Il passato cammina accanto a ogni persona, come una presenza silenziosa ma costante. C’è chi prova a fare finta di niente e a ignorarlo ma restare indifferenti è impossibile e inevitabilmente arriva la resa dei conti. E proprio sul modo in cui ciascuno reagisce davanti al momento della verità si sviluppa il nuovo romanzo di Matteo Floris ‘’Vendetta nella nebbia’’ uscito il 20 novembre del 2023 edito da Camena edizioni. La seconda opera dello scrittore cagliaritano, 32 anni docente di scrittura creativa all’Accademia d’arte di Cagliari, è un lavoro solido che va in crescendo: il suo noir storico è ambientato nella Milano del 1896 nel quartiere di Porta Ticinese, periferia complessa e al contempo intrigante. Tanti i personaggi che si ritagliano il proprio spazio con autorevolezza a cominciare dal brigadiere quarantenne Carlo Nasti reduce dalla guerra italo-abissina svoltasi dal 1894 al 1896, passando per il giovane Bruno Canali dai tratti picareschi innamorato della affascinante prostituta Amalia Bianco e desideroso di una vita migliore per la nipote Cecilia di dieci anni.
Non solo Nasti e Canali: capitolo dopo capitolo si delinea la forza del pugile Nico Cima, soprannome di Nicola Manzi, contraddistinto da una profondità psicologica acuta. Violenza, corruzione, incontri clandestini: questi elementi permeano l’opera e sono i capisaldi dei due boss rivali per il controllo del quartiere ovvero Lucio Bessa ed Emilio Toli che, a loro spese, si accorgeranno quanto la forza bruta sia effimera. Floris scava nei suoi personaggi, approfondisce il loro vissuto e le loro preoccupazioni senza però focalizzarsi su un singolo aspetto. Consapevole, come sostenuto dal celebre filosofo francese Blaise Pascal nei suoi ‘’Pensieri’’, che “la nostra natura è nel movimento” e che, proprio grazie a questo movimento, è possibile ritagliarsi una seconda possibilità anche quando tutto sembra destinato a rimanere immobile.
“Dal mio esordio nel 2020 con ‘Il barbiere del conquistador’ – racconta Floris – ho sviluppato di più l’introspezione e affinato il linguaggio utilizzando un registro più elevato a seconda delle circostanze”. Circostanze quotidiane in una Milano in continuo mutamento in cui Floris trasporta i lettori grazie a un prosa dettagliata ed evocativa. “Ho scelto di ambientare il tutto a Milano perché è la città più simile a Londra, dove inizialmente volevo collocare le vicende, per sviluppo industriale in quella fase che va dalla fine dell’Ottocento agli inizi del Novecento”. Porta Ticinese gioca un ruolo fondamentale nella narrazione, influenzando profondamente i personaggi del brigadiere Nasti e dell’allibratore Canali. “Entrambi sono cresciuti nello stesso quartiere ma si differenziano per come reagiscono davanti agli svantaggi. Nasti, in particolare, ha un odio profondo verso la sua infanzia e Porta Ticinese gli ricorda continuamente il passato. Allo stesso tempo, però, ne è attratto e non riesce a separarsi del tutto da quelle vie dove è nato”.
E proprio in quelle vie l’autore conduce scandagliando un microcosmo urbano con i suoi ritmi, le sue logiche e le sue regole, mostrando virtù e debolezze di chi le abita con la consapevolezza di chi sa che non è possibile dimenticarsi quel che è stato ma che dagli errori compiuti si possono trarre insegnamenti preziosi. “Il finale del libro è aperto – conclude. Per adesso non ho pensato a un seguito ma i presupposti non mancano; Nico Cima non è né buono né cattivo, è un personaggio reale che ha in sé elementi positivi e negativi. Bruno Canali, Amalia e Cecilia rappresentano la speranza e il desiderio di cambiare. Le strade di Nico Cima e Canali non penso si rincontreranno, stanno agli antipodi. Entrambi, però, sono accomunati dall’aver preso decisioni nette e dall’essere proiettati con decisione verso il domani”.










