Che significato ha il femminismo oggi per donne e uomini, ragazzi e ragazze? Quali sono i contenuti dell’attivismo femminista? Da questi interrogativi si è mosso ‘Per fortuna ci sono le ragazze’, l’incontro avvenuto ieri sera al Festival Pazza Idea, evento che animerà il Ghetto di Cagliari fino a domani con un ricchissimo programma . Nella suggestiva sala della Cannoniera, la sociologa Ester Cois, conduttrice dell’incontro e delegata dell’Università di Cagliari per l’uguaglianza di genere, la scrittrice e insegnante Giusi Marchetta, la giornalista Giulia Siviero e la sociolinguista Vera Gheno, in un dialogo a più voci, hanno riflettuto su quest’intricato e attualissimo scenario socio-culturale, soffermandosi sui femminismi intesi come costrutti teorici e come pratiche.
Cosa non è il femminismo?
A partire da un articolo scritto da Giulia Siviero nel 2017 su ‘Il Post‘, si è dibattuto sul fatto che il femminismo non è in realtà il contraltare del maschilismo che, piuttosto “è la convinzione che il maschio sia superiore alle donne sul piano fisico, sociale e intellettuale. – spiega Siviero – Tale convinzione spiegherebbe la posizione privilegiata degli uomini sia nello spazio pubblico che nella storia, spesso alla base di tutta una serie di atteggiamenti e pratiche discriminatorie come la prevaricazione, la violenza, il paternalismo e il sessismo”. Tali atteggiamenti sessisti, maschilisti e misogini, spesso portati avanti anche dalle stesse donne, sono gli ingredienti fondamentali del patriarcato, termine che è riemerso con il caso di Giulia Cecchettin, accendendo un forte dibattito ovunque.
Patriarcato e femminismo a confronto
Ma cos’è il patriarcato? Perché genera dibattiti così tanto violenti e pieni d’odio? E perché spesso il femminismo fa paura? Le tre ospiti fanno luce su questo fenomeno, cercando di definirlo, di decostruirlo e di identificarne tutti quei meccanismi malsani che, in un modo o nell’altro, nuocciono a tutti, a prescindere dal genere. “Il patriarcato è un sistema sociale pervasivo basato su leggi, cognomi paterni, sulla dominazione e l’oppressione delle donne. – spiega Siviero – È un sistema trasversale, transculturale, radicato nei secoli e a forte connotazione locale, pur avendo la stessa matrice: nel caso dell’Italia, ad esempio, si manifesta nella presenza istituzionalizzata del patriarcato nella Chiesa e nei delitti d’onore, aboliti solamente 40 anni fa”. La società patriarcale è sotto gli occhi di chiunque ancora oggi ed è molto difficile riconoscerne l’influenza “Questo accade perché viviamo in un humus culturale che ci propone un punto di vista unico e prevalente – spiega Vera Gheno – I libri di storia, filosofia, storia dell’arte, le grammatiche e le antologie ripetono, riproducono e perpetuano un canone letterario al maschile che le donne stanno iniziando a buttare giù adesso”. Queste azioni intimidiscono una parte della società che, di fronte alle rivendicazioni femministe, pensa di star per perdere qualcosa. “ Si pensa che il femminismo possa rompere ciò che c’è sempre stato e che miri a buttare giù il potere maschile a favore di quello femminile – prosegue Gheno – In realtà, il suo scopo è quello di proporre una nuova visione dei rapporti di potere, coinvolgendo tutte le soggettività nella ricerca di visioni alternative e inclusive rispetto a quella proposta dalla società patriarcale”.
Femminismo e attualità
“Spesso si tende a pensare al femminismo come una banca di diritti acquisiti una volta per tutte e validi per le prossime generazioni. In realtà,– spiega Giusi Marchetta –il femminismo in tutte le sue forme era e resta un movimento di libertà che va continuamente messo al mondo in modo sempre differente”.
Nonostante il femminismo abbia fatto grandi passi, la strada da fare è ancora lunga. Proprio per questo “il femminismo è un un’ideologia sempre attuale di cui abbiamo e avremo sempre bisogno – spiega Marchetta – perché la parità e soprattutto la giustizia sono ancora lontane da noi. Il femminismo non può essere qualcosa di superato perché effettivamente non è ancora arrivato”. Lo stesso movimento #MeToo, citato da Marchetta, fa riflettere su quanto il femminismo sia ancora una questione attuale perché ha reso visibile il desiderio delle donne di sentirsi padrone di sé stesse e di occupare un posto diverso nella società.
Le moltitudini del femminismo
“Il femminismo non è singolare e non è statico, ma si parla di femminismi – sottolinea Vera Gheno – Infatti, anche ragionare in termini semplificati di femminismo non rende l’idea di cosa sia davvero e di cosa sarà”. Con queste parole la sociolinguista evidenzia quanto sia importante riconoscere le molteplici forme del femminismo in modo da tenere conto della complessità umana. Questo permetterebbe non solo di ampliare il concetto in sé, ma anche di riconoscerlo come qualcosa che va oltre la lotta di genere.
È tempo di cambiare
È evidente che, soprattutto alla luce degli ultimi fatti di cronaca, la società deve cambiare. L’idea è decisamente faticosa per tutti, motivo per cui l’azione è in molti casi sostituita dall’indifferenza o la deresponsabilizzazione. Nonostante gli enormi sforzi implicati in questo cambiamento, è ora che tutti prendano coscienza di ciò che accade e perché: “le donne sono costrette dagli eventi a riflettere sul femminismo, non solo come individui ma anche come soggetti che appartengono alla collettività del genere femminile – spiega Vera Gheno – Gli uomini devono chiedersi cosa voglia dire essere maschi e devono smontare quegli elementi velenosi della mascolinità tossica, frutto di un patriarcato di cui tutti siamo vittime”.
(Credits: Sara Deidda per Festival Pazza Idea)










