Dopo la terribile alluvione dello scorso novembre Bitti, paese nel cuore della Barbagia, ha assistito a una corsa alla solidarietà con aiuti arrivati da tutta l’isola. Aiuti che il Comune non ha dimenticato: per ringraziare tutti i sardi che hanno contribuito a sostenere la comunità, ora il paese ha deciso di sdebitarsi riaprendo le porte della cultura.
A partire dal 3 giugno e per tutto il mese è possibile visitare gratuitamente gli spazi culturali, dal villaggio nuragico di Romanzesu al parco all’aperto dei dinosauri BittiRex, passando per il museo della civiltà pastorale e contadina a quello multimediale del canto a tenore.

L’amministrazione del comune barbaricino ha lanciato la campagna #bittiriparte pensata come segno di riconoscenza per i tanti aiuti ricevuti a seguito dell’alluvione di sei mesi fa: allora il paese fu travolto dal fango, con danni per milioni di euro, tantissime persone evacuate, edifici e attività danneggiate.

Secondo la tradizione locale vi è un gesto di riconoscenza nei confronti di chi ha prestato aiuto, chiamato “sa torradura”, un modo per ringraziare e ripagare un amico, un parente o un vicino di casa per un dono o un aiuto ricevuto. Così la comunità di Bitti intende sdebitarsi con la macchina della solidarietà che si è attivata quando, nonostante l’emergenza sanitaria, enti nazionali e regionali sono accorsi in aiuto della popolazione con uomini e mezzi e lo stesso hanno fatto migliaia di persone che hanno portato aiuti, donazioni economiche o di beni di prima necessità.
Condividere la storia, le tradizioni, l’archeologia e gli spazi culturali della comunità di Bitti diventa un modo per provare a dire grazie a tutti coloro che in un grande momento di difficoltà hanno contribuito a far rialzare il paese.
Un’iniziativa che è stata un successo sin dal primo giorno, quando oltre cinquecento turisti non solo sardi hanno affollato gli spazi culturali e i siti archeologici del centro barbaricino.










