Con la stand up history “Villa Clara, memorie da un manicomio” si è concluso a Cagliari il progetto omonimo realizzato da Trip Sardinia con la collaborazione di Nemesis Magazine e Terra Atra: tre appuntamenti, dal 20 settembre al 5 dicembre, dedicati a uno dei luoghi storici della città, l’ospedale psichiatrico di Villa Clara sorto ai primi del Novecento in applicazione della Legge 36/1904 “Disposizioni sui manicomi e sugli alienati” che relegava in uno spazio chiuso qualsiasi persona sofferente di mente. Il manicomio cagliaritano era concepito come un villaggio con padiglioni separati per uomini e donne e sezioni in base al livello di patologie, e per quanto aprisse una stagione nuova nel trattamento della sofferenza mentale la concezione era sempre quella del contenimento e della segregazione. Villa Clara, che in quasi un secolo di vita ospitò circa 16 mila reclusi (tra questi anche persone senza dimora, alcolizzati, prostitute, bambini senza famiglia) chiuse nel 1996 grazie alla Legge cosiddetta Basaglia approvata per ripensare la salute mentale e l’inserimento delle persone sofferenti nella società.
Oggi quel luogo è stato riqualificato e ospita la Cittadella della salute circondata da giardini e spazi verdi, ma un tempo è stato spazio di dolore, sofferenza ed emarginazione: per far rivivere le voci dei tanti reclusi di Villa Clara è nato il progetto di Trip Sardinia e Nemesis Magazine realizzato anche grazie al contributo del Comune di Cagliari con l’obiettivo di affidarne la memoria alla comunità perché continui a conservarla, perseguendo un futuro di sempre maggior rispetto e inclusione nei confronti di chi soffre di patologie psichiatriche.
Il primo appuntamento del 20 settembre (replicato due settimane dopo vista la grande richiesta di partecipazione) è stata la visita guidata negli spazi di Villa Clara condotta da Claudia Caredda, guida turistica e divulgatrice, e conclusa con la lettura da parte di Rita Atzeri di un ricordo scritto dalla psichiatra Nereide Rudas proprio su un episodio accaduto nel manicomio; secondo step del progetto il podcast tratto dal libro “Lista d’attesa” (Demos edizioni, 1996) del giornalista Giorgio Pisano pubblicato il 20 ottobre, che nella fine degli anni Settanta realizzò un reportage per il quotidiano L’Unione Sarda insieme al fotoreporter Josto Manca portando la stampa per la prima volta dentro le mura dell’ospedale psichiatrico, 13 episodi con le letture di Giuseppe Boy che raccontano alcune delle storie narrate da Pisano.
La stand up history andata in scena giovedì a Su Tzirculu, con la narrazione di Claudia Caredda che partendo dal Medioevo ha ricostruito la visione della malattia mentale nei secoli fino ad arrivare alla chiusura di Villa Clara, le letture di Michela Atzeni e le musiche di Giacomo Pisano, ha dato voce a storie e racconti con citazioni dalla Bibbia, dal filosofo Hegel, dalla poetessa Alda Merini e da un brano da “Lista d’attesa” di Pisano. Un ricordo collettivo di un capitolo doloroso della città del sole, troppo a lungo taciuto e ignorato per non turbare gli animi ma che, doveroso, doveva invece far sentire la sua voce per ridare dignità a tutte quelle persone a cui è stata sottratta.










