Geniale ed eccentrico, Paul Taylor, scomparso nell’agosto del 2018, è stato uno dei grandi maestri della coreografia della seconda metà del Novecento. Non è scomparsa invece la sua danza, ancora oggi applaudita nei teatri di tutto il mondo. Energica, muscolare, dal flusso senza tregua, ha connotato lavori fedeli al modernismo inteso come forma realmente innovativa. La stagione coreutica del Cedac, annunciata dall’anteprima di “Sabir-viaggio nel Mediterraneo” della Muvla Sungani Physical Dance, salpa ora ufficialmente con l’American Dance Company di Paul Taylor. Composta da sedici danzatori, diretta da Michael Novack, è attesa nell’Isola il 26 alle ore 21 al Teatro Comunale di Sassari e il 27 e 28 al Teatro Massimo di Cagliari alle 20.30 e 19, con un programma ben calibrato tra passato e presente che in apertura offre un titolo d’annata: “Airs”, datato 1978.
Uno dei pezzi storici creati dal coreografo modernista di seconda generazione, quella di Merce Cunningham, José Limòn, Alwin Nikolais, che nella sua lunga e luminosa carriera fu magistrale danzatore per Marta Graham, pregevole interprete nel balletto “Episodes” del sommo maestro del neoclassico George Balanchine (ideato proprio con Graham),e punto di riferimento per legioni di danzatori e coreografi, compresa Pina Bausch che, anche con Taylor, “pittore della danza” come veniva definito, approfondi i propri studi durante gli anni trascorsi negli Stati Uniti. Della durata di 25 minuti, “Airs” è una coreografia complessa, fluida, lirica, abitata da movimenti limpidi e gioiosi, dove tra momenti corali, soli, duetti, avvolti dalle musiche di Haendel, affiorano gli amori classici: jetés, épaulements, sautés, ne fanno un pezzo più vicino al balletto che alla modern dance.
“Somewhere in the Middle” del 2022, porta invece la firma di Amy Hall Garner, ed esprime in ventidue minuti la felicità per il ballo, manifestata qui attraverso il jazz di nomi leggendari come Duke Ellington, Count Basie, Sarah Vaughan, Bill Evans. Docente alla New York University, la danzatrice e coreografa dell’Alabama ha realizzato opere per il New York City Ballet, l’American Dance Theatre di Alvin Ailey e molte altre compagnie, per il cinema e per icone del pop internazionale, firmando, ad esempio, le coreografie aggiuntive del tour mondiale “The Mrs. Carter Show” di Beyoncé, di cui è stata personal coach.

“Promethean Fire” chiude il trittico. Pensato dopo l’attacco dell’11 settembre alle Torri Gemelle, il lavoro, anche questo come il primo di venticinque minuti, non è ispirato per quanto si potrebbe pensare, all’immane tragedia di 23 anni fa (pur non mancando i richiami alla distruzione e alla rinascita), ma al forte amore del coreografo della Pennsylvania per la musica di Bach di cui si ascoltano la Toccata e Fuga in Re minore, il Preludio in Mi bemolle minore e il Corale-Preludio BWV 680. Pure in questo caso, occhi e orecchi sono soddisfatti.
Nella foto in anteprima, “Airs”
GUARDA IL TEASER










