Era il 25 gennaio 1961 quando uno dei film animati più famosi della Disney faceva mostra di sé sui cartelloni pubblicitari dei cinema: la ‘Carica dei 101’ compie sessant’anni ed è ancora in formissima.
Diretto da Wolfgang Reitherman, Hamilton Luske e Clyde Geronimi, il film si basa sul romanzo ‘La carica dei 101’ di Dodie Smith anche se presenta parecchie differenze sia nei personaggi che nella trama dall’idea originale.
Rispetto alle precedenti produzioni Disney, ‘La Carica dei 101’ è un cartone animato che si può definire delle prime volte.
Infatti è la prima volta che per colorare le tavole viene utilizzata la tecnica fotografica Xerox che permetteva di saltare la fase di inchiostrazione manuale e trasferirla direttamente dalla fotografia al supporto per l’animazione, con notevole risparmio di tempo e denaro. Restare entro i limiti del budget era fondamentale perché il precedente film “La Bella addormentata nel bosco” non era stato affatto un successo di botteghino nonostante fosse una delle più classiche storie d’amore romantico che supera le avversità.
Ma soprattutto è la prima volta in un film animato che il personaggio malvagio, l’antagonista, riesce a oscurare quasi del tutto i protagonisti buoni e positivi diventando di fatto il primo nome che chiunque associa al film automaticamente e che finisce per identificare il film stesso. Stiamo parlando ovviamente della ricca, spregiudicata e fashionista Crudelia de Mon. In inglese il suo nome è Cruella deVille, dove Ville è il diminutivo di Villain che significa cattivo.
Crudelia è una persona ai limiti della psicopatia, la trama del film è arcinota, ma ancora oggi desta orrore la sua idea di scuoiare cani dalmata per farne una pelliccia di lusso esclusiva da lei stessa disegnata: “Io amo le pellicce, vivo per le pellicce e d’altronde chi non le ama in questo disgraziato pianeta”?
Uno egli aspetti più significativi nella storia è la solidarietà tra animali anche non della stessa specie. Alla ricerca dei cuccioli rubati da Crudelia partecipano cani di città, randagi e di campagna, un cavallo e addirittura un gatto. Il messaggio di Pongo e Peggy, i genitori disperati in cerca dei loro cuccioli, viene rimbalzato di luogo in luogo fino a informarli su dove i cagnolini siano segregati permettendo loro di andare a salvarli con l’aiuto degli altri amici animali. La controparte comica a Crudelia era impersonata da Gaspare e Orazio, i suoi imbranati sgherri incaricati di rapire e uccidere i cani.
Il film ottenne ottimi riscontri sia in termini economici che da parte delle giurie ricevendo diversi premi e ancora oggi è tra le pellicole più amate. Ricordiamo poi la versione cinematografia che ha visto Glenn Close vestire i panni della terribile Crudelia con un’interpretazione credibile ed eccentrica come il personaggio esigeva.
La trasposizione del cartone in film scatenò la spiacevole moda di acquistare dalmata. Ci fu un notevole incremento di acquisto degli esemplari di questa razza canina, così come in precedenza era accaduto per i topolini bianchi dovuti al film Stuart Little.
Cartoni come questo comunicano bei messaggi sul rispetto e la dignità degli animali, ma non sempre il pubblico è disposto poi ad accoglierli e applicare un po’ di giudizio nel comprendere che non si tratta di giocattoli e non è bello che siano le mode a dettare su chi riversare il nostro affetto.











