La sera del 24 agosto Sassari ha ospitato uno dei più importanti e attesi eventi musicali della stagione estiva. Allo stadio “Vanni Sanna”, davanti a circa 4000 spettatori, la band dei Placebo ha suonato per l’ultima data italiana del tour europeo. Il concerto, organizzato da Insula Events, non ha disatteso le aspettative dei fans giunti da tutta l’isola e ha permesso alla città dei candelieri di rivivere, finalmente, dopo anni, una notte di festa, musica e magia.

Sono le 20.40 in punto quando la band di Brian Molko e Stefan Olsdal sale sul palco del “Vanni Sanna“, la storica arena dal calcio torresino che ha ospitato, in epoche diverse, le gesta atletiche del titolare, ma anche quelle di Marzio Lepri, Mario Piga e Gianfranco Zola. Lo show è stato anticipato da un messaggio registrato con la voce di Molko che invita gli spettatori a non utilizzare gli smartphone per fare foto e riprese video e a godersi lo spettacolo, perché our time is now. Ad accompagnare i due membri fondatori ci sono la violinista, tastierista e corista Angela Chan dei Mercury Prize, Matt Lunn alla batteria, Nick Gavrilovic chitarre e tastiere e Bill Lloyd al basso.
Si parte con la prima tranche del concerto che da spazio ai pezzi dell’ultimo disco ‘Never let Me Go’ uscito nel 2022. Tolte ‘Scene of The Crime’, ‘Too Many Friends’ da ‘Loud Like Love’ del 2013, e Bionic‘, perla rara e inaspettata estratta dall’omonimo album d’esordio del 1996, il resto è una full immersion nella nuova fatica discografica con ‘Forever Chemicals’, ‘Beautiful James’, ‘Hugz’ e ‘Happy Birthday in the Sky’, l’augurio di compleanno per chi non c’è più, tributo allo Starman David Bowie, amico e ispiratore di Molko e soci, a farla da padrona. Seguono ‘Surrounded by Spies’, l’energica ‘Sad White Reggae’, ‘Went Missing’ e ‘Try Better Next Time’, forse la migliore canzone del disco, che idealmente chiudono la prima parte del concerto.

In platea sembra di assistere a un live di vent’anni fa. Soltanto braccia alzate, battimani, cori e pochi, pochissimi telefonini di alcuni temerari pronti a sfidare la raccomandazione del front man e gli addetti alla sicurezza che intervengono a suon di laser per cercare di farla rispettare. Brian Molko, in total black, capello lungo liscio e baffi un poco alla Zorro un poco alla Johnny Depp, intanto ci tiene a precisare ” We are Placebo and we are a European band” ironizzando sul fatto che alcuni giornali abbiano annunciato il gruppo come una band americana; per il resto concede poco a discorsi e proclami e lascia parlare la musica.
L’indice di gradimento del pubblico si solleva decisamente alle prime note di ‘For What It’s Worth’, successo del 2009, sale ancora di livello con ‘Slave to the Wage’ da ‘Black Market Music’ e tocca l’apice con ‘The Bitter End’, uno dei loro pezzi più popolari. Anche i bis vengono aperti col botto con un’intensa versione di ‘Shout’, capolavoro dei Tears For Fears del 1984, cantata quasi per intero da Stefan, alla quale seguono ‘Fix Yourself‘ e il tributo a Kate Bush con ‘Running Up That Hill (A Deal With God)’ che i Placebo eseguono già da tempi non sospetti, prima che godesse di rinnovata fama con la serie tv ‘Stranger Things’.
Una serata da incorniciare quella di Sassari, con un concerto ad alta tensione emotiva e non affatto scontato. Qualcuno magari si aspettava la presenza in scaletta di brani come ‘Pure Morning’, singolo che li portò alla ribalta nel 1998 o di ‘Jesus’son’, molto popolare nell’isola grazie al videoclip girato fra la spiaggia di Scivu e San Salvatore di Sinis assieme ai Boes del carnevale di Ottana, ma i Placebo hanno preferito non strizzare eccessivamente l’occhio al pubblico, senza tuttavia risparmiarsi e donandosi genuinamente alla platea sarda. Un evento importante anche per la stessa città di Sassari, da troppo tempo orfana di eventi musicali di calibro, che speriamo sia di buon auspicio per un nuovo corso culturale ed artistico che porti in città altri eventi e che quello andato in scena il 2 agosto non sia stato soltanto un momentaneo “effetto placebo” per i mali che attanagliano da anni la vita culturale cittadina, che meriterebbe ben altre manifestazioni e risorse.
@Photo by Alessandro Sanna










