citare i più conosciuti. Sono 164 le domande, 22 hanno ricevuto un contributo fino a esaurire i 750 mila euro perché sono riuscite a cliccare nei primi due secondi. 75 sono state escluse perché hanno mandato la richiesta tra le 8 e 3 e le 8 e 43 secondi.

“Abbiamo lavorato nel pieno rispetto delle leggi anti-covid – così Enzo Favata, direttore artistico di Musica sulle Bocche – distanziamenti, protezioni, controlli, temperature, certificazioni dei partecipanti, acquistato attrezzature, ingaggiato paramedici, servizi di sicurezza sanitaria, ma soprattutto nessun contagio. Quest’estate abbiamo creato la speranza di una ‘normale eccezionalità’ in un isola che ha saputo essere meglio di quelle brutte immagini in TV che ultimamente hanno riportato in causa l’Estate Sarda […] Mi vergogno profondamente che la cultura l’arte in Sardegna in un momento così duro siano state violentate con un click da uno degli assessorati più importanti della Regione”.

“Nella ‘Roulette russa’ dei finanziamenti regionali il Festival dei Tacchi, così come tanti altri storici festival, è stato escluso – commenta Giancarlo Biffi del Festival dei Tacchi – . Un’altra botta, per un settore tra i più penalizzati e che giorno dopo giorno vede dissolversi dinanzi a sé ogni prospettiva”.

“Un sistema malato nel quale la regione diventa un bancomat – sottolineano dal Festival Tuttestorie – rinunciando a qualunque visione di turismo culturale e il lungo lavoro di noi operatori viene svilito nell’appiattimento. Senza considerare la vergogna di un bando per manifestazioni di interesse turistico le cui graduatorie vengono pubblicate a dicembre. Tanto più in un anno come quello che stiamo vivendo in cui l’impegno per fare in modo che le manifestazioni si svolgessero comunque, nei modi consentiti dalla pandemia, è stato enorme”.

Chiudiamo con le parole amarissime di Paolo Fresu, direttore di Time in Jazz: “Che brutta fine la cultura. E che brutta fine la nostra Regione tanto amata e tanto bisognosa”.

(nella foto di Ziga Koritnik l’edizione 2015 di Musica sulle Bocche, Santa Teresa Gallura)

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Commenti 1

  1. RAFFAELLA SPANEDDA says:
    5 anni ago

    Davvero assurdo e vergognoso! Evidentemente in Regione non c’è nessuno che sappia valutare in modo competente il valore culturale delle proposte.

    Rispondi

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