Dopo Fossora del 2022 (indovinate dove già recensito, ops qua su Nemesis Magazine) l’artista islandese più famosa nel mondo da ormai trent’anni a questa parte (e la vedo dura a spodestarla dal trono) torna con un singolo che abbandona le incredibili sovrastrutture con cui aveva costruito un quella che era propriamente un’opera gigantesca e non totalmente compresa dal pubblico come Fossora e, insieme a quel portento di Rosalía, artista spagnola che in meno di sei anni si è imposta tra le regine del pop mondiale.
Ma Bjork può e deve osare ed anche, se serve, tornare ad una forma canzone più fresca, diretta, da classifica, come lei benissimo sa fare, soprattutto poi se riesce ad affidarsi ad una produzione come quella di Sega Bodega (Caroline Polacheck, slowtai).
Ah, dimenticavo, i Salmoni: ecco qua, https://www.bjork.com/aegis

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