Tre milioni di anni fa comparvero sulla Terra le prime donne e i primi uomini. La storia dell’umanità è perlopiù scritta e insegnata senza dare spazio all’avventura delle donne nel mondo e a quanto hanno inciso nelle società che si sono avvicendate.

Nel libro Storia delle donne, uscito lo scorso 3 marzo per Salani, si racconta l’evoluzione della specie umana, seguendo un doppio binario: quello dei cambiamenti nella cultura, nell’organizzazione sociale, nella gestione del potere, nell’economia e, in parallelo, il ruolo delle donne nelle varie rivoluzioni che innescano l’avvicendarsi delle epoche storiche.
Un compito difficile per le autrici del volume Carolina Capria e Mariella Martucci. Nel libro, illustrato dall’artista colombiana Marìa Toro, le due autrici riescono a fare sintesi sui passaggi cruciali che hanno interessato le donne, sulle figure femminili che hanno lasciato un segno e disegnato la strada nella lotta ad una società inclusiva. “Crescendo (…) abbiamo iniziato a porci delle domande e a cercare delle risposte che potessero soddisfare la nostra voglia di sapere come vivessero le nostre progenitrici, e quale fosse stato il loro contributo all’evoluzione della specie umana”, spiegano le scrittrici e autrici per la TV nell’introduzione del volume. “Abbiamo provato a mettere insieme tutti i pezzi del nostro passato, riconoscendo alle donne meriti e successi che non hanno avuto la giusta considerazione per raccontare una storia corale”.

Non facile anche descrivere la storia dell’umanità in 59 pagine, con rigore e attenzione alle parole chiave che la caratterizzano: le rivoluzioni, da quella agricola a quella industriale, la nascita della scrittura, dei primi Stati, del metodo scientifico, l’età dei primi diritti nel Settecento e Ottocento del secolo scorso, l’affermazione del principio di uguaglianza, nel Novecento. Scorrendo il volume, si arriva ai diritti del Ventunesimo secolo, da quello all’istruzione, alla libertà di amarsi e amare che ha tra i suoi protagonisti la comunità LGBTQ+: un orizzonte più ampio di lotta alle disparità, che comprende il la presenza femminile in politica, nelle istituzioni di governo, il “gender gap” , ovvero la disparità nella retribuzione a parità di lavoro tra uomini e donne, ma anche il ruolo delle donne nello sviluppo sostenibile, nella questione climatica, altri due snodi essenziali e complementari alla costruzione di una società inclusiva, per progettare il domani.
Suddiviso in 13 capitoli, il libro si addentra nel Paleolitico, parla delle prime civiltà in Asia occidentale, in Egitto, in America Centrale e in Cina. La storia dell’Occidente è ripercorsa dalla Grecia all’Impero romano, passando per il Medioevo, l’età moderna e quella dei lumi e delle rivoluzioni, l’Otto – Novecento. “A che punto siamo” è l’ultimo capitolo.

Il libro è costellato di episodi storici che vedono le donne protagoniste e dà spazio ad alcune figure femminili che si sono distinte nelle diverse epoche. Si va dalla protesta femminile contro la Lex Oppia del 215 a.C. che, nella Roma di quei tempi imponeva alle donne di moderare i costumi, al movimento delle Beghine nel dodicesimo secolo in Europa, che fondò comunità di donne autosufficienti dal punto di vista economico. Si parla delle prime due dichiarazioni per i diritti civili della donne: la prima in Francia nel 1781, scritta da Olympe de Gouges; la seconda, in Inghilterra, l’anno dopo, a firma di Mary Wollstonecraft, considerata uno testi primi testi femministi della storia. E ancora, il primo sciopero di sole donne operaie tessili nella storia americana, a Dover, nel New Hampshire nel 1828. Le donne nelle professioni: come la prima medica, l’ateniese Agnodice che, dopo gli studi ad Alessandria d’Egitto, tornò in patria ad esercitare la professione travestendosi da uomo; le artiste come la “Pontificia Pittrice” Lavinia Fontana, in epoca rinascimentale; la statunitense Nellie Bly, l’inventrice del giornalismo sotto copertura, vissuta tra l’Ottocento e il Novecento.
Un libro per bambine e bambini, capace di avvincere i lettori dai 7 ai 99 anni.
Nell’immagine in evidenza una delle illustrazioni del libro, firmate da Marìa Toro










