La bellezza è un equilibrio di forme, ingredienti, caratteristiche che combinate insieme restituiscono unicità a luoghi, cose e persone.
È questo il caso di “Terre d’acqua”, la mostra fotografica ospitata al Centro Comunale d’Arte Ghetto di Cagliari dal 15 dicembre e visitabile fino al 1 marzo, organizzata e prodotta dalla cooperativa Agorà Sardegna e CoopCulture in collaborazione con il Comune di Cagliari.
Le ventisei immagini sono firmate da Cédric Dasesson, tra i fotografi più capaci di raccontare la contemporaneità. Amante del paesaggio, delle intersezioni tra elementi antropici e naturali Dasesson ha ritratto la Laguna di Santa Gilla catturandone la complessità e l’essenza: insenature, piccoli stanziamenti di pescatori, porti commerciali e approdi militari.
L’acqua è il filo conduttore che lambisce tutti questi elementi e in qualche modo li rende partecipi della stessa trasformazione. Santa Gilla è un luogo ibrido, mutante, frequentato dall’uomo ma ancora largamente in mano a una natura piena di biodiversità.
Il lavoro, cominciato nel 2022, si propone non solo come un’esposizione artistica ma come testimonianza del costante cambiamento e diventa quindi un documento d’archivio, un esercizio di memoria collettiva. È fondamentale avvalersene nell’ottica di rappresentare una città che si proietta nel futuro, per non perdere traccia e ricordo di un passato ancora in parte visibile.
Santa Gilla è una delle zone umide più grandi d’Europa e come tale va tutelata, lo studio di Cédric Dasesson aiuta a comprenderne l’importanza e il valore che vanno ben oltre la specificità stessa del luogo e che trascendono nel simbolo di un’identità fluida e mutevole.
Tutto il percorso del fotografo italiano è focalizzato su queste tematiche legate all’ambiente e all’interazione umana. La sua sensibilità nella comprensione degli spazi ha fatto si che esponesse in contesti nazionali e internazionali come la Triennale di Milano, il Museo Nazionale Romano, la C-A-TCH Gallery di Parigi. Ha collaborato con il MUFOCO (Museo Italiano della fotografia contemporanea), il MIC (Ministero delle Cultura), l’Università di Cagliari, la Biennale di Pisa a la Biennale dello Stretto. È stato anche ospite di diverse residenze d’artista e ha pubblicato tre lavori principali: “Level” del 2017, “Di notte il mare non dorme mai” del 2018, “Costellazioni” del 2020 e “Oltreterra” del 2023, dando prova di versatilità e coerenza nel portare avanti un discorso artistico che oltre a perseguire risultati di eccellenza in termini di bellezza è anche uno strumento utile di lettura della realtà che ci circonda e di cui spesso siamo spettatori disattenti e inconsapevoli.










