Si è parlato di innovazione, ma soprattutto dell’approccio più corretto per costruire un mondo a misura di nuove sfide e necessità mercoledì e giovedì scorsi a Cagliari nel convegno dal titolo “Consapevolezza è Libertà”. All’iniziativa della società di consulenza Kitzanos, realizzata con la direzione scientifica del filosofo, fisico ed epistemologo Silvano Tagliagambe, ha ragionato “tra razionalità e scatti di immaginazione” sul futuro, per non rincorrerlo e subirlo ma anticiparlo e plasmarlo, un prestigioso gruppo di relatori, accademici, scienziati e giornalisti, tra i quali Roberto Battiston.
Il fisico ed ex presidente dell’ASI, l’Agenzia Spaziale Italiana, è intervenuto sulla scia del suo libro “L’alfabeto della natura. La lezione della scienza per interpretare la realtà”. “Possiamo ingannare, possiamo essere ingannati, possiamo ingannarci. A livello individuale. A livello di interi Paesi. A livello planetario – scrive Battiston nel volume uscito lo scorso anno per Rizzoli – Ma una cosa dovremmo averla imparata in questi pochi secoli che ci separano da Galileo e dalla rivoluzione copernicana, da Newton e Darwin, da Einstein e Schrödinger: la natura non può essere imbrogliata, perché procede secondo leggi fondamentali, assolute e inconfutabili, su cui non possiamo intervenire”.
Alla platea riunita nella sala conferenze della Fondazione di Sardegna ha spiegato: “La natura segue le sue leggi non solo quando ci interessa o le dedichiamo una qualche attenzione. La totalità dei fenomeni che ci circondano si sviluppa secondo queste leggi, che le si conosca o meno. Ma allora, perché spesso i nostri ragionamenti non le considerano? E ancora, come mai è così facile per chi ha ruoli di potere o specifici interessi imbrogliare le carte? Come mai i singoli cittadini preferiscono, in innumerevoli casi, attingere a pseudoconoscenze e fake news piuttosto che a evidenze sperimentali? E, soprattutto, cosa possiamo fare per orientarci su alcuni grandi temi che entrano a gamba tesa nella nostra esistenza quotidiana, e che richiedono decisioni collettive, non riservate solamente agli esperti?”.
E sul futuro che ci attende ha dichiarato: “Il XXI secolo è un secolo di grandi opportunità ma anche di sfide globali come le pandemie, cambiamenti climatici, l’avvento di nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale o le biotecnologie: come le cose si svilupperanno dipenderà molto da come riusciremo a rispondere a queste domande”.
E, a a proposito di intelligenza artificale, a margine della due giorni cagliaritana, ha sottolineato che inserire regole etiche e comportamentali condivise sulle applicazione di Intelligenza Artificiale “semplici e fondamentali regole, è un’urgenza assoluta per non correre il rischio che tali tecnologie possano essere utili per motivi non etici”. E per questa urgenza, per non essere travolti da una transizione così veloce, da una rivoluzione rapidissima “abbiamo bisogno di un nuovo umanesimo, di informazioni di carattere filosofico ed etico” per disegnare i confini dell’uso di tecnologie così intelligenti e sofisticate.










