Il boomerang è un oggetto costruito per tornare indietro una volta lanciato. Non so voi, ma io non ci sono mai riuscita. Lancio inadeguato? Probabile. Mancanza di tecnica? Anche. Sta di fatto che non ho mai provato questa gioia. Mentre ho ben chiara la frustrazione nel doverlo andare a recuperare, magari dentro un cespuglio, peggio se sopra un albero, ancor peggio se per chiedere scusa alla persona a cui potrei aver causato un danno, ad esempio alla finestra di casa, all’auto parcheggiata o, apoteosi della sfortuna, al corpo della persona stessa. L’effetto boomerang per me sarebbe la gioia del vederlo nella sua traiettoria di ritorno. Ma l’espressione effetto boomerang ha generalmente un’accezione negativa, che per me non può essere quella legata al suo ritorno tout court. Secondo me la parte negativa è quella relativa alle conseguenze di un lancio malfatto. Ed è così che succede nella vita, no?
Se tu fai le cose per bene, l’effetto è buono. Se fai le cose in maniera scomposta, l’effetto è cattivo. C’è da dire che a volte anche se fai le cose per bene, gli effetti sperati non è detto che si manifestino, ma stento a considerare la possibilità di ripercussioni nefaste. Invece se fai le cose male, che può anche significare realizzare un ottimo lancio, preciso e perfetto dal punto di vista tecnico, ma per urtare qualcuno, causare dolore, sofferenza o generare difficoltà, allora non aspettarsi un ritorno negativo è quantomeno ingenuo. Il fatto è che il boomerang non torna immediatamente, ovvero sparisce per qualche secondo all’orizzonte, inverte la rotta e riprende la strada del ritorno. Quella breve latenza ci basta per pensare di averla fatta franca. Ma se nella vita quella latenza è un lasso di tempo lungo, non dovremmo illuderci che il tempo cancelli lo sgarbo o l’insulto.
Il tempo, semmai, prepara il maltolto da restituire. Lo potenzia, lo definisce nei dettagli e lo fa recapitare quando l’emittente malevolo meno se lo aspetterebbe. E l’effetto che sopraggiunge è disorientante, non ci si capacita della botta presa di ritorno perché nel nostro fare non teniamo conto di un fattore imponderabile.
Si dice che persino nei calcoli cosmici i geni delle galassie introducano sempre un fattore che tiene contro di quel qualcosa che non ci è dato di anticipare, di considerare. Ora figuriamoci noi piccole vite che strisciano sulla superficie della terra! Noi arroganti sapientoni del nulla che pensiamo di avere tutto sotto controllo. Non voglio scomodare il karma, anche perché non posso dimostrarne l’esistenza e la possibilità per noi di reincarnarci, ma basta saper osservare, aspettare e avere quel pizzico di umiltà per capire che se davvero si vuole gioire per il ritorno del boomerang i nostri propositi e i moventi sottostanti devono essere puri.Certo, chi è senza peccato scagli la prima pietra, ma forse è sufficiente deporre la pietra e avere le mani pulite e libere.









