Quattro giornate dedicate a spettacoli, laboratori, incontri digitali, performances di danza e arte contemporanea, dibattiti e proiezioni. Questo il fitto programma della settima edizione del “Lucido Festival”, festival teatrale indipendente ideato e diretto dalle attrici e drammaturghe Michela Sale Musio e Tiziana Troja (Le lucide), che si terrà a Cagliari dal 18 al 21 novembre.
Il tema conduttore del festival, come sempre, sarà quello del femminile, quest’anno declinato sulla diversità, scandagliata attraverso i linguaggi della musica, della tecnologia, della saggistica e della fotografia, per restituire tutta la complessità di un universo femminile fatto di dis/abilità e extra-ordinarietà, complessità che spesso restano invisibili e nascoste ma che hanno molto da raccontare a chi abbia occhi e orecchie per mettersi in ascolto e riconoscere, in primis, la propria diversità.
Il Lucido Festival si svolgerà in un luogo particolare come il tema prescelto: l’aeroporto di Cagliari-Elmas, un non luogo per eccellenza, simbolo di velocità e scambio nel quale sostare il tempo di una partenza o di un cambio, ma anche di incontri possibili e di viaggi verso realtà inaspettate.
Sono molte le protagoniste del festival, ospiti nazionali ed internazionali fra cui le musiciste Manuela e Frida Bollani, l’avvocata Cathy La Torre, l’attrice Heather Massie con lo spettacolo “HEDY! The Life & Inventions of Hedy Lamarr”, o la regista e attrice Monica Nappo o, ancora, la campionessa mondiale paraolimpica di arrampicata sportiva Alessia Refolo. E poi ancora Irene Serini, fondatrice della compagnia Atopos e Maria Francesca Chiappe in dialogo con Flavia Vago sul tema dell’identità di genere, intervistate dalle Lucide. Infine Alessandra Quattrocchi in dialogo con Cathy La Torre e con Le Lucide per l’incontro “Libertà, uguaglianza, sorellanza. Le nemiche occulte”.
“Gli spettacoli di quest’anno apriranno lo sguardo su mondi poco trattati – raccontano le organizzatrici – . Lo faranno attraverso la femminilità, la comicità, l’ironia, la forza e l’irriverenza che ci contraddistingue e che valorizza il nostro festival. Pensiamo che per accogliere il diverso sia necessario essere liberi. E per trattare in libertà temi di disabilità sia fondamentale essere sgombri da “buonismo”. La nostra proposta teatrale non sarà buonista. I nostri artisti sono lungimiranti, efficaci, talvolta crudi, ma tutti coinvolti in una poetica toccante. L’obbiettivo non è fare solo centro sul tema della disabilità e parlarne impunemente, ma far centro sui molteplici sguardi che su di essa si posano; perché talvolta la logica e i sentimenti non sono dalla parte della comprensione e dell’integrazione”.
Gli incontri si terranno sia in presenza che online, saranno trasmessi sui canali social del Festival e da EjaTv, canale 172 del digitale terrestre. Ci saranno anche alcuni spazi digitali sempre attivi come quello del Centro Donna Ceteris – Centro Antiviolenza del Campidano, sportello informativo operativo e dedicato a raccogliere le domande del pubblico.










