Inizia oggi a Cagliari, in via Marche 9 alle 18, la rassegna cinematografica organizzata da Antispecismo Cagliari, gruppo dedito all’informazione sul benessere animale e alla diffusione di un pensiero pacifico, intersezionale e antifascista. La sensibilizzazione sui diritti degli animali attraverso il cinema è solo uno dei modi il cui il gruppo agisce. Si affiancano anche seminari nelle scuole, sit in e altre forme di lecita protesta pubblica con il fine di portare all’attenzione della collettività che esiste anche un altro modo di vivere.
La rassegna si compone di cinque appuntamenti. In programma per stasera c’è “Mangiare fino all’estinzione”, documentario che raccoglie le testimonianze delle popolazioni indigene affamate dalla espansione economica globale ma anche di scienziati di spicco. Il messaggio ultimo è quello con cui si scontra la generazione attuale: il collasso ecologico.
Nei prossimi incontri, di cui a breve verranno comunicate le date, saranno proiettati altri film che mostrano come politiche ambientali scellerate, sfruttamento, abuso di plastica e totale incuria delle altre forme di vita che abitano il pianeta portino a una generale sconfitta dell’essere umano.
“Cowspiracy” sarà il secondo film che Antispecismo Cagliari propone ed è uno sguardo impietoso sull’impatto che l’agricoltura animale esercita sull’ambiente tra deforestazione, cambiamento climatico e ingente spreco d’acqua. Parte importante del documentario è anche l’analisi critica nei confronti di associazioni ambientaliste che non si muovono contro l’industria animale, ignorando completamente il tema della riduzione dei consumi di carne e dei suoi derivati. Tra queste Greenpeace, Sierra Club, Surfrider Foundation, Rainforest Action Network e Oceana.
Il terzo film della nostra rassegna sarà “Seaspiracy”, dagli stessi produttori del documentario precedente, tratta del massacro di balene, squali, delfini e tartarughe marine. Nei rapporti sull’inquinamento degli oceani a causa delle microplastiche non vengono menzionati spesso il problema più ampio dei rifiuti di plastica provenienti dagli attrezzi da pesca, e la devastazione dello scarto del pescato. L’interruzione del consumo di pesce è la soluzione al collasso degli stock ittici e allo sfruttamento umano dei lavoratori, in un’ottica di coerenza e intersezionalità delle battaglie per i diritti.
A Maggio sarà la volta di “Earthlings”, un documentario di forte impronta antispecista che, tramite telecamere nascoste, e materiale inedito, illustra le pratiche giornaliere delle più grandi industrie mondiali e in particolare gli usi che gli esseri umani fanno degli animali, cibandosene, ricavandone materiali per produrre vestiario e altro, usandoli come intrattenimento o compagnia, sfruttandoli per la sperimentazione scientifica. Il film, inoltre, traccia un parallelo tra lo specismo e il razzismo, il sessismo.
L’ultimo documentario della rassegna sarà “Dominion” che svela il lato oscuro della moderna agricoltura animale, mettendo in discussione la moralità e la validità del predominio dell’uomo sul regno animale. Pur concentrandosi principalmente sugli animali utilizzati per l’alimentazione, il film esplora anche altri modi in cui gli animali vengono sfruttati e abusati dall’uomo, tra cui l’abbigliamento, l’intrattenimento e la ricerca.
La rassegna è un’occasione per acquisire consapevolezza non solo sui limiti dell’informazione generalista in merito alle questioni inerenti i diritti degli animali ma anche, in concreto, su cosa il singolo possa fare per rendere il pianeta un posto più accogliente per tutte le specie viventi. Un modo insomma per assumersi delle responsabilità e capire che anche le scelte personali contano e il potere educativo dell’idee è enorme.










