E’ possibile catturare l’essenza di una città attraverso la lente della letteratura? La risposta è si, almeno per come la pensa Pier Bruno Cosso, curatore della antologia di racconti “Sassaresi per sempre. Viaggio emozionale nel cuore di Sassari”, pubblicata lo scorso febbraio da Edizioni della Sera.
Cosso, scrittore con all’attivo numerosi romanzi e racconti, ha chiamato a raccolta diciassette autori e autrici con l’intento di tracciare, attraverso le loro voci, l’affresco urbano di una città a cavallo tra passato, presente e futuro. Hanno risposto all’appello Francesca Arca, Fabio Burzagli, Lalla Careddu, Alberto Cocco, Pier Bruno Cosso, Eugenio Cossu, Franca Falchi, Marco Farina, Emma Fenu, Maria Antonietta Macciocu, Isabella Mastino, Alessandra Piras, Maria Piras, Silvia Sanna, Andrea Sini, Maria Teresa Tedde e Piero Zucca, alcuni sassaresi, altri accudiddi ma tutti capaci di mettere su carta il loro legame di sangue o di cuore con la città capoluogo del nord Sardegna.
Ne è venuto fuori un racconto corale nel quale si intrecciano personaggi e ricordi di una città dai mille volti. Come chiarisce il titolo, l’intento è quello di offrire al lettore un viaggio emotivo profondo e autentico, il cui scopo non è quello di raccontare Sassari come luogo geografico, ma piuttosto disegnare sensazioni vivide che emergono dal camminare per le strade ascoltando le voci e le conversazioni carpite al volo, oppure ricordare aneddoti di infanzia.
“Sassaresi per sempre – come racconta Pier Bruno Cosso – è un atto d’amore verso Sassari, un modo per rendere giustizia a una città verso la quale troppo spesso siamo severi osservando solo quello che non va“. Diciassette sguardi diversi, dunque, per raccontarla in tutte le sue contraddizioni, con la prefazione di Lorena Piras e la postfazione di Aldo Addis a fare da cornice.

Attraverso pagine che si muovono agilmente tra i quartieri nuovi e quelli storici, racconto dopo racconto si finisce per essere contagiati da quella “sassaresità” che è senso di appartenenza e di identità profondamente radicato, trasmesso attraverso storie che parlano di identità, integrazione, povertà e ascesa sociale.
Protagoniste della antologia sono le strade e le piazze di Sassari, da quelle più piccole al “salotto buono”, piazza d’Italia, animate da personaggi come il macellaio Carmelo o Speranzina, Flavio il gelataio o Francesco, storico barbiere di via dei Mille. Simboli di una comunità variegata che nonostante le trasformazioni mantiene un legame indissolubile con le sue radici.
Tratto comune di questi racconti è quello sguardo disincantato e ironico di chi è capace di sorridere e trasformare ogni evento, anche quelli più drammatici, in aneddoto del quale ridere in compagnia, senza mai prendersi troppo sul serio.










