“Ring”, l’ultima produzione di Akroama andata in scena per la prima volta il 30 maggio al Teatro delle Saline di Cagliari, potrebbe essere un dramma. Potrebbe essere un ritratto impietoso dei rapporti coniugali, una fotografia inquietante dell’incomunicabilità del mondo contemporaneo.
Potrebbe. Potrebbe perché invece tutta la storia si muove su un registro ironico, perfettamente equilibrato tra parola e gesto che Tiziana Martucci e Nunzio Caponi controllano con grande naturalezza. Il pubblico viene invitato in modo colloquiale a fornire opinioni sulle questioni proposte e sugli alterchi, può addirittura manifestare la sua partecipazione sventolando fazzoletti colorati a seconda di quale personaggio li convinca di più nelle arringhe in soliloquio.
Lo spettacolo è sagace e divertente già dal titolo, “Ring”, e si svolge proprio su un ring il “duello” tra i due attori, a simulare un combattimento rapido e implacabile, sottolineato da brandelli di radiocronaca sportiva.
I colpi bassi non mancano su questo ring, e ciò che emerge alla fine è forse davvero un senso di frustrazione per la mancata capacità di comunicare, di venirsi incontro, di desiderare in modo condiviso. C’è però questo elemento irriverente, questo guizzo parodico delle litigate tra innamorati, delle riconciliazioni, degli sbuffi e del non detto che innesca una risata, forse un po’ amara, nello spettatore, ma pur sempre una risata.

Le battute scivolano veloci come mosse di un combattimento serrato, accompagnate da una straniante colonna sonora, e vanno talvolta a tramutarsi in sguardi, smorfie, sottesi. Lasciamo la sala così, consci che anche noi almeno qualche volta siamo rientrati in queste dinamiche di dialogo/scontro, memori delle asprezze e dei riavvicinamenti. Un senso di universalità pervade il testo e inevitabilmente il pubblico, al di là delle esplicite richieste a esprimere opinioni in alcuni momenti, è coinvolto irrimediabilmente.
Piccole e grandi verità spicciole, che ci riguardano tutti, vengono rivelate dalla finzione teatrale, sposando lo spirito shakespeariano della maschera teatrale dispensatrice di verità oggettive. Miserie, sotterfugi, pensieri e atteggiamenti di fastidio mal celati ci portano tutti sullo stesso piano, o, se preferiamo, ci costringono a guardarci come in uno specchio.
Leggero, un peso piuma, per restare nel gergo della boxe, “Ring” porta la firma di Elisabetta Podda, volto noto a chiunque ami e frequenti il teatro che con questo testo tragicomico conferma il suo talento nell’intercettare i malumori del mondo e tradurli in un lavoro brillante.
Lo spettacolo si inserisce nella rassegna “1 €uro festival”, rassegna di teatro contemporaneo curata da Akròama con la direzione artistica di Lelio Lecis ospitata al teatro cagliaritano fino al 10 giugno.
(Le foto sono di Francesca Mu)









