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‘Fear Street’. Una maledizione lunga trecento anni

Di Manuel Usai
21/08/2021
in Cinema, manuhell
Tempo di lettura: 5 minuti
‘Fear Street’. Una maledizione lunga trecento anni

‘Fear Street 1994, 1978 e 1966’ è una trilogia horror diretta da Leigh Janiak (Honeymoon del 2014) basata sulla omonima serie di libri del celebre autore della collana di racconti dell’orrore ‘Piccoli Brividi’ di Robert L. Stine. Il primo episodio è disponibile sulla piattaforma streaming Netflix dal 2 luglio.

Avete letto bene, parliamo di una storia che, attraversando un arco temporale di oltre trecento anni, ci intrattiene incollati allo schermo per oltre trecento minuti. Quasi sei ore della vostra vita che sicuramente non rimpiangerete.

(Scene della parte 1)

La prima volta che ho letto del progetto ho avuto subito dei dubbi. Un lavoro così lungo richiede una particolare attenzione nella sceneggiatura, nei dettagli ma soprattutto nell’evoluzione della storia.

Un’opera di questa durata deve fornire allo spettatore la giusta dose di intrattenimento, mantenendolo in uno stato di “appetito” costante. L’appagamento totale deve arrivare solo alla fine e in questo caso, vi anticipo, che è arrivato.

Trasposizioni simili, tratte anche da romanzi ben più famosi (‘L’ombra dello scorpione’, ‘I Langolieri’ entrambi di Stephen King) non sono riusciti nell’intento e sono purtroppo finiti nel dimenticatoio nell’arco di pochi mesi.

(Scene della parte 2)

La trama

Nella tetra cittadina di Shadyside (tradotto letteralmente come “lato ombroso”) avvengono ciclicamente dei delitti terribili e apparentemente inspiegabili. La polizia, che risiede nella città più vicina chiamata Sunnyvale (letteralmente “valle soleggiata”), archivia da sempre, con meccanico disinteresse, ogni caso.

La scena si apre in una notte del 1994, all’interno di un centro commerciale. Ryan Torres (David W. Thompson) viene improvvisamente investito da una follia omicida e, con addosso una maschera da teschio, inizia a cacciare e a massacrare tutti i dipendenti rimasti per la chiusura dei negozi del centro.

(Scene della parte 3)

Il caso, archiviato senza troppe indagini dalla polizia, scuote gli studenti del liceo locale, in particolar modo la giovane Deena Johnson (Kiana Madeira, ‘After 3’ del 2021) e la sua ex fidanzata Sam (Olivia Welch, ‘Shithouse’ del 2020). Assieme all’aiuto di Josh (Benjamin Flores Jr, ‘Transformers – L’ultimo cavaliere’ del 2017), fratello nerd di Deena, e dei due amici Kate e Simon, intraprendono le indagini sugli omicidi del passato di Shadyside.

Tutte le prove materiali perdono di consistenza quando conducono al nome di Sarah Fier e alla terribile leggenda che la riguarda. Nel 1666 (non un anno a caso) una giovane donna, Sarah Fier appunto, venne accusata di stregoneria e, per questo impiccata. Prima di morire, racconta la leggenda, scagliò una potente maledizione contro tutti gli abitanti, e per evitare sprechi, contro tutte le loro generazioni.

L’opera della Janiak, oltre che risultare fedelissima alla serie di romanzi, è accuratamente dettagliata. Le tre parti, nettamente distinte tra loro, sono caratterizzate dal periodo storico e dalla sua ambientazione.

(Alcuni racconti della collana ‘Fear Street’)

Inizialmente si ha la percezione di guardare tre film indipendenti che hanno degli elementi in comune fra loro. E’ nell’ultima parte che questi vengono raggruppati e incastrati alla perfezione mostrando alla fine il progetto completo.

Il cast, nonostante la giovane età, si rivela competente e ben affiatato. All’altezza nell’affrontare le dinamiche della storia principale, sorprende maggiormente nelle tematiche interne, nelle sottotrame che ci aiutano a caratterizzare meglio i protagonisti.  

Le ambientazioni, i costumi e le spettacolari musiche di Marco Beltrami, fanno di ogni capitolo una sorta di macchina del tempo che scatena nella mente dello spettatore una tempesta di ricordi lasciandogli in bocca un sapore di piacevole nostalgia.

‘Fear street’, non è un semplice slasher movie suddiviso in tre parti, ma un’evoluzione dei vari film del genere (‘Scream’, ‘Venerdì 13’) con un pizzico di atmosfere alla ‘Stranger Things’, che porta lo spettatore ad affrontare tematiche realmente accadute e quindi più terrificanti, come la caccia alle streghe.

Ovviamente non può essere tutto oro quello che luccica. La mia non è una lode alla perfezione ma è più una sorpresa alla prevista ma fortunatamente mancata, delusione.

Suddividere il progetto in tre parti ha permesso al regista di esporre meglio la storia principale senza risultare ripetitivo; tuttavia, ogni singola parte presenta dei tempi morti che appesantiscono il complesso. Non abbastanza da renderlo meno godibile.

Accolto dalla critica con recensioni generalmente favorevoli e un punteggio medio che sfiora il novanta per cento (Rotten Tomatoes), Fear Street è un ottimo modo per trascorrere i 72 giorni che ci separano da Halloween.

Le curiosità

Heather Watkins, la vittima del centro commerciale, è interpretata da Maya Hawke. Figlia di Uma Thurman e Ethan Hawke, veste i panni di Robin Buckley dalla terza stagione di ‘Stranger Things’.

Durante le riprese il set ha ospitato lo scrittore Robert L. Stine.

L’omicidio al centro commerciale riproduce alla perfezione (movenze del killer e angolazione della telecamera) quello di apertura di ‘Scream’.

Ziggy Berman, una delle protagoniste della parte due di ‘Fear Street’, è interpretata da Sadie Sink, famosa per il ruolo di Max dalla seconda stagione di ‘Stranger Things’.

La parte due della trilogia viene girata per ultimo rispetto alla parte uno e tre.

La regista Leigh Janiak è sposata con il co-creatore di ‘Stranger Things’, Ross Duffer.

La trilogia è disseminata di riferimenti che riguardano i libri che compongono la raccolta di ‘Fear Street’.

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