Non me lo aspettavo assolutamente, in teoria non avrebbe nemmeno un senso se non quello di ritornare alle proprie radici oppure soltanto rendere un omaggio alla loro storia, per velleità o necessità oppure per ricordarci chi erano e chi sono ancora.
Di solito non amo le operazioni nostalgia pur essendo un nostalgico di carattere, prima di tutto deve esserci un valore e poi, magari, anche a ritroso, un motivo.
Quindi, lo ammetto, dopo essermi ben scottato nell’agosto 2019 con l’uscita del per me totalmente inutile “Fear Inoculum”, ascoltato veramente a fatica e riposto immediatamente nel cassetto del dimenticatoio, mi sono ritrovato stupito di veder celebrato il trentennale (ebbene si) di “Opiate” con questa uscita denominata “Opiate2“.
Stupito ma sempre ben incuriosito e, voglio dirlo subito, è stato bellissimo.
Bene, sono circa due settimane che ascolto questa nuova versione e, insieme, l’originale del 1992 e quella datata 1° Marzo 2022 e, credetemi, non posso piu fare a meno di entrambe. Se la prima è sempre la prima, questa volta ci troviamo di fronte ad una versione rinnovata ma fedele all’originale, stesso testo e durata doppia. potrei dire ”Libidine, Doppia Libidine” tradendo anche un passato trash che tutti noi un po’ abbiamo e la verità è questa.
gia da 2:41 si sente il cambio di rotta, dilatando e smembrando la tessitura sonora di quello che era un potente singolo rock ed ora viene trasformato in una suite progressive che ripete potente il Mantra ”Jesus Christ, why don’t you come save my life now?
Open my eyes, blind me with your light now
Jesus Christ, why don’t you come save my life now?
Open my eyes, blind me with your light now”
Per poi ripartire con un impeto che non ricordavo più dai tempi di “Lateralus”.
Ed è cosi che son due settimane che alterno le due versioni con un sorriso innocente che taglia un po’ il mio labbro.
Quasi fossi sotto oppiacei.
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