Si è tenuto venerdì 21 ottobre al Teatro Doglio di Cagliari il concerto From Genesis to Choir per Spettacolo Aperto, il festival di musiche per coro organizzato nella sua settima edizione dall’associazione Studium Canticum. Un concerto coraggioso in cui la maggiore sfida era quella di tradurre per voci i brani di uno dei più importanti gruppi progressive che la storia della musica contemporanea ci abbia consegnato.
I Genesis, con o senza Peter Gabriel, sono un clamoroso esempio di quanto la composizione strumentale ricca e frastagliata del genere prog-rock possa assurgere a successo mondiale anche se complessa e non così immediata. Favoriti dal periodo storico in cui i Genesis uscirono, un vero fermento di band e generi, ciò che ha soprattutto contribuito alla diffusione della loro musica è stata senz’altro la capacità di saper accostare a uno stile ricercato e colto delle melodie immediatamente cantabili anche se mai scontate.

Di chi è stata l’idea?
È Lorenzo Zonza, musicista, compositore e direttore di coro, diplomato in Organo e Composizione organistica, ad avere l’idea di lavorare per la prima volta e in maniera fino a venerdì scorso inedita, a questo ambizioso progetto di arrangiamento per coro di alcuni celebri brani dei Genesis. Una idea che sboccia nutrita da anni di amore puro per la ricchezza musicale dei Genesis. Ha curato, assieme a Emilio Capalbo, gli arrangiamenti dei brani che abbiamo sentito.
Non solo voci
I cantori di Studium Canticum, coro fondato e diretto da Stefania Pineider, è stato accompagnato dalla formazione composta da Luigi Sanna alla batteria, Massimo Tore al basso elettrico, Ivano Carta alla chitarra, Emilio Capalbo alle tastiere e Pietro Nonnis al flauto traverso. Ma non basta, Marta Murtas, grazie ai suoi studi di informatica e comunicazione multimediale con l’interactive sound visualization, ha rappresentato graficamente l’interazione tra le voci del coro e gli strumenti musicali, traducendo per la vista i ritmi e tutti gli aspetti normalmente esperibili solo attraverso il senso dell’udito.
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Cosa abbiamo ascoltato
È proprio Emilio Capalbo, diploma in Organo e Composizione organistica e, da più di vent’anni, docente di Armonia e Composizione al Conservatorio di Cagliari, che nelle note sul concerto scrive: “La parte di produzione con Gabriel è quella più rappresentata in questo concerto. Da ‘Selling England by the Pound’ si ascolteranno ‘I Know What I Like (in Your Wardrobe)’, curiosamente, per i tempi, impostato su un metro costante di 4/4; ‘Firth of Fifth’ e lo strumentale ‘After the Ordeal’. Da ‘The Lamb Lies Down on Broadway’ sono tratti il brano iniziale che dà il nome all’intero album, il multiforme strumentale ‘The Waiting Room’, il brillante ‘Counting Out Time’ e lo struggente ‘Carpet Crawlers’. Dal primo album senza Gabriel, invece, ‘A Trick of the Tail’ è tratta la divertente traccia omonima, mentre, dalla produzione successiva all’uscita dal gruppo anche del chitarrista Steve Hackett, sono tratti la bellissima ballad ‘Many Too Many’, l’ironico ‘Follow You Follow Me’ e la misconosciuta, tra i non appassionati della band, ‘Undertow'”.

Questo lavoro è un esperimento molto coraggioso. Il pubblico in sala era attentissimo e appassionato, un pubblico che ha probabilmente consumato i vinili dei Genesis, in anni in cui avere anche una musicassetta era quasi un’impresa. Un pubblico esperto ed esigente per un concerto che ha segnato un suo buon punto di partenza e che di certo ha un notevole potenziale di crescita. Raffinare l’esecuzione e un maggiore affiatamento tra coro e band sapranno darci concerti ancora più coinvolgenti perché ottima è stata l’esecuzione corale e i musicisti coinvolti sono tra i migliori nella scena sarda.
(Le foto sono di Antonio Medda)










