Ritorna, ormai puntuale, “Sotto questo cielo”, la Stagione di teatro all’aperto organizzata dal Cada Die Teatro, giunta alla sesta edizione. Sarà, come sempre, la Corte della Vetreria di Pirri ad accoglierne il cartellone, che si snoderà per cinque settimane – giorni deputati il giovedì e il venerdì – dal 13 giugno all’11 luglio. Quest’anno tutti gli appuntamenti saranno un invito a mettersi nei panni di chi vive quotidianamente in situazioni di grande difficoltà: quattro spettacoli teatrali, di cui due portati da compagnie nazionali, un concerto narrativo e due presentazioni di libri, che parlano di fragilità, del bisogno di accoglienza, di morti sul lavoro, di ragazze che rivendicano la loro libertà, di padri che rifiutano la logica della guerra, del desiderio di pace e di giustizia.
Immaginando un’altra terra, il sottotitolo significativo – che rimanda ai tragici accadimenti di Gaza – dell’edizione 2025 di Sotto questo cielo: “Per promuoverla – spiega Pierpaolo Piludu, attore e regista di Cada Die – abbiamo scelto un’immagine forte: quella di due clown della Gaza Circus School, che anche in questi giorni, nonostante i bombardamenti incessanti su tutto ciò che è ancora in piedi, su tutto ciò che è ancora vivo, riescono a far sorridere dei bambini che assistono al loro spettacolo tra le macerie”.
Prima di ogni rappresentazione il pubblico verrà “calato” in una breve esercitazione di immedesimazione realizzata da Alessandro Bergonzoni: un appello sonoro che l’attore bolognese ha registrato e condiviso online, con annesse sirene di allarme, per invitare a prendere coscienza su quanto sta accadendo a Gaza e in tutte le aree di guerra.
Prosegue così il lungo percorso di Cada Die, fatto di storie, incontri, importanti produzioni, festival, rassegne, impegno civile. Una compagnia storica, quella cagliaritana, che, appunto, propone anche quest’anno, tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate, quelle che sono diventate tradizionali serate di spettacolo e cultura en plein air.
Il programma
Dopo i primi appuntamenti il 13 e 19 giugno, “Ricordati di vivere. L’ultima udienza” è lo spettacolo che andrà in scena venerdì 27, alle 21.15, prodotto da Rossolevante (in collaborazione con G2M), compagnia ogliastrina, scritto e ideato da Silvia Cattoi e Juri Piroddi, ispirato ad alcuni libri di Sabatino De
Sanctis. Protagonisti Silvia Cattoi, Daniel Dwerryhouse, Cinzia Piras, Juri Piroddi, Alessandro Congeddu, suoni live e fonica di Emanuele Cau.
Un incidente mortale all’interno di una galleria in manutenzione. La vittima è Nicola Acampora operaio di 35 anni. E’ scritto nelle note dello spettacolo: “Cosa succederebbe se si chiedesse a una giuria popolare, perfettamente informata sui fatti accaduti, di esprimere il proprio giudizio sulla responsabilità morale in un grave incidente sul lavoro come questo?”. Il caso preso in esame non è mai avvenuto ma è assolutamente verosimile. Una finzione drammaticamente vera, costruita a
partire da reali fatti di cronaca. A essere rappresentata è l’ultima udienza del processo, con Giudice, Pubblico Ministero, avvocato della difesa, testimoni e, appunto, una Giuria Popolare di dodici componenti, estratti a sorte fra il pubblico presente. Giuria che sarà chiamata a emettere il proprio verdetto. “Uno spettacolo che costringe ogni partecipante a non essere semplice spettatore ma ‘attore’, cioè parte attiva della vicenda presentata”.
Il mese di luglio comincia giovedì 3, alle 19, con la presentazione del libro Ponitì a una party di Michele Atzori, una nuova storia del lavoratore precario e musicista indipendente Michele Atzori. Protagonista stavolta è quel “bastian contrario” che, a differenza di quei “liberali”, non ha mai cambiato idea: era ed è rimasto convinto che bisognasse pensare globalmente e agire localmente e che c’era tanto, ma tanto, da agire.
Il giorno successivo, venerdì 4 luglio sarà la volta, alle 21.15, di SALAM/SHALOM. Due padri, altra importante ospitalità nazionale, una produzione CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia e Festival Vicino/Lontano – con l’adattamento di Paola Fresa, di e con Massimo Somaglino e Alessandro Lussiana – che ben incarna il sottotitolo della rassegna di Cada Die targata 2025, “Immaginando un’altra terra”.
Tratto dal romanzo “Apeirogon” di Colum McCann (2021), il libro che ha vinto il Premio Terzani 2022, lo spettacolo è una testimonianza necessaria davanti all’orrore della guerra in Israele e Palestina. L’autore, lo scrittore irlandese Colum McCann, ha raccolto negli innumerevoli frammenti che compongono il romanzo i brandelli di un conflitto apparentemente senza soluzione. Infiniti sono i lati del poligono chiamato “apeirogon”, da cui il libro prende il titolo. Come infiniti sono i
punti di vista da cui due padri, l’israeliano Rami e il palestinese Bassam, persone reali, che McCann ha conosciuto, cercano di comprendere una realtà troppo complessa per essere osservata, e giudicata, da un unico lato. Due padri, portati sulla scena da Somaglino e Lussiana, che sono uniti dallo stesso strazio indicibile per la perdita delle proprie bambine, uccise ciascuna dalla guerra dell’altro; due padri che hanno avuto il coraggio di diventare uomini di pace, imbracciando come
unica arma il loro comune dolore contro la tentazione della vendetta e la trappola dell’odio: nella geometria dell’apeirogon ogni luogo è raggiungibile, ogni punto può essere toccato anche se sembra impossibile.
Giovedì 10 luglio approderà nel palco della Corte della Vetreria, sempre alle 21.15, Tra corde e stelle, un concerto narrativo prodotto da MP4 e Cada Die Teatro, con Francesca Loche (voce), Michele Brandinu (tastiera), Fabio Useli (basso), Maurizio Marzo (chitarra), Giorgio Del Rio (batteria) e la voce narrante di Alessandro Mascia. Corde di chitarre su cui nascono voci di poeti e cantautori, che raccontano estratti di vita italiana. Un progetto che riprende alcuni classici della discografia Italiana, dagli anni 80 ai giorni nostri, lasciando spazio a brani dove il filo conduttore è lo sguardo del cantautore sulla quotidianità delle nostre vite e sulle sfaccettature della società, le passioni dell’uomo e le contraddizioni, le storie e le debolezze, le lotte e la meraviglia per piccoli scorci di bellezza. Un viaggio nel tempo, non solo musicale ma anche ricco di curiosità e piccoli racconti a cura di Alessandro Mascia, attore storico di Cada Die.
Il festival si chiuderà venerdì 11 luglio, alle 19, con la presentazione del libro Libere, il nostro no ai matrimoni forzati di Martina Castigliani. Tiziana Dal Pra, attivista femminista, dialogherà con Rossella Dassu, attrice e formatrice per il contrasto degli stereotipi di genere.
Fatima, Yasmine, Zoya, Khadija e X sono cinque ragazze che hanno deciso di ribellarsi alle nozze forzate. Per essere libere hanno rinunciato a tutto: sono fuggite lontano da casa, hanno rotto ogni rapporto con la famiglia, sono state costrette a cambiare identità. Alcuni frammenti di queste intense vicende verranno letti e interpretati da loro coetanee, allieve del corso Cuori di Panna Smontata della Scuola di Arti Sceniche La Vetreria.
Tiziana Dal Pra nel 1997 ha fondato a Imola, con donne native e migranti, l’associazione “Trama di terre” con lo scopo di riconoscere, valorizzare, diffondere culture prodotte da donne di diverse provenienze e con la convinzione che i diritti delle donne siano universali e debbano valere più di quelli culturali che cambiano nel tempo. Nel corso della serata, conversando con Rossella Dassu, racconterà del suo impegno con molte associazioni in Italia e all’estero e della stesura del libro di
Martina Castigliani, a cui ha collaborato.
La rassegna Sotto questo cielo è organizzata dal Cada Die Teatro con il sostegno del MiC (Ministero della Cultura), della Regione Sardegna (Assessorato della Cultura) e del Comune di Cagliari.










