
Non passa inosservato. Sta in una delle posizioni di maggior passaggio nel centro di Cagliari, nella via Pasquale Stanislao Mancini che corre parallela a via Dante nel tratto interessato dai lavori per la metropolitana. È il murale terminato da pochi giorni, a firma di Mauro Patta, artista originario di Atzara, paese in provincia di Nuoro, con studi in Belle Arti a Firenze, un’esperienza di quattro anni come pittore di porcellana alla Gucci-Richard Ginori di Sesto Fiorentino, terminata nel 2019 quando decide di dedicarsi per intero a progetti personali di pittura, muralismo e grafica.
L’opera raffigura alcuni lavori artigiani che caratterizzano la Sardegna: il lavoro del legno e dei metalli, la tessitura, con i suoi motivi naturalistici e geometrici e i suoi colori. Fa parte del progetto dal titolo “Il nostro orgoglio”, iniziativa di Ichnusa: l’azienda che produce la birra sarda per antonomasia sta realizzando nell’isola dei murales sui temi del territorio e del lavoro artigianale in Sardegna. Allo stesso tempo, è il quarto di 100 muri 100 murales, progetto dell’associazione Farmacia Politica. Nell’opera compaiono i loghi dei due progetti e di Ichnusa.
Prendendo spunto da un post sul suo profilo Facebook della storica dell’arte Ivana Salis, presidente dell’associazione Asteras e curatrice del recente progetto di arte urbana Generazioni Metropolitane a proposito del muro di via Mancini, abbiamo rivolto sia a lei, sia all’autore la medesima domanda: “Quest’opera è un intervento di arte urbana oppure una pubblicità del prodotto dell’azienda sponsor?”.

“Analizzata nella sua composizione visiva, risulta essere una pubblicità dipinta su muro – risponde Ivana Salis – Riporta nel settore superiore il logo e lo slogan del marchio della nota birra sarda, sponsor del progetto. Inoltre lo slogan, intestazione dello stesso sito web dell’azienda, è riportato anche nel settore inferiore del murale. Gli interventi di arte urbana si distinguono dalle operazioni pubblicitarie per una serie di caratteristiche che il progetto in cui è inserita questa pittura murale non ha: fanno parte di piani ideati in una porzione territoriale definita e circoscritta con elementi che la connotano e contraddistinguono, nella maggior parte dei casi si parla di aree marginali e/o periferiche. Sono luoghi in cui l’arte, pubblica nel suo insistere su strada pubblica, a prescindere dalla natura della committenza, modifica percezioni visive e veicola contenuti di carattere critico, libera da imposizioni dello sponsor, che si limita ad essere presente nella comunicazione relativa al progetto che sponsorizza o su una targa che viene apposta in posizione marginale e defilata rispetto alla totalità dell’opera. Ricordo solamente che a Milano in Corso Garibaldi i muri si dipingono per fare pubblicità, dichiarandolo e pagando le dovute concessioni. Qui, a quanto pare, le idee sono confuse”.

“Si tratta di arte urbana e l’azienda sta facendo un’operazione non pubblicitaria – spiega Mauro Patta – Nei murales non viene rappresentato un prodotto, la birra, mentre nei lavori realizzati a Milano da Gucci c’è sempre la rappresentazione del prodotto: un orologio, un profumo. Nel progetto di Ichnusa ho avuto la totale libertà di interpretazione di un tema che si sposa perfettamente con la mia poetica. Il fatto che una multinazionale realizzi un intervento che non ha ancora deciso di fare il Comune e spenda tanti soldi per arte in una città è un fatto solo positivo. Se ha patrocinato l’opera, è giusto che ci sia anche il logo Ichnusa. Sono molto contento per aver riportato l’arte proprio accanto al muro dove è stata cancellata l’opera di Pinuccio Sciola – N.D.R. è il murales ‘Tre Pietre’, cancellato nel 2013 a seguito del rifacimento dell’edificio – e perché Ichnusa sta realizzando in Sardegna opere sulla nostra identità e tradizione, senza cercare di parlare del suo prodotto. Se rappresenti una bella bottiglia di birra è un discorso, se stai parlando di identità e tradizione è un altro. Sono due cose ben diverse. Ma se anche fosse così, non vedo dov’è il problema, perché stai colorando un palazzo che prima era terribile e grigio”.
L’annoso dibattito che vede la street art a volte raccontata come vandalismo e altre come riappropriazione e valorizzazione di aree trascurate sembra qui spostarsi su un altro piano. La domanda dunque resta aperta: strategie di marketing o contributo all’arte di strada?
Nell’immagine in evidenza il murales di Mauro Patta a Cagliari in via Pasquale Stanislao Mancini










