
“Oggi la mamma è morta. O forse ieri, non so”. Uno degli incipit più famosi della letteratura del Novecento dà inizio al nuovo spettacolo teatrale firmato da Akroama andato in scena nei giorni scorsi a Cagliari, al Teatro delle Saline. “Lo straniero”, tratto dal romanzo che lo scrittore francese Albert Camus pubblicò nel 1942 per Gallimard, racconta l’irrazionalità del destino, la vacuità dell’esistenza, l’indifferenza che certi uomini possono provare verso la vita stessa. E lo fa con una storia tanto semplice quanto assurda: Mersault, il protagonista, impiegato anonimo e insignificante (interpretato da Simeone Latini) racconta i quattro giorni che hanno sconvolto la sua vita partendo proprio dalla morte della mamma, ospite di una casa di riposo. Una scomparsa che non lascia alcuna emozione nell’uomo, ma anzi è vissuta con fredda indifferenza tanto da provocare lo sdegno del portinaio, del direttore dell’ospizio e degli altri anziani ospiti (Giuseppe Boy, Stefano Cancellu). Il giorno dopo il funerale, prosegue il racconto, l’uomo passa la giornata al mare e qua inizia una storia d’amore con Maria (Tiziana Martucci), una collega d’ufficio, ma neanche la relazione riesce a smuovere il protagonista.
Una scossa alla triste esistenza di Mersault arriva quando l’uomo spara a un arabo con la pistola che gli aveva affidato un amico, Raimondo (Tiziano Polese), colpevole di aver picchiato la sorella dell’arabo (interpretata da Naika Sechi) che nel frattempo progettava la vendetta. La storia si conclude con il processo e la condanna a morte di Mersault, che ancora una volta si sente straniero rispetto agli altri uomini.

Una storia semplice, dicevamo: sta proprio qui la grandezza dell’opera di Camus, nella rappresentazione della vita nella sua insensatezza. Ed è quanto gli attori di Akroama, diretti da Lelio Lecis, portano sul palco cagliaritano attraverso una recitazione pulita, senza orpelli e artifici, con pochi oggetti significativi trasportati da figure silenziose e senza volto vestite con kaftan, e un raffinato ed equilibrato gioco di luci e musica. “Lo straniero”, che nella sua trasposizione teatrale rende il dramma ancora più vivo e verosimile, racconta la solitudine, l’alienazione, l’incapacità di provare empatia verso il prossimo. Proprio per questo l’opera di Camus ottant’anni dopo è così attuale e bene si presta a essere raccontata ancora oggi.

Lo spettacolo di Lecis, realizzato con la scenografia di Valentina Enna, i costumi di Marco Nateri, le foto di scena di Francesca Mu, è il primo appuntamento della trentesima stagione “Teatro contemporaneo” di Akroama. Ancora per la regia di Lelio Lecis la prossima messa in scena, “A Criatura” di Henrik Ibsen con la compagnia Teatro Braga, dal 9 al 12 novembre in calendario “Signori…Cechov” due atti unici di Anton Cechov per la regia di Alfredo Ruscitto (Akròama). Dal 16 al 19 novembre “Evǝ” di Jo Clifford, lo spettacolo è di Andrea Adriatico, quindi il Teatro Sassari con “La notti chi la mamma è mortha”, di Georges Feydeau con adattamento di Mario Lubino.
Qui le informazioni su spettacoli e biglietti.
In parallelo anche la stagione per i più piccoli “Famiglie a Teatro” che debutta domenica 24 ottobre (in replica il 31 ottobre), con “Animali introvabili e dove trovarli”, a cura della Compagnia B diretta Alice Capitanio. Il 7 e 14 novembre va in scena “Hansel e Gretel 2000” dell’Akròama. Il 21 e il 28 novembre Abaco presenta “Cappuzzetto rozzo”. Il 5 e 12 dicembre La gatta sul tetto che scotta presenta “Around the world”.










