Non tutto il male viene per nuocere, bisogna essere onesti, soprattutto quando si parla di piccole delusioni di autore, ovvero quella di oggi, ovvero l’inutile attesa del nuovo singolo dei Depeche Mode, datato invece … no, non lo dico per scaramanzia.
Ed allora, novello Don Abbondio, che si domanda chi sono costoro, spulciando tra le nuove uscite, mi sono accorto di un nome così comune che quasi quasi ho pensato che fosse il nome di una band degli anni Settanta, anzi, anche Sessanta ed invece, oltre ad essere omonimi di una band 90s, come Carneade era un filosofo, i The Tubs sono una band londinese attiva da pochissimi anni che ha, al momento, capitalizzato un EP nel 2021, ‘Names’, ed un singolo nel 2020, ‘I Don’t Know How It Works’.
Andiamo dritti al sodo, ‘Dead Meat’ è veramente un bell’ album, ricco di influenze pre post punk, ovvero quel qualcosa di Maximo Park ma con (forse sono impazzito) una voce quasi a la Hot Steady, addirittura a volte a la ‘Counting Crows’ e quindi, a tratti, più USA.
Un mix strano direte voi, forse potrebbe giovare provare ad immergervi nei miei panni appena ho pigiato il tasto play e la loro profusione sonora mi è entrata direttamente nei canali auditivi senza passare per l’etere inquinato di Milano, ecco, però poi, questo album di soli ventisei minuti ha saputo conquistarsi anche un notevole posto di onore tra le mura di casa, suonato a tutto volume logicamente in un orario consono alle stringenti regole dei condomini imbruttiti.
Se ‘Illusion pt.II’ vi farà immediatamente pensare a dove si trovi la parte I, io non ci sono riuscito, se la trovate sapete dove trovarmi (tutto un trovare / non trovare oggi), tutto il resto dell’album scorrerà molto fluidamente e rimarrete attaccati al vostro diffusore preferito, sicuramente sbalorditi nel credere che questa musica possa venire da una fumosa Londra e non dal Minnesota (spero abbiate capito a quale meraviglia del creato mi stia ora riferendo).
Sei canzoni per l’esordio di una band fresca e diretta che riesce, attingendo in maniera intelligente ad un passato glorioso, a distinguersi dal livello UK ormai fatto solo di copie di mille riassunti.
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