Chi, tra sabato 10 e domenica 11 maggio, per Monumenti Aperti 2025, ha creduto di andare a visitare “Carbonia, città di fondazione”, molto probabilmente ha dovuto ricredersi: la città del carbone, anche ai nostri occhi – che ci siamo stati per i nostri lettori – è parsa molto più di questo, con radici millenarie e proiettata verso un futuro di innovazione e sostenibilità.
Anche quest’anno, la città ha aperto le sue porte – dal centro alle periferie, alle frazioni – accogliendo migliaia di visitatori, con 28 siti visitabili grazie all’impegno di circa ottocento volontari, con un ruolo di primo piano per le scuole, coinvolte a più livelli per raccontare e valorizzare il patrimonio cittadino; accanto a loro, associazioni culturali, gruppi sportivi e realtà del terzo settore che, insieme, hanno reso evidente la vivacità del tessuto sociale della città.
Diverse le iniziative collaterali che hanno animato le due giornate, con l’ambito trenino turistico, le mostre e i laboratori, le esposizioni e i momenti musicali, compreso il concerto di chiusura, in piazza Roma, curato da numerose band locali.
Una Carbonia diversa a ogni passo
Guida dei monumenti alla mano, domenica 11 maggio, abbiamo scelto di attraversare la città seguendo due linee tematiche: dalla memoria del lavoro alla riconversione industriale, fino all’evoluzione urbana e sociale, passando dall’antico al moderno.
Sotacarbo, eccellenza internazionale, si apre al pubblico locale
La nostra prima tappa è stata la Grande Miniera di Serbariu, un luogo emblema di riconversione industriale, dove passato e presente si fondono. Tra edifici in ristrutturazione e spazi minerari trasformati in centri di produzione e fruizione culturale, come l’Ex Direzione Miniera di Serbariu, oggi Fabbrica del Cinema, sorge il Centro Ricerche Sotacarbo, che abbiamo scelto di visitare. Realizzato negli edifici del vecchio Magazzino materiali e inaugurato nel 2008, Sotacarbo è oggi uno dei centri europei più avanzati nel campo della transizione energetica e dello studio sulla produzione di energia a basse emissioni di carbonio; qui, a fare da guide, sono stati gli studenti e le studentesse dell’Istituto Gramsci Amaldi che, accompagnati dai giovani ricercatori e ricercatrici del Centro, ci hanno condotto alla scoperta di percorsi dedicati a efficienza energetica e sostenibilità, tra laboratori e impianti.

“Quella di Monumenti Aperti è stata un’occasione reale – ci spiega Elisabetta Fenu, addetta alla divulgazione scientifica di Sotacarbo – per proseguire l’opera di divulgazione del Centro, normalmente dedicata a giovani e giovanissimi, anche con un pubblico adulto”. Imperdibile, ad esempio, la visita ai laboratori sperimentali e agli impianti pilota, dove la ricerca sui catalizzatori in piccola e grande scala ha mostrato, tra le altre cose, i processi che favoriscono la reazione tra idrogeno e CO₂. Un’opportunità preziosa, specie per chi vive nel territorio, spesso inconsapevole del livello di specializzazione e innovazione sviluppato a pochi passi da casa; un’occasione per scoprire e celebrare il lavoro di una realtà fiore all’occhiello del Polo tecnologico dell’Energia pulita promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico e dalla Regione Sardegna.
Al quartiere generale di piazza Roma, cuore razionalistico della città
Non poteva mancare una visita al quartier generale dell’iniziativa, una piazza Roma animata da numerosi visitatori. Tra i monumenti più apprezzati tanto da chi conosce Carbonia quanto da chi la stava scoprendo per la prima volta, il campanile della chiesa di San Ponziano, con i suoi oltre quarantaquattro metri di altezza e le sue caratteristiche sfumature di rosso. Interessante la visita della Torre Civica, un altro degli edifici più riconoscibili del profilo architettonico della città di Carbonia, non solo per la visione dei suoi interni ma anche per lo scambio con i giovani studenti dell’Istituto Superiore Beccaria – Indirizzo turistico che, approfittando del loro ruolo di guide, hanno trasformato la giornata in un laboratorio di analisi turistica: “Rispetto alle prime edizioni – ci hanno raccontato – quest’anno abbiamo notato una forte presenza di gruppi stranieri, in particolare tedeschi e polacchi, un segno evidente del crescente richiamo turistico della manifestazione”.



Nuraghe Sirai, simbolo di incontro tra sardi e fenici
Il nostro percorso si è concluso con la suggestiva visita del Nuraghe Sirai, incluso nel Parco Archeologico di Monte Sirai, non aperto al pubblico ma visitabile eccezionalmente durante Monumenti Aperti, straordinaria occasione per riscoprire il passato antico della città.
Edificato tra il XIV e il VI secolo a.C., il complesso nuragico racconta l’incontro tra la civiltà nuragica e quella fenicia; la fortezza, datata tra il 625 e il 550 a.C., è l’unico insediamento del periodo cinto da fortificazioni di tipo orientale.
A fare da guide, i piccoli alunni della Scuola Paritaria “Madre Camilla Gritti”, che hanno sorpreso per la precisione e la chiarezza, accompagnando i visitatori tra le torri e le aree produttive destinate alla ceramica, alla concia delle pelli e alla lavorazione del vetro, testimoniando ancora una volta il valore educativo di Monumenti Aperti per le giovani generazioni.



Un’edizione di svolta, per il Sindaco di Carbonia Pietro Morittu
Monumenti Aperti 2025 ha rivelato una Carbonia vivace, ricca di legami e di voci, dove il tessuto sociale si è mostrato in tutta la sua forza, grazie a una rete di scuole, associazioni, realtà culturali e singoli cittadini.
Una città che continua a raccontarsi, trasformando le sue radici storiche in occasioni per guardare al futuro; ne è certo anche Pietro Morittu, sindaco della cittadina che, incontrato tra i visitatori, per noi ha dichiarato: “Credo che questa edizione di Monumenti Aperti sia stata la più partecipata degli ultimi anni. Un grande ringraziamento va ai volontari, ai ragazzi e agli educatori che hanno contribuito a costruire un percorso ricco di novità, che ci consegna una grande responsabilità. Da un lato, siamo soddisfatti perché queste due giornate hanno rappresentato un’opportunità per la nostra città e per il territorio di mettersi in mostra, diventando per un weekend una vetrina al centro del Sulcis. Ogni anno migliorano le condizioni dei siti grazie a investimenti importanti. Guardando al futuro, prevediamo che entro il 2027 potremo completare i lavori al Nuraghe Sirai, rendendolo accessibile a tutti. Già da quest’estate, vorremmo avviare alcune attività estive nel sito, in attesa dell’apertura definitiva. Sono previsti interventi in tutti i siti che sono stati maggiormente apprezzati dai cittadini in questa edizione. E abbiamo notato con piacere, per la prima volta da quando abbiamo ripreso la manifestazione, una presenza significativa di turisti, sia italiani che stranieri; gruppi di tedeschi e polacchi che, arrivati per altre attività nel territorio, hanno scelto di trascorrere un weekend nella nostra città, godendo delle sue bellezze. Carbonia, in pochi chilometri, racchiude più di 3 mila anni di storia: dai nuraghi al periodo fenicio e punico, fino alla città di fondazione nata solo 90 anni fa. Il nostro obiettivo è continuare a valorizzare questo patrimonio e renderlo fruibile al meglio”.










