Giustamente preso dal nuovo singolo dei Depeche Mode – qui su Nemesis Magazine – ho ignorato totalmente il nuovo singolo di Beck che però poi ho prontamente recuperato con la viva intenzione di scriverne su queste pagine solo che poi mi è bastato un solo ascolto per lasciar perdere ed invece virare su qualcosa di più fresco, più interessante, anche più nuovo e, sorry not so sorry, più meritevole di attenzione.
‘Tear’ dei Korine è l’ultima uscita del duo di Philadelphia Morgy Ramone e Trey Frey che segue i due precedenti lavori ‘The Night We Raise’ del 2020 e ‘New Arrangements’ del 2018, quest’ ultimo, poi, ascoltato durante i suoi primi passi nell’affollato mondo dello streaming.
Inequivocabilmente fresco, dalle sonorità molto aperte ed ariose, ‘Tear’ è un bell’album da ascoltare senza troppi pensieri o impegni di sorta, un album da passeggio o da studio / smartworking, ecco.
Spiccano ‘Crystalline’ e ‘Deicide’ forse più per esclusivo gusto personale che per qualità che si mantiene su buoni livelli per tutte le dieci tracce e per la sua durata di circa trentacinque minuti.
Nessuna palese innovazione, riferimenti del passato chiari ma assolutamente non oggetto di banale copia & incolla, i Korine ripescano sonorità synthpop modernizzandole e confezionando un album godibile, veloce ed adatto alla primavera che sta per arrivare.
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