C’è tutto il fascino della musica di Alfredo Catalani, ne “La Wally” in cartellone dal 24 aprile al 4 maggio al Teatro Lirico di Cagliari per la Stagione Lirica e di Balletto 2024-2025 in un nuovo allestimento firmato da Massimo Pizzi Gasparon Contarini, che trasporta la vicenda agli inizi del Novecento. Il capolavoro del compositore lucchese, figura di spicco nella temperie culturale ottocentesca, interessato al rinnovamento del melodramma, tra la lezione di Richard Wagner e la nuova musica sinfonica oltre alle suggestioni d’oltralpe, ritorna nel capoluogo a distanza oltre un secolo dalla prima cagliaritana del 1910 al Teatro Civico, diretta da Tebaldo Bronzini e con Noemi Casini nel ruolo della protagonista, con grande successo di pubblico e critica.
Ispirata a un racconto di Wilhelmine von Hillern, l’opera lirica su libretto di Luigi Illica è incentrata sulla figura di una giovane donna dallo spirito ribelle, una creatura sensibile e amante della natura, che vive e sogna immersa nel candore delle vette, ma è segretamente innamorata di un abile cacciatore, Giuseppe Hagenbach di Sölden, figlio di un acerrimo nemico del padre. La Wally è un’eroina moderna, che rifiuta di sottomettersi a regole e convenzioni della società e pur di sottrarsi alle nozze indesiderate con Vincenzo Gellner dell’Hochstoff, di fronte alla minaccia d’esser scacciata di casa dal genitore sceglie un volontario esilio, allontanandosi nella neve al tramonto, sulle note della celebre aria “Ebben? Ne andrò lontana”.
Nella sua predilezione per la solitudine e per un’esistenza “selvaggia”, Wally si accompagna spesso a Walter, un cantore, suo confidente e amico, cui affida la melodia preziosa della “Canzone dell’Edelweiss”, un poetico e malinconico jodler in cui la fanciulla rivela la sua passione per la montagna. Dopo la scomparsa di Stromminger, la protagonista riappare senza troppi rimpianti per quel padre così severo e tirannico, ormai ricca e seducente avventuriera, frequentatrice di svaghi mondani e feste, finché reincontra Hagenbach, ne offende la fidanzata Afra e viene punita con una crudele beffa. Nell’intricata trama, Gellner, l’antico pretendente, si fa strumento della sua vendetta ma Wally, subito pentita, salva l’amato e si ritira ancora tra le le cime dove Hagenbach finalmente la raggiunge per dichiararle il suo amore (e il suo perdono) e quando una valanga lo travolge, lei si getta con lui nel precipizio.
Una favola tragica, una poetica storia di amore e morte, in una raffinata mise en scène impreziosita da proiezioni con le immagini di vette innevate e coltri di nubi a suggerire la vertigine dell’altezza e una scalinata che conduce in quel mondo arcano così caro alla protagonista, abitato da spiriti evocati dalle coreografie di Letizia Giuliani, in uno scenario rupestre, eterna dimora dei due innamorati. Sul podio Lü Jia, alla guida dell’Orchestra e del Coro del Lirico (maestro del coro Giovanni Andreoli), con una doppia compagnia di canto in cui spiccano Oksana Dyka (che si alterna a Rachele Stanisci) nel ruolo di Wally, versatile interprete che dà voce a sentimenti e stati d’animo della protagonista e Marcelo Alvarez, un convincente Hagenbach (in alternanza con Konstantin Kipiani), accanto a Devid Cecconi (in alternanza con Enrico Di Geronimo), un Gellner innamorato, ma anche infido e vile, con David Cervera (Stromminger), Sonia Maria Fortunato (Afra), Elena Schirru (Walter) e Andrea Tabili (Il Pedone di Schnals).
“La Wally” incanta con le armoniose pagine scritte da Alfredo Catalani, capace di tradurre in musica il carattere dell’eroina, come degli altri personaggi, mettendo in risalto il temperamento della giovane donna, incarnazione di una femminilità quasi adolescenziale, da divinità nordica, o novella Artemide, la cui inviolabilità e purezza si riflette nel candore della neve.
Per saperne di più: www.teatroliricodicagliari.it










