C’è la neve, in questa triste storia di sport. Quel giorno in cui Johann Trollmann, appena otto anni, entra per la prima volta nella palestra di pugilato nel centro di Hannover nevica. Mentre varca quella porta, il ragazzino non immagina che da lì a pochi anni diventerà il re del ring, campione di pugilato della Germania nazista nella categoria pesi medi. Non è questa una storia a lieto fine, perché Johann non è un tedesco qualsiasi: è nato in Germania, sì, ma ha origini sinti. Uno zingaro, insomma. Impensabile dunque che il paese si faccia rappresentare da uno così. Il resto della vicenda è facile da immaginare, purtroppo. Un secolo dopo, la figura di Johann lo zingaro, Gipsy come era chiamato sul ring, rivive a teatro grazie a Michele Vargiu, attore sassarese che da diversi mesi gira l’Italia con il suo “Der Boxer, ballata per Johann Trollmann“. Pochi giorni fa lo spettacolo è arrivato anche a Cagliari, al Teatro Massimo, per la “Biennale del teatro di produzione in Sardegna” organizzata da Sardegna Teatro.
‘Rivive’ è la parola giusta: Vargiu racconta la storia come un intenso monologo che inizia proprio con la neve, la mattina in cui il giovane entra nella palestra e si innamora della boxe. Nel mentre accompagna il racconto con salti, passi veloci e movimenti che che ci fanno immergere nel ring, dentro stadi affollati e fumosi, con il pubblico in delirio per lo zingaro, ci fanno sentire gli sguardi severi dei nazisti, la paura della persecuzione, lo spettro dei campi di concentramento e sterminio. Un lavoro importante, prezioso quello di Michele Vargiu, perché racconta con passione una vicenda personale che diventa vicenda di un paese intero, di un continente in preda alla follia. Al monologo magistralmente interpretato dall’attore si accompagnano le musiche di Elva Lutza, duo sassarese con Gianluca Dessì alla chitarra e Nico Casu alla tromba.










