Una trasformazione radicale della società attraverso percorsi di educazione, consapevolezza, autodeterminazione, con meno slogan securitari e più attenzione alla reale, libera affermazione delle donne: questi alcuni dei punti con cui l’associazione Non Una di Meno invita donne e uomini a scendere in piazza sabato per la Giornata internazionale contro la violenza di genere, a pochi giorni dal femminicidio di Giulia Cecchettin, l’82esimo in Italia dall’inizio dell’anno.
La sezione cagliaritana di NUDM ha organizzato la manifestazione anche a Cagliari: appuntamento è alle 16 in piazza Costituzione, davanti al Bastione di Saint Remy: sono invitate tutte le persone, collettive, gruppi, assemblee che vogliano esprimere e condividere la lotta contro la violenza patriarcale. Noi di Nemesis Magazine abbiamo aderito e sabato saremo in piazza per chiedere ancora una volta impegni seri e precisi sul tema della prevenzione alla violenza di genere.
Di seguito i punti di Non Una di Meno:
• Una trasformazione radicale della società, consapevoli che non saranno pene più severe, militarizzazione e sicurezza ad azzerare la violenza. Anzi siamo sicurə che l’impianto punitivo del sistema sia parte del problema e non la soluzione, che è invece cambiare le fondamenta su cui questo sistema si riproduce
• Scegliere noi chi considerare famiglia e che tipo di relazioni vogliamo avere, liberə da destini biologici e sociali
• Un pieno riconoscimento e implementazione dei percorsi di educazione al consenso, all’affettività, alla sessualità e alle differenze nelle scuole a partire dalla prima infanzia
• Il rifinanziamento dei Centri anti-violenza, presidi fondamentali per il contrasto alla violenza, e l’approccio femminista come criterio fondamentale per l’assegnazione dei bandi, perché la prevenzione e il sostegno all’autodeterminazione nei percorsi di fuoriuscita da una prospettiva transfemminista sono elementi centrali e non sacrificabili
• Il sostegno all’autonomia economica per donne e persone LGBTQIAPK attraverso misure reali di sostegno economico, unite a servizi e welfare adeguati e svincolati dalla famiglia nucleare
• Una sanità pubblica universale e accessibile, la piena tutela del diritto di aborto e nuovi approcci alla medicina di genere, che garantiscano l’accesso alla salute e all’autoaffermazione di tutte le soggettività fuori da percorsi di colpevolizzazione, patologizzazione e psichiatrizzazione dei corpi
• Il cambiamento delle narrazioni e del linguaggio con cui la violenza viene raccontata nei media e nel dibattito pubblico, per uscire dalle logiche di pornografia del dolore e ri-vittimizzazione
• Un permesso di soggiorno slegato da qualsiasi ricatto lavorativo e familiare e leggi che consentano a chi nasce in Italia in famiglie straniere di avere subito il riconoscimento della cittadinanza
• Ribadire il nostro posizionamento anticarcerario, riconoscendo nel carcere una delle peggiori violenze istituzionali
• Un chiaro posizionamento in favore del popolo palestinese e della sua liberazione e una visione antimilitarista che ci permetta di evidenziare come i conflitti armati siano l’espressione più terribile della violenza patriarcale
• La liberazione e il desiderio, come unici orizzonti rivoluzionari per i nostri corpi, le nostre esistenze e le nostre collettività.











