Dopo le giornate di Cagliari, con appuntamenti svoltisi dal 9 al 14 novembre, il FestivalScienza (organizzato dall’associazione ScienzaSocietàScienza) si è spostato in altre zone dell’isola con eventi a Nuoro (13, 14 e 15 novembre), Oristano (15, 16) e Siniscola (17, 18).
La tappa nel capoluogo baroniese, ospitata per la quinta volta dai docenti e dai ragazzi del comprensivo Antonio Gramsci e dell’istituto di istruzione superiore Michelangelo Pira, è stata aperta dalla conferenza inaugurale di giovedì pomeriggio nell’aula magna della struttura scolastica cittadina di via Silvio Pellico.
A introdurre i lavori la relazione di Luca Fiorani, docente alla Lumsa e alla Sophia nonché coordinatore dell’iniziativa interdisciplinare EcoOne. Dopo i saluti della dirigente scolastica del Gramsci Antonella Piredda, l’introduzione della docente Samantha Brau e l’intervento in videoconferenza di Davide Peddis, professore di chimica all’Università di Genova e neo presidente dell’associazione ScienzaSocietàScienza, il ricercatore e autore del libro “Happy Planet, guida ai grandi temi dell’ambiente” ha dato il proprio contributo divulgativo partendo dalla saggezza di Nonna Papera per arrivare a Zio Paperone e all’ossessione occidentale per il Pil.
Scelta narrativa coerente e di sicura presa per i ragazzi presenti in sala, con la nonnina dei fumetti Disney che, trovandosi in un altro mondo, rimprovera gli extraterrestri dicendo loro “sarà anche avanzato tecnologicamente ma è avanzato poco del pianeta stesso!”. E, spiegando il concetto di ecosistema: “Non potete sfruttarlo senza compensare. Se cogliete un frutto dovete piantare semi”.
Il tutto per ribadire un passaggio fondamentale, ossia che “non abbiamo un secondo pianeta a disposizione”, come ribadito da Fiorani. E che per questo, dato che il nostro “è malato”, occorre il “contributo diagnostico della scienza”. Una scienza che – è stato ripetuto più volte durante l’iniziativa – “è comunità, è condivisione, è controllo reciproco attraverso il meccanismo della peer review”. Queste le parole di Fiorani: “Se io sono diventato scienziato, è perché ho visto tanti scienziati prima di me”.
Un esplicito ribattere a quanti, nella comunicazione odierna, scienziati non sono e che, con le loro affermazioni messe alla pari di quelle degli studiosi, quel contributo diagnostico non danno. “Guardate qua – indicando un grafico inerente a un arco temporale di 65 milioni di anni -: in quelle fasi storiche la temperatura del pianeta è stata più alta di adesso. Ecco che arriva chi si chiede dove sta il problema. Il problema sta nel fatto che noi 65 milioni di anni fa non c’eravamo, ma se non facciamo nulla contro l’innalzamento delle temperature provocato dall’azione dell’uomo, nel giro di 300 anni ritorniamo a quei livelli”. Ancora: “Un aumento dell’1,2 globale equivale al 2,3 in Germania. Questo significa che in quel paese nel 2100 avremo +4,6 gradi se non invertiamo la rotta”. Citati lo scioglimento dei ghiacciai, l’innalzamento dei mari, i fenomeni meteorologici estremi che colpiscono anche i paesi che non emettono gas serra, come quelli poveri. Il timore è quello di raggiungere “il punto di rottura, il punto di non ritorno”: “Non aumenterà solo il livello del mare ma aumenterà la velocità con cui aumenta tale livello”.

La conferenza è stata anche un’occasione per parlare dell’inquinamento e dei 9 milioni di morti annui per via delle particelle nei polmoni, della quantità di plastica prodotta che nel 2050 supererà la quantità di pesce nei nostri mari, della crisi delle biodiversità e delle specie a rischio. Ma anche delle parole di Papa Francesco contro un “modello vorace, orientato al profitto, con un orizzonte limitato e basato sull’illusione della crescita economica illimitata”.
Fiorani ha quindi criticato il culto del Pil e le politiche dei nostri governi (“ragioniamo come Zio Paperone”) e proposto il paradigma della sostenibilità relazionale a prescindere da quell’indicatore economico e con l’obiettivo delle relazioni costruttive e dell’ecologia integrale. “Inizialmente – ha concluso – l’atmosfera era irrespirabile. Poi, da oltre due miliardi di anni fa, l’aria si è arricchita di ossigeno grazie al contributo dei cianobatteri. E se loro hanno fatto questo immaginiamoci cosa potremo fare noi per salvare il pianeta”.
Prossime tappe del FestivalScienza dal 20 al 22 nel Sarcidano – Trexenta e, dall’ultimo del mese fino al 2 dicembre, a Iglesias.


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