Finalmente gli ingranaggi che muovono la macchina del cinema hanno ripreso a funzionare rilasciando di tanto in tanto pellicole che si pensava fossero andate perdute. ‘Antlers’, la cui produzione fu annunciata a luglio del 2018 dal regista scelto Scott Cooper (‘Crazy heart’ del 2009), vede la luce a fine 2019 ma, a causa della pandemia, non viene trasmesso prima dell’ottobre 2021.
Tratto dal racconto breve di Nick Antosca (famoso per la creazione della serie rivelazione ‘Al nuovo gusto di ciliegia’) ‘The quiet boy’ (pubblicato nel 2019) e con la produzione di Guillermo del Toro, ‘Antlers’ ha tutte le carte in regola per regalare allo spettatore 99 minuti di atmosfere disturbate da un profondo senso di cupo terrore.
La trama

Cispus Falls, piccola cittadina dell’Oregon centrale, è come un animale ammalato di cancro allo stadio finale (quarto stadio). Dopo anni di sfruttamento ai danni della natura circostante, e dopo la chiusura delle miniere, principale fonte di sostentamento della maggior parte della popolazione, il piccolo centro collassa repentinamente.
La povertà dilagante spinge i più bisognosi a cercare altre forme di sostentamento. È il caso di Frank Weaver (Scott Haze) che produce metanfetamine nel cuore di una miniera abbandonata per poter mantenere i due figli Lucas e Aiden.
La pellicola inizia con un’introduzione in un dialetto originale di un indiano d’America: “La madre terra è stata depredata, privata della sua linfa vitale. Una profanazione che ha risvegliato lo Spirito Maligno. Cerca ora gli smarriti i fragili e i depravati… prega che non desideri te”.
È proprio nel cuore della terra che la natura risveglia una creatura mitologica, tipica della tradizione nativo americana, il Wendigo: Demone antropomorfo (metà uomo e metà cervo) che si ciba di carne umana.
Durante una colluttazione, nelle viscere della terra, Il demone infetta Frank che riesce comunque a scappare con suo figlio Lucas. Una volta a casa si accorge che qualcosa sta mutando all’interno del proprio corpo e decide di rinchiudersi in soffitta.
Ora Lucas è solo e dovrà provvedere a procacciare il cibo per la propria famiglia custodendo dentro di sé l’orribile segreto che sta letteralmente divorando il padre.
Considerazioni finali

La trama viene arricchita con una storia parallela che riguarda il passato di due fratelli, Julia e Paul Meadows (Keri Russell e Jesse Plemons). Con un passato di abusi da parte del padre alcolizzato, si ritrovano ormai adulti ad affrontare la morte in tutte le sue forme.
La perfetta simbiosi che intercorre tra la fotografia, le musiche e la sceneggiatura fa di ‘Antlers’ un film dall’horror intenso e cupo. La location, ripresa con particolari filtri, trasmette da subito una sensazione sgradevole che trasuda malattia e morte.
La scena è incentrata principalmente sul piccolo Lucas, interpretato dal piccolo Jeremy T. Thomas (‘Lore’, serie tv del 2017) che si guadagna a pieni voti il ruolo da protagonista, trasmettendo angoscia e desolazione dal primo minuto in cui compare sullo schermo.
Purtroppo, il ruolo dei personaggi secondari non è ben strutturato. È un peccato non approfittare del talento di attori del calibro della Russell (‘Felicity’, 1998) e di Jesse Plemons (‘Breaking Bad’, 2011 e ‘Fargo’, 2011).
L’opera è la dimostrazione che i mostri possono avere tante facce, molto spesso quelle di fantasia fanno meno paure di quelle reali.

Premiato nell’ottobre scorso al Beyond fest a Los Angeles, ‘Antlers’ ha diviso la critica che lo punisce per il potenziale inespresso ma lo premia per le atmosfere che scavano nel profondo dell’anima.










