Dietro ogni piccola associazione che nasce nei nostri paesi c’è un’aspirazione, un cammino costante, spesso discreto come il rivolo silenzioso che scava un solco fino a farsi fiume, trasformando il territorio che lo ha accolto. Quella di Musciuridda è la storia, delicata come una poesia, di una realtà di paese che aspira, ricamo dopo ricamo, dipinto dopo dipinto, orto dopo orto a raccontare, onorare e trasformare il mondo rurale. Le pagine social dell’associazione sono un tripudio di colori, un inno alle “arti delle piccole cose”, spazi per predisporre i cuori alla bellezza. Con Sabina Scattu, presidente dell’associazione di promozione sociale Musciuridda che ha sede a Capoterra, abbiamo parlato di beni culturali, dell’importanza di riunirsi e fare insieme e di solidarietà intergenerazionale.
Le “arti delle piccole cose” sono quelle che colorano le vostre giornate; quali sono le ragioni dietro la scelta, ad esempio, di uncinetto creativo e ricamo e pittura botanici? Ci vuoi parlare di un’iniziativa in particolare tra quelle che portate avanti?
Musciuridda – Telaio a Cielo Aperto racconta la storia di chi con le sue mani ha creato e ha lasciato un segno del suo passaggio e della sua esistenza; questa è una delle motivazioni che ha portato alla nascita dell’associazione: lasciare una traccia espressa con ago e filo, in chiave moderna. Musciuridda prende il nome dalla località, nelle campagne di Capoterra, che ospita le nostre attività, nome campidanese della Carlina gummifera, cardo selvatico che troviamo comunemente nelle campagne del nostro territorio. Socializzazione, rilassamento, condivisione, benessere psico-fisico, sono solo alcuni dei benefici apportati dalle attività proposte. Uno dei nostri progetti solidali si intitola “Una coperta: dialogo di filo”, la maglia ai ferri diventa veicolo e messaggio di storie, di umanità, di conoscenza e di tradizioni; la coperta realizzata dalle nostre socie diventa messaggera di pace e fonte di comunicazione tra chi la crea e chi la riceverà.

Una realtà come la vostra agisce, in modo diretto e indiretto, sul patrimonio materiale e immateriale della collettività, sulla tutela dei beni comuni. Come è nata questa vostra esigenza? Fa parte della vostra “ragione d’essere”?
“Creare bellezza in un luogo ricco dei colori della natura, aiuta lo spirito e la creatività”; questa frase viene da un nostro progetto culturale. “Telaio a cielo aperto” utilizza ciò che la natura offre per creare una galleria dove l’arte trova espressione, movimento e comunione d’intenti, costituendosi come vero e proprio bene culturale. Il desiderio di salvaguardare e recuperare delle tradizioni che si stanno perdendo, sia in ambito rurale che artistico- creativo, è un’esigenza espressa nello statuto della nostra associazione. Attraverso i manufatti creati e la conservazione di opere ricevute in eredità dalla generazione precedente (corredi, tappetti, asciugamani, tovaglie ecc.) la nostra associazione si propone di raccogliere questo enorme patrimonio e di farlo conoscere in una veste nuova e moderna, fruibile dalle nuove generazioni.
Le vostre attività si svolgono per ora principalmente o del tutto nel territorio della vostra sede, Capoterra; aspirate a condividere la vostra visione e il vostro approccio anche altrove, ad esempio nel resto della Sardegna? Quali piani avete per il futuro?
Le attività si concentrano per ora sul territorio di Capoterra, ma abbiamo ambizione di estendere a breve le nostre attività a livello regionale attraverso scambi e gemellaggi con altre associazioni. A medio e lungo termine non escludiamo uno sviluppo e degli scambi a livello nazionale. Le attività organizzate dall’associazione sono rivolte a tutte le età ma hanno comunque un occhio di riguardo per i giovani, prevedendo sempre progetti che li coinvolgano in laboratori o esperienze culturali.
Giardinaggio condiviso, etico e sostenibile, questa è la vostra formula. Quali sono le ragioni dietro questa scelta? Quale messaggio volete condividere?
Anche l’orto e il giardinaggio contribuiscono al benessere psico-fisico. L’impegno della semina e della cura, nonché la gratificazione della raccolta, regalano momenti impagabili a contatto con la terra e l’ambiente che ci circonda. Dare l’occasione a bambini e adulti di entrare in contatto con la natura, mettere a dimora un fiore e un frutto, rappresenta l’opportunità di comprendere la fatica, la pazienza e la tenacia necessari a sentirsi parte di un ecosistema del quale tutti noi facciamo parte.
C’è qualche appuntamento, da oggi a fine anno, che volete menzionare qui, per i lettori e le lettrici di Nemesis Magazine?
Saremo ospiti di Casa Saddi, antica casa campidanese a Pirri, per il loro evento natalizio. Porteremo la nostra esperienza culturale e rurale con creazioni a tema, realizzate per la nostra raccolta fondi.
Foto dalla pagina Facebook Aps Musciuridda – “Telaio a cielo aperto”









