Una cifra a cinque zeri per un gioiello dal valore inestimabile: è quanto offre il sultano Salmon bin Tariq Al Sa’ed, sovrano dell’Oman, per un anello perduto a Cagliari da suo cugino e predecessore Qabos Bin Said durante un viaggio nell’Isola sei anni fa.
La scomparsa del prezioso gioiello era già stata denunciata alle autorità dal suo proprietario nel 2015: le ricerche, tenute a lungo segrete, non hanno dato esito e così re Salmon, salito al trono nel 2019 dopo la scomparsa di Qabos, è tornato alla ricerca dell’anello di famiglia con l’annuncio pubblico di una sostanziosa ricompensa a chi lo restituirà o ne farà avere notizie certe.

Qabos Bin Said è stato diverse volte a Cagliari per affari: l’ultima nel 2015, quando ha raggiunto la città con un aereo privato soggiornando poi nel grande e lussuoso yacht alloggiato al Terminal Crociere. Con lui un seguito di circa mille persone tra famiglia, assistenti, consulenti e collaboratori vari. Nel suo imponente bagaglio c’erano alcuni oggetti preziosi tra cui l’anello smarrito: si tratta di un antico manufatto in oro noto come ‘anello di Silvianus’ trovato in Inghilterra, nello Hampshire in un sito romano del IV secolo. Ha una forma particolare con la superficie lavorata in dieci facce: una di queste mostra incisa l’immagine della dea Venere con le lettere VE e NVS, ed era usata come sigillo; ha un peso di 12 grammi e un diametro di 25 millimetri. Era contenuto in un sacchetto di velluto nero, ed è stato smarrito probabilmente durante una visita al quartiere Castello. Gli investigatori ipotizzano che qualcuno lo abbia trovato e lo custodisca senza conoscerne l’effettivo valore. Chiunque abbia notizie sull’anello è invitato a contattare gli uffici della Prefettura di Cagliari.

Oltre all’enorme valore storico, il sultano cerca l’anello anche per via di una antica maledizione scagliata dal primo proprietario, Silvianus, contro un ladro che lo aveva rubato; la maledizione è documentata da una defixio, una lamina in piombo ritrovata nello stesso sito archeologico un secolo fa: “Per il dio Nodens. Silvianus ha perso un anello – così nella trascrizione degli epigrafisti – e ha donato metà del suo valore a Nodens. Fra coloro che portano il nome di Senicianus a nessuno sia concessa la salute fino a che non riporti l’anello al tempio di Nodens”.

Le curiosità sull’anello smarrito non finiscono qui: pare che l’oggetto sia stato fonte di ispirazione per ‘Il Signore degli anelli’ di J.R.R. Tolkien, che nel 1929 era professore e linguista dell’università di Oxford quando ricevette una visita dall’archeologo Sir Mortimer Wheeler che gli mostrò testi e materiali sulla storia dell’anello di Silvianus.
Un antico anello perduto, una maledizione, una trilogia, diversi film di successo e ora una ricca ricompensa. Sembra la trama di un film fantastico, e in parte lo è. Buon primo aprile dallo staff di Nemesis Magazine.











E nel 2012 nn 2015